Scampia, preside 'Montale': "Grazie alla ministra, mi sono sentita meno sola"

Scampia, preside ‘Montale’: “Grazie alla ministra, mi sono sentita meno sola”

La dirigente dell'istituto vandalizzato ha ricevuto sostegno e aiuto dalla ministra Azzolina e gli uffici del Ministero
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ROMA – “Lo sdegno è stato tanto, da parte mia e della comunità, c’è stata una risposta molto forte che dà valore alla cultura e alla scuola, questo mi aiuta tanto e un grosso sostegno è arrivato anche dal ministero dell’Istruzione che non finirò mai di ringraziare: sia dalla ministra Azzolina, che mi ha chiamata e mi ha assicurato aiuto con i pc, sia da altri uffici ministeriali che mi hanno dato forza e mi hanno fatto sentire meno sola”. Così alla Dire la dirigente scolastica Paola Carnevale della direzione didattica ‘Eugenio Montale’ di Scampia devastata dai ladri, che la scorsa settimana hanno portato via tutti i pc presenti nell’istituto.

Resta “l’amarezza della devastazione che abbiamo trovato- sottolinea la preside- oltre ai pc hanno danneggiato le pareti, forzato gli armadietti e i sistemi antifurto, è stato solo un divertimento, cosa possono trovare in un armadietto di bambini?”, si chiede la dirigente. Sono ladri di futuro ma non ci hanno levato la voglia di andare avanti e di indignarci” ripete decisa Paola Carnevale. È il quarto furto importante subito dalla scuola, ma questa volta la reazione è stata diversa: “Ho visto molta più preoccupazione- afferma Carnevale- la scuola mantiene in questo contesto il suo valore, se noi riusciamo a rimanere uniti, a essere compatti a far rumore con la nostra indignazione riusciamo a inibire chi intende solo levare qualcosa senza costruire”.

“Cinque anni fa quando sono arrivata qui me lo sarei aspettato, ma ora che faccio parte di questa comunità è stato un colpo basso- continua la preside- Queste persone sono poche, anche se fanno rumore, ma noi lo facciamo ancora di più: indigniamoci insieme e diciamo a gran voce che noi non possiamo accettarlo, non possiamo blindare una scuola, non siamo in un carcere perché la scuola è accoglienza. La nostra filosofia è aprire le porte e noi andremo avanti in questa direzione”. La reazione della comunità e delle istituzioni per la preside dimostra che qualcosa di buono è stato seminato perché “a piangere non ero sola, eravamo in tanti e questo mi dà speranza. Dal ministero- conclude la dirigente- mi hanno detto: non si preoccupi, non è sola, c’è chi vuole distruggere ma noi ricostruiremo insieme”. 

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