Didattica a distanza, un docente: "Partecipazione forte"

Didattica a distanza, un docente: “Partecipazione forte”

L'esperienza del professor Botrugno dell'Avogadro di Torino
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ROMA – Comincia oggi, lunedì, un’altra settimana di scuola. Un’altra settimana di didattica a distanza. L’emergenza sanitaria che ha portato alla sospensione della didattica in presenza, ha visto studenti e docenti convertirsi alle modalità di e-learning. E c’è già chi inizia a tirare le somme di queste sperimentazioni.

“La dimensione della classe virtuale non può esaurirsi soltanto con la condivisione di materiali più o meno commentati, di link che puntano a video e presentazioni costruite come validi documenti di studio, di verifiche organizzate su efficienti piattaforme di e-learning: la didattica a distanza deve anche permettere il momento dell’interazione studente-docente, studente-studente in tempo reale, la valorizzazione cioè, così come avviene in aula, di tutti gli attori che in quell’aula sono presenti”, ha scritto il professor Michele Botrugno, docente dell’istituto ‘Avogadro’ di Torino, in una lettera in cui riflette sulla didattica a distanza.

L’insegnante sottolinea come, ormai, la formazione digitale è parte integrante degli obiettivi educativi, grazie a tecnologie come il registro elettronico, una “vera finestra di dialogo per studenti, famiglie e docenti”. Ma negli ultimi giorni, la situazione ha costretto tutto il corpo docente a reinventare completamente la propria didattica, senza far venire meno l’aspetto educativo:

“In questi ultimi giorni, colleghi, studenti e famiglie, ciascuno per il proprio ruolo, riconoscono ancor di più nella scuola, la valenza di comunità educante, attribuendole proprio in questi tristi momenti, un significato di faro e di guida soprattutto per le giovani e giovanissime generazioni, che a tal presidio ricorrono alla ricerca di certezze- prosegue il docente- Notevole risulta essere la responsabilità, in tal senso, degli insegnanti ed educatori ed importante l’aspetto emozionale che si manifesta anche attraverso una semplice video conferenza, una chat, uno scambio verbale e scritto, una necessità di relazione che cerca di soddisfare quel bisogno di continuità e di ordinarietà da tutti avvertito”.

Il docente di tecnica si è ritrovato quindi a svolgere le sue lezioni in streaming.

“Le lezioni di tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, svolte in video conferenza, vengono preventivamente fissate sull’agenda del registro elettronico indicando i contenuti e gli argomenti che verranno svolti, nonché le consegne– racconta il professore nella lettera- indispensabile diventa l’ausilio della valida espansione web del libro di testo: semplici ma efficaci video-tutorial didattici, in essa incorporati, permettono di svolgere una vera e propria didattica inclusiva”.

La video lezione permette al docente di condividere i materiali preparati per gli alunni e anche di realizzare un vero e proprio forum di discussione e confronto. Così, a tre settimane dall’avvio della didattica a distanza, per il professore

“la partecipazione di tutti è emotivamente forte così come la presenza dell’intera classe, fattiva e attiva anche dopo, alla fine della lezione, con il costante feedback. Inoltre- prosegue Michele Botrugno- l’opportunità di fare lezione con le piattaforme a distanza favorisce una formazione di cittadinanza attiva sull’utilizzo in modo autonomo, critico e consapevole della rete e dei media, del rispetto di norme specifiche sulla privacy e di etica digitale”.

“L’esperienza che verrà acquisita alla fine di questa crisi sanitaria farà riflettere tutte le componenti della scuola sul fatto che la didattica a distanza, necessaria in una situazione di emergenza- conclude il docente- non può sostituire del tutto una didattica in presenza: sicuramente docenti e studenti avranno modo di acquisire competenze trasversali nell’uso del mezzo tecnologico a servizio della didattica ma tutti concorderanno in pieno sulla efficacia di quegli aspetti che tutte le discipline richiedono esclusivamente nella modalità in presenza”.

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