Sono una mamma di due ragazzi e sono in difficoltà con il più grande

Buongiorno, sono una mamma di due ragazzi rispettivamente di 12 e 10 anni. Sono in difficoltà soprattutto con il più grande che frequenta la seconda media. Prima dell’emergenza coronavirus a scuola aveva dei risultati discreti, dovuti principalmente al suo impegno nelle ore di scuola, a casa ha sempre fatto fatica a studiare, ma un minimo lo faceva. Adesso è indietro con molte le consegne, segue svogliatamente le lezioni online, non vuole nessun aiuto da parte dei genitori per fare i compiti e studiare, passa la maggior parte del tempo davanti a tablet e telefono e non sembra capire l’ importanza dello studio e in generale dell’impegno. Io e mio marito non riusciamo ad imporci e spesso entriamo in conflitto tra di noi e con il grande. Io poi mi sento impotente perché non lavoro, avrei quindi molto tempo da dedicare a loro e lo farei con piacere, perché mi piace mettermi sui libri, ma mi sento rifiutata. Potete darmi dei consigli. Ho contattato anche i prof per fare presente queste nostre difficoltà, ma ho avuto un blando riscontro e solo da due di loro. Vi ringrazio anticipatamente! 

Anonima


Cara Anonima,
comprendiamo la sua difficoltà che al momento è davvero comune in tante famiglie.La nuova didattica ha implicato per i ragazzi un riadattamento non sempre facile e spesso non del tutto accettato: specialmente se vi erano difficoltà pregresse può averle acuite e non essendoci più il contenitore del contesto scolastico, può avere generato un maggior disinvestimento e una più forte disaffezione all’ambito scolastico.
E’ importante ricordare che in questo momento anche i ragazzi sperimentano emozioni e stati d’animo di non facile gestione quali paura, ansia e confusione che tendono ad evitare rifugiandosi in attività immediatamente gratificanti per loro, quali quelle online.
Inoltre l’età della preadolescenza, in cui suo figlio si trova, è un’età complessa: occorre infatti far fronte ad un cambiamento importante, abbandonare il bambino che si è stati, per prepararsi ad entrare in una nuova fase di vita, ed essere “nè carne, nè pesce” non è per niente facile. Tutto questo fa sperimentare vissuti depressivi spesso mascherati da noia o pigrizia.
Comprendiamo la sua frustrazione e il senso impotenza nel non poter aiutare attivamente suo figlio, ma, a questa età, è molto comune che i ragazzi non vogliano ricevere aiuto scolastico da parte dei genitori: è come se non volessero confondere i ruoli, quello affettivo e educativo tipico del genitore, con quello formativo e valutativo del professore.Può essere allora importante attivarsi non per un sostegno in prima persona ma cercando soluzioni alternative quali: lo studio insieme ad un compagno o la possibilità di un tutor online.
Anche i docenti sono oberati e a volte confusi su come porsi, ma è importante tenere attiva la rete scuola-famiglia, continuando a cercare supporto e confronto specialmente con il coordinatore di classe, facendo presente che la situazione la preoccupa.
Sebbene sia faticoso, come genitori, occorre riuscire a mantenere il proprio ruolo, esercitando l’autorevolezza, spronando il senso di responsabilità nel ragazzo facendogli presente che se le consegne saranno disattese, avrà delle conseguenze scolastiche. Inoltre, un modo per aiutarlo a portare avanti i propri doveri, è fornire delle regole chiare rispetto all’uso dei dispositivi tecnologici, contrattando tempi e modalità con lui sulla base del rispetto dei suoi doveri.
Qualora questo comportamento del ragazzo perdurasse o si acuisse può essere importante valutare la possibilità di riferirsi ad un esperto on-line.
Sperando di esserle stati di aiuto, rimaniamo a disposizione per ulteriori dubbi o perplessità.
Un caro saluto!
L’Equipe degli Esperti

16 Aprile 2020