La Consulta provinciale di Latina in campo contro le mafie

La Consulta provinciale di Latina in campo contro le mafie

Michelangelo De Nardis: "Bisogna ripartire dagli studenti"
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ROMA – Antimafia, diritto allo studio, edilizia scolastica. Ad occuparsene non sono solo docenti e autorità, ma anche gli stessi studenti, che attraverso le consulte provinciali portano avanti le loro battaglie per far sentire la propria voce nel territorio. A Latina, una delle più giovani città d’Italia, fondata durante il periodo fascista a seguito della bonifica dell’Agro Pontino, gli studenti sono il presidio contro l’avanzata della criminalità organizzata, come ha raccontato a diregiovani.it Michelangelo De Nardis, presidente della consulta provinciale degli studenti di Latina e studente del liceo scientifico Grassi.

“Il 21 giugno scorso abbiamo organizzato una giornata contro le mafie per dare alla cittadinanza un momento di confronto- ha spiegato Michelangelo– mentre il prossimo appuntamento sarà il 21 marzo quando sfileremo in corteo a Latina per dire no alla criminalità organizzata. Abbiamo cercato di avviare un percorso nelle assemblee delle scuole per avvicinare gli studenti alla tematica: ci stiamo impegnando molto sull’antimafia perché la nostra provincia ne ha bisogno”.

Michelangelo, 17 anni, frequenta il quarto anno di liceo ed è sempre stato appassionato di politica, un interesse che lo ha portato prima ad essere rappresentante nella sua scuola e poi presidente provinciale. Le consulte sono un organismo istituzionale composte da due studenti per ogni istituto superiore della provincia, eletti direttamente dai loro compagni di scuola. La consulta provinciale, riunita in plenaria, elegge al suo interno un presidente, e poi successivamente si divide in commissioni tematiche. Le consulte si coordinano a livello regionale e nazionale, attraverso il consiglio nazionale (Cnpc), dove hanno l’opportunità di scambiarsi informazioni, ideare progetti, discutere dei problemi comuni e confrontarsi con il ministero dell’Istruzione formulando pareri e proposte. Per rimanere in contatto con i ragazzi, le consulte utilizzano anche pagine Instagram, per diffondere le loro iniziative.

“Il rappresentante di consulta spesso non viene visto come una figura politica rilevante- ha aggiunto Michelangelo– quando invece è un ruolo che ha la sua rilevanza e deve connettere lo studente semplice all’amministrazione provinciale e a chi ha potere decisionale. Puntiamo quindi sul rapporto tra il rappresentante di consulta nelle varie scuole e gli studenti medi del suo istituto”.

Un lavoro costante e in continuo aggiornamento, perché per la scuola italiana c’è ancora molto da fare.

“Mi chiedo come mai i ministri dell’Istruzione pensino solo a cambiare l’esame di maturità e mai a ripensare la scuola nel suo complesso- conclude Michelangelo– La forma della scuola è rimasta invariata, la struttura è sempre la stessa, anche se i tempi sono cambiati e cambieranno ancora. Non ho le capacità per dire come bisognerebbe cambiare, ma so che dovrebbe cambiare. Siamo il Paese con il più alto tasso di analfabetismo funzionale, e credo che qualche domanda bisognerebbe farsela, perché se non vogliamo ripartire dalla scuola non so da dove si vuol partire?”.

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