La consulta provinciale degli studenti di Frosinone punta alla cittadinanza attiva

La consulta provinciale degli studenti di Frosinone punta alla cittadinanza attiva

L'intervista alla presidente Camilla Volante
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Antimafia, educazione alla sessualità e formazione alla cittadinanza attiva. Sono solo alcune delle azioni portate avanti dalla consulta provinciale degli studenti di Frosinone, come ha spiegato ai microfoni di diregiovani.it Camilla Volante, presidente di consulta e rappresentante d’istituto del liceo ‘Leonardo Da Vinci’ di Sora (Fr).

Le consulte sono un organismo istituzionale, su base provinciale, composte da due studenti per ogni istituto superiore, eletti direttamente dai loro compagni di scuola. Il loro scopo principale è quello di formulare proposte che superino la dimensione del singolo istituto, favorendo l’integrazione fra attività scolastiche, extrascolastiche e territorio di competenza. Quali sono allora le problematiche che incontrano le consulte nello svolgimento delle loro funzioni?

“Coinvolgere gli studenti sul territorio spesso risulta difficile” ammette Camilla Volante, soprattutto quando ci si scontra con quella che definisce “l’immobilità mentale” degli studenti: “Molte volte agli studenti non va di mettersi in gioco o non va di parlare, restano nel loro piccolo perché non capiscono che all’esterno potrebbero esserci dei problemi, vivono quasi in una realtà ovattata- continua Camilla- quindi il nostro lavoro in questo caso è dire che i problemi ci sono eccome e che bisogna iniziare a parlare, urlare e farsi sentire. Cerchiamo di sviluppare il coinvolgimento dei ragazzi dicendo loro che possiamo fare qualcosa, che meritiamo di fare qualcosa”.

Una passione spontanea per l’attivismo e le questioni sociali, quella di Camilla, che si manifesta fin dalla sua infanzia e si concretizza ora che ha 17 anni, frequenta il quarto anno di liceo e riveste la doppia carica di rappresentante d’istituto e presidente di consulta: “Ho capito che quella era la cosa che dovevo fare- afferma con sicurezza- e sono pronta a dedicarci tutto, anima corpo, proprio perché è l’unica cosa che potrei fare davvero bene”. Ed ha infatti le idee molto chiare sul ruolo che dovrebbe avere la scuola, non solo come luogo di trasmissione di nozioni e competenze, ma anche di formazione alla partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine di domani.

“Sullo Statuto delle studentesse e degli studenti c’è un articolo che dice che la scuola deve garantire la crescita dello studente in tutte le sue dimensioni- conclude Camilla- e questo molte volte non avviene, perché spesso escono dalle aule dei ragazzi che non hanno una coscienza critica, che hanno imparato che per conseguire qualche vittoria scolastica basta imparare tutto a memoria e ripetere quello che dice il professore. Ed io credo che questo sia un problema, perché non stiamo formando ragazzi pronti ad affrontare la cittadinanza attiva. Quindi alla ministra dell’Istruzione chiederei di trovare un modo efficace per formare lo studente in tutte le sue dimensioni, perché ci serve”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it