Roma, l'istituto 'Magarotto' non lascia solo nessuno

Roma, l’istituto ‘Magarotto’ non lascia solo nessuno

La dirigente: "Andiamo avanti con lezioni individuali"
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ROMA- Se la chiusura delle scuole sta mettendo alla prova docenti e studenti di tutta Italia alle prese con lezioni in streaming e compiti online, la difficoltà è ancora maggiore per gli istituti come il ‘Magarotto’, che tra i suoi 500 studenti ospita anche 180 ragazzi sordi. Nonostante la vasta offerta formativa, con tre sedi (Roma, Padova e Torino) che vanno dall’infanzia alle superiori, l’istituto si è convertito alle modalità di e-learning, per ogni tipo di grado e specificità scolastica.

“Ci siamo subito attrezzati per rimediare all’emergenza, anche se non nego che in un primo momento eravamo tutti disorientati- commenta la dirigente scolastica dell’istituto, Isabella Pinto, intervistata da diregiovani.it- abbiamo fatto tutto il possibile e siamo in continuo contatto con ragazzi e genitori. Ma il rischio che qualcuno resti indietro c’è, per questo stiamo facendo delle lezioni personalizzate e puntiamo a valutare l’impegno dei ragazzi, non solo la loro conoscenza. E di settimana in settimana il meccanismo della didattica a distanza si perfeziona sempre di più”.

La scuola, quindi, continua a formare i suoi studenti sfruttando tutti gli strumenti del digitale. Qualche problema c’è solo per la mancanza di strumenti, soprattutto per gli studenti delle superiori che hanno lasciato il loro materiale nei convitti di Padova e Roma, dove seguono le lezioni.

“Stiamo provvedendo a spedire tablet con schede sim agli alunni che non risiedono nelle sedi della scuola- racconta la dirigente- la difficoltà più grande è quella della qualità di connessione, soprattutto per i non udenti per i quali le immagini devono essere chiare. Per fortuna, però, non sono mancati gli assistenti alla comunicazione, che intervengono durante le lezioni online per tradurre nella lingua dei segni”.

Ogni docente dell’istituto, quindi, può arrivare a svolgere fino a tre lezioni: una con ragazzi e ragazze udenti, in modalità streaming, una per studenti sordi e una individuale per ragazzi con altre disabilità. La comunicazione, intanto, va avanti grazie al sito della scuola, alle pagine Facebook e Whatsapp.

“Alla fine, tutto questo configurerà un nuovo scenario nella scuola, rendendola più inclusiva e vicina ai ragazzi- commenta Isabella Pinto- abbiamo capito che non conosciamo le potenzialità di tante tecnologie, che stiamo utilizzando anche per riunioni e scrutini”.

La dirigente, inoltre, ha deciso di tenere chiuse le porte del suo istituto, e aprirle solo in casi di necessità. Secondo quando descritto dalla nota del 18 marzo del ministero dell’Istruzione, infatti, le scuole restano aperte virtualmente e aprono fisicamente soltanto in casi di attività o necessità.

“Ho deciso di chiudere e mandare tutti i dipendenti in smart working- conclude la dirigente- se serve degli amministrativi vanno a scuola, ad esempio per spedire del materiale scolastico che serve ai ragazzi. Ma rimanere aperti secondo me è follia. Stare a scuola tutti i giorni corrisponde ad esporre le persone a un rischio, e la priorità deve essere sempre la salute”.

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