Scuola: insegnando si impara, ora più che mai

Scuola: insegnando si impara, ora più che mai

Videointervista a Marina Di Foggia, vicepreside dell'IIS 'Einaudi' di Roma
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ROMA – Forte spirito di gruppo fra i docenti, sperimentazioni digitali e partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze durante le lezioni online. La sospensione della didattica tradizionale non ha solo effetti negativi, come racconta in un’intervista via Skype Marina Di Foggia, vicepreside dell’IIS ‘Einaudi’ di Roma.

“Dopo un disorientamento iniziale, fisiologico- dice- il motore della scuola si è messo in moto anche grazie agli interventi individuali di alcuni docenti. Si è subito instaurato un forte spirito di gruppo fra gli insegnanti e i consigli di classe si incontrano virtualmente per condividere riflessioni e pareri”.

Senza dubbio la comunicazione con gli studenti è totalmente diversa da quella della lezione in presenza, riflette Di Foggia, ma si tratta di un ribaltamento che ha anche avuto dei risultati positivi.

“Non sono più gli studenti a venire a scuola, ma sono i docenti ad entrare nel loro mondo- continua- stiamo veramente capendo il senso del motto ‘insegnando si impara’, perché stiamo scoprendo che il ragazzo nel suo mondo ti accoglie di più e si sente più libero, diventa anche più creativo”.

Anche rispetto ai docenti, lo spaesamento iniziale causato dall’interruzione della didattica, li ha poi spinti a rimettersi in gioco. Se all’inizio fra i professori ce n’erano alcuni senza competenze informatiche, nel giro di pochi giorni hanno imparato tutti a muoversi abilmente in questo mondo.

“Ora si è sviluppata una fortissima curiosità da parte dei docenti- conclude Di Foggia– tanto che ci hanno chiesto di entrare in una piattaforma più complessa, che offre più possibilità di interazione con i ragazzi”. 

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