L’Italia vola nel futuro con Space Rider

L’Italia vola nel futuro con Space Rider

Lo sviluppo è affidato a Thales Alenia Space
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È piccolo, ma potente: Space Rider prosegue la sua marcia verso il primo lancio in orbita, atteso per l’inizio del 2022, e si appresta a diventare un successo per l’Europa dello Spazio.

Space Rider è un veicolo in grado di andare e tornare dall’orbita, portando con sé fino a 800 chili. Una volta nello Spazio può essere multi-uso: laboratorio in micro-gravità, osservatore della Terra e dei rifiuti che ne affollano i dintorni, ma anche controllore dello stato di salute dei satelliti dell’orbita bassa. Il suo punto di forza è la riutilizzabilità: caratteristica unica per un veicolo europeo, Space Rider potrà andare e tornare dallo Spazio fino a sei volte, per missioni di durata variabile da due a sei mesi. È idealmente figlio di IXV, testato con successo nel 2015.

Space Rider, l'Italia vola nel futuro

Il programma Space Rider è nato in seno all’Agenzia spaziale europea (Esa), la guida è tutta italiana. Lo sviluppo è affidato a Thales Alenia Space, mentre Avio cura il modulo di servizio e, naturalmente, il lanciatore Vega che porterà Space Rider in orbita.

Ne abbiamo parlato con Walter Cugno, Direttore Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space.

Quali sono le caratteristiche di Space Rider?

“Il programma è molto importante: Space Rider è un veicolo da rientro che volerà in orbita bassa, in grado di fornire le capacità per esperimenti e attività in microgravità, per osservazione della Terra, per space debris e per ispezionare satelliti in orbita bassa che possono presentare problemi o che necessitano di attività. Ed ha la capacità di rientrare a terra, in tempi brevi. Nel giro di alcuni mesi, massimo sei, può essere rigenerato per affrontare una nuova missione. È un velivolo estremamente duttille, in simbiosi con il lanciatore Vega. Può portare fino a 800 chili di carico utile e può rimanere in orbita come minimo due mesi. Può cambiare l’inclinazione dell’orbita in base alle richieste di eventuali clienti o utilizzatori”.

Il rientro di Space Rider avverrà con un atterraggio direttamente su pista, il che permetterà anche un recupero agevole del carico di bordo.

Come funziona la fase di rientro?

“La sua capacità di rientro è una delle sue maggiori caratteristiche tecnologiche– un rientro su Terra, questo anche è importante-. La capacità è stata testata con il padre di Space Rider, IXV, il dimostratore tecnologico per provare le fasi di rientro, che avvenne però in mare. Questa caratteristica è unica per un velivolo europeo, era comunque già dello Space Shuttle (con capacità superiori), ed è comune alla nuova generazione dei veicoli americani, tra cui Dragon di Space X”.

Space Rider, lungo appena cinque metri, peso di tre tonnellate, compreso il propellente e il carico, volerà tra un paio d’anni.

“Il primo lancio è previsto nel primo quadrimestre del 2022. Sono già alcuni anni che il programma è in sviluppo, l’ultima Ministeriale ha rilasciato il budget fino al primo volo. Lo sviluppo è in corso da qualche anno, ci stiamo apprestando alla fase finale”.

 

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