Coronavirus: il racconto a due settimane dalla sospensione

Il commento di una preside e una docente

ROMA – A due settimane dalla chiusura delle scuole, la quotidianità di presidi docenti e studenti si è ormai adattata alla necessità di vivere a distanza. Ma non mancano le difficoltà:

“Con un po’ di fatica stiamo seguendo gli studenti sia sulla piattaforma Gsuite sia sul registro elettronico- dice Daniela Diomedi, dirigente scolastica del ‘Meucci’ di Cagliari- ma molti studenti, soprattutto delle scuole del sud, non hanno connessioni wireless abbastanza potenti o strumenti idonei. Chiederei al ministero di fornire alle famiglie gli strumenti necessari. E rimane comunque il fatto che le materie laboratoriali sono impraticabili da remoto”.

Anche Silvia Vitucci, docente di lettere al liceo ‘Nomentano’ di Roma, condivide la sensazione di fatica:

“l’organizzazione della didattica procede con grande fatica- ammette- e si sente la nostalgia della vicinanza con i ragazzi e le ragazze”.

Nonostante questo, non si lascia abbattere:

“Nel tentativo di dare il meglio in questa inedita circostanza– continua- faccio lezione su Skype cercando di dare spazio al dibattito, ai dubbi e alle curiosità; segmento le videolezioni, come ho imparato grazie a un prezioso webinar sulla didattica online. Credo che ai ragazzi e alle ragazze faccia bene sentire che noi insegnanti ci siamo”.

Molti docenti, infatti, stanno sfruttando questo periodo per scoprire nuovi modi di usare le piattaforme, si informano su forum online e si scambiano idee. Si moltiplicano i video tutorial online che spiegano come tenere al meglio una lezione a distanza. Rispetto all’ultima nota del ministero dell’Istruzione, la docente dice di

“condividerne le linee generali soprattutto per quanto riguarda il chiarimento sulla didattica a distanza: senza una relazione umana non c’è didattica, effettivamente andava ricordato”.

E conclude con un appunto:

“Io rimanderei la questione della valutazione a un altro momento”.

2020-03-19T17:01:07+01:00