Ic 'Mattei' di Matelica, la vita a tre anni dal terremoto

Ic ‘Mattei’ di Matelica, la vita a tre anni dal terremoto

L'intervista alla vicepreside dell'istituto in provincia di Macerata
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ROMA – La scuola è quel luogo di incontro, di sostegno, di crescita e di formazione dove i ragazzi capiscono il senso della comunità. E’ un luogo accogliente capace di sostenere anche nelle situazioni di emergenza, come può essere quella di un evento sismico. E proprio in questi momenti, docenti e personale scolastico si attivano per gli studenti. Nell’ambito del progetto ‘Ripartiamo dalla scuola’ diregiovani.it ha intervistato Maria Grazia Spaggiari, vicepreside dell’istituto comprensivo ‘E. Mattei’ di Matelica, comune della provincia di Macerata, sulla situazione dei suoi studenti e della scuola in seguito al terremoto del 2016.

“Mentre gli edifici scolastici erano chiusi in attesa di accertamenti, abbiamo organizzato delle attività presso i campi sportivi, la bocciofila e le palestre per intrattenere e distrarre con giochi i bambini- ha spiegato la vicepreside raccontando come come si sono mossi gli insegnanti della scuola insieme alle amministrazioni comunali di Matelica ed Esanatoglia nel post terremoto- Successivamente agli accertamenti, alcune classi sono rimaste nella struttura precedente al pian terreno, altre sono state trasferite in un container, altre ancora sono state trasferite nelle sedi di altre scuole”.

Ma dopo tre anni qual è la situazione?

“Ad Esanatoglia la situazione è migliorata, l’edificio era completamente inagibile, e ne è stato costruito uno nuovo per la scuola secondaria di primo grado. Per le altre scuole, invece, la situazione è rimasta come nel novembre 2016. A Matelica, pur essendo stato approvato il progetto per l’abbattimento della precedente e la costruzione di una nuova scuola primaria, questo non è stato ancora realizzato- continua Spaggiari- la tensione emotiva provocata dall’evento sismico, dopo un primo anno in cui soprattutto tra i bambini più piccoli permaneva uno stato di paura che si risvegliava spesso ad ogni piccola scossa o anche a vibrazioni o rumori inconsueti, ora non è più presente”.

Lo sportello di ascolto dell’IdO (Istituto di Ortofonologia) è stato molto utile in questi tempi, racconta la vicepreside: “non solo ha saputo affrontare le paure successive al terremoto, ma anche i numerosi disagi e le problematiche giovanili comuni ai ragazzi. È importante poter proseguire il progetto anche nei prossimi anni”. La vicepreside ha poi voluto lanciare un appello alle istituzioni: “Quello che al momento manca di più sono gli spazi e una scuola primaria a Matelica. Speriamo che venga costruita al più presto”.

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