Scuola, l'esperienza dei tiflologi e la didattica a distanza

Scuola, l’esperienza dei tiflologi e la didattica a distanza

Il racconto in diretta sulla pagina Facebook del ministero dell'Istruzione
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La scuola non si ferma davanti al virus come non si è mai fermata di fronte alle difficoltà di ogni giorno. L’appuntamento come ogni martedì e venerdì pomeriggio, è sulla pagina Facebook del ministero dell’Istruzione insieme a diregiovani.it, per raccontare come la scuola anche in questo periodo continua il suo lavoro di inclusione per non lasciare indietro nessuno.

Oggi i tiflologi dell’Uici, Unione italiana ciechi, in collegamento da Roma, Foggia, Firenze, Caserta e Trieste hanno presentato alcune esperienze di didattica a distanza realizzate insieme ai ragazzi ciechi, ipovedenti e con disabilità aggiuntive. Una difficoltà amplificata dal distanziamento sociale che toglie a questi ragazzi l’esperienza sensoriale centrale nel loro apprendimento. Un’occasione importante per dare voce e spazio alle attività dei tiflologi, gli studiosi delle condizione e delle problematiche delle persona con disabilità visiva, e al lavoro, anche a distanza, dei ragazzi con disabilità. La diretta è stata condivisa anche sulla pagina Facebook di SlashRadio, la radio dell’Uici, e sulla pagina della Presidenza Nazionale Uici.

L’introduzione ai lavori è stata affidata a Linda Legname, coordinatrice dei centri di consulenza tiflodidattica dell’Uici. Nel primo collegamento Alex, ragazzo ipovedente, ha eseguito un brano al pianoforte con lui anche Domenico Bresciamorra, tiflologo Cct Roma. Beatrice Ferrazzano, tiflologa Cct Foggia, è intervenuta per il secondo collegamento con un intervento dal titolo ‘Tiflodidattica nella scuola primaria’. Da Caserta Pascal, studente ipovedente, insieme a Patrizia Farina, tiflologa Cct Caserta, hanno mostrato in diretta l’utilizzo del software Lambda che Pascal usa per studiare matematica con l’ausilio della sua insegnante Anna Schettino. Elisabetta Franchi, tiflologa Cct di Firenze, ha fornito il suo contributo con un intervento dal titolo ‘Didattica a distanza, pluridisabilità e complessità’.

Ultimo collegamento da Trieste dove Antonio, 9 anni ipovedente, ha spiegato come ha costruito il gioco del memory sonoro attraverso una breve lettura braille; con lui Nadia Devitis, tiflologa Cct Trieste. Per le considerazioni finali la parola è tornata a Linda Legname che ha concluso ribadendo l’importanza della didattica a distanza anche per le persone con disabilità in un momento così particolare per la scuola. Storie di uomini e donne che ogni giorno lavorano con impegno per abbattere quelle barriere che ancora esistono in classe come nella società. Ricordando che per quanto la tecnologia offra strumenti sempre più precisi e performanti l’interazione e il contatto umano rimangono le armi più forti di cui disponiamo. 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it