VIDEO| Travolta pilota jet per incontrare il pubblico della Festa del Cinema

VIDEO| Travolta pilota jet per incontrare il pubblico della Festa del Cinema

L'attore ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera
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ROMA – Tony Manero e Danny Zuko, Vincent Vega ed Edna Turnblad: quattro personaggi uniti dalla passione per John Travolta. Attore pluripremiato, cantante e un formidabile ballerino. Con i suoi movimenti di bacino in ‘La febbre del sabato sera’ e in ‘Grease’, i suoi colpi di pistola e lo storico balletto con Uma Thurman in ‘Pulp Fiction’ hanno tenuto incollati gli spettatori davanti al grande e piccolo schermo. In occasione della 14esima edizione della Festa del Cinema Travolta ha pilotato il suo jet fino a Roma per incontrare il pubblico e ricevere da Antonio Monda, direttore artistico del #RomaFF14, il Premio Speciale per la sua ultima interpretazione in ‘The Fanatic’ di Fred Durst. Ad accoglierlo sul red carpet fan in delirio e in sala Petrassi, dove si è svolto l’evento, una platea scatenata sulle note di ‘Night Fever’ dei Bee Gees.

L’incontro, scandito dalle ormai familiari clip dei film che Monda fa scegliere ai suoi ospiti, si è aperto con una scena di ‘Grease’ in cui Danny Zuko e i suoi amici tutti brillantina e chiodo di pelle ballano e cantano ‘Grease lightnin’’. Questo un film, che insieme a ‘La febbre del sabato sera’, ha consacrato la sua fama mondiale. “Se dovessi scegliere cosa sia più divertente fare tra recitare, cantare e ballare– ha dichiarato Travolta- la mia scelta ricadrebbe sulla danza. Mi manca farlo. Ultimamente sono tornato in pista nel video di ‘3 to tango’ di Pitbull”.

La conversazione poi è proseguita con i ricordi della sua famiglia. “Quando ero piccolo– ha raccontato l’attore- mi è stato inculcato lo spirito dello spettacolo. In casa abitavo con mia madre che era una bravissima regista e attrice, come mia sorella. Noi eravamo ossessionati dal cinema: vedevamo sempre insieme i film di Federico Fellini, come ‘La strada’, oppure quelli con Sophia Loren. La mia famiglia non mi ha mai ostacolato nel mio percorso attoriale. Ho apprezzato molto i loro insegnamenti: se sono professionale e profondo quando mi approccio ad un personaggio lo devo ai miei cari”.

Nella sua lunghissima carriera fatta di azione e dancefloor c’è anche la sua interpretazione di Bill Clinton in ‘I colori della vittoria’ di Mike Nichols. “E’ stata interessante la preparazione per questo personaggio”, ha detto Travolta.Non ero a conoscenza della struttura del sistema americano– continua- quindi ho studiato, tra le tante cose, il funzionamento del senato e la gerarchia dei poteri: nozioni che un presidente deve conoscere. Poi ho incontrato Clinton sia prima che dopo le riprese del film: posso dire che, nonostante il film non sia stato tenero con lui, l’ex presidente degli Stati Uniti è stato comprensivo nei confronti di un punto di vista diverso”.

Travolta ha preso parte a tantissime pellicole e tra queste ce n’è qualcuna che ha rifiutato: ‘I giorni del cielo’, ‘American Gigolò’, ‘Ufficiale e gentiluomo’ e ‘Chicago’. Tutti ruoli che sono stati interpretati da Richard Gere “che non mi ha mai ringraziato”, ha precisato l’attore. “‘I giorni del cielo’ l’ho rifiutato perché avevo degli obblighi contrattuali da rispettare– continua- ‘Ufficiale e gentiluomo’, invece, non l’ho fatto perché ho preferito diventare nella realtà un pilota. Infine non ho accettato ‘Chicago’ per tre volte perché ho peccato di mancanza di furbizia e poca intelligenza. Un giorno sono andato a vedere la piece teatrale di questo film e non mi è piaciuto perché le donne odiavano molto gli uomini. Anziché richiedere un incontro con la produzione, con gli sceneggiatori e il resto del cast tecnico ho detto di ‘no’ senza pensare. Poi ho visto il film e non era come lo spettacolo teatrale. Mi sono reso conto che c’era molto più cuore, più sentimento ed ho capito perché le donne ce l’avessero tanto con gli uomini”. 

A proposito di Terrence Malick: Travolta gli ha spezzato il cuore. “Credo che Malick sia l’uomo più sensibile del mondo– ha dichiarato la star di Hollywood- ma non ho potuto accettare il ruolo che aveva pensato per me ne ‘I giorni del cielo’ per motivi contrattuali. Dal mio rifiuto lui non ha più lavorato per tanti anni. Quando l’ho incontrato per girare ‘La sottile linea rossa’ gli ho chiesto se fosse vero il suo ritiro per causa mia e lui ha annuito: gli avevo letteralmente spezzato il cuore. Quando ho visto ‘La strada’ di Fellini ho chiesto a mio padre le causa delle morte di Giulietta Masina e lui mi ha risposto che era morta di crepacuore. Da quel giorno ho giurato a me stesso che non avrei mai fatto soffrire nessuno. Ironia della sorte, ho spezzato il cuore non volutamente a Malick”.

I ricordi emozionanti di Travolta ci portano ad uno dei suoi primi provini. “A 17 anni ho fatto il provino per ‘Jesus Christ Superstar’– racconta- ma non mi presero perché ero troppo giovane. Ma poi arrivarono ‘La febbre del sabato sera’ e ‘Grease’. Da qualcosa che va apparentemente storto può nascere qualcosa di veramente grande”. L’attore è conosciuto e amato in tutto il mondo anche per la sua irresistibile interpretazione di Vincent Vega in ‘Pulp Fiction’ di Quentin Tarantino. A questo proposito ha raccontato al pubblico che “l’idea del taglio di capelli e gli orecchini è stata mia. Inizialmente Tarantino era scettico ma quando mi ha visto muovere davanti la macchina ha accettato il look di Vega”.

I successi di Travolta sono molti e non è bastato un incontro di più di un’ora per ripercorrere la sua carriera, a cui si è aggiunto The Fanatic, ultimo film che lo vede protagonista. Nella pellicola, che sarà proiettata domenica 27 ottobre alle ore 18 al cinema My Cityplex Savoy, la star interpreta Moose, un patito di cinema ossessionato dal suo attore preferito Hunter Dunbar. Per incontrarlo, il protagonista si affida a una fotografa che sa come trovare le case delle celebrità. Moose comincia così a perseguitare l’attore per ottenere l’incontro che pensa di meritare. Le intenzioni di Moose, dapprima innocue, prendono gradualmente una piega oscura. “A me non è mai capitato di essere in pericolo a causa di un mio fan, ha detto Travolta.Questa è una delle mie interpretazioni preferite come attore – continua – datemi un personaggio strano: io ho le competenze per interpretarlo”.

In chiusura dell’incontro il direttore artistico del #RomaFF14, ha consegnato alla star di Hollywood un Premio Speciale per la sua interpretazione in The Fanatic.

Grazie a tutti ha detto l’attore emozionato- non riesco ad esprimere quanto io abbia apprezzato questo riconoscimento. Grazie per il supporto”.

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