Genova, emozioni e attualità nel 'Question time' dell'Ic Teglia

Genova, emozioni e attualità nel ‘Question time’ dell’Ic Teglia

Alla primaria 'Villa Sanguineti' maestre hanno introdotto spazio di ascolto e dibattito
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ROMA – “Oh ma sai che è bello fare la giornalista? Quasi quasi la faccio anche io da grande”. È l’opinione di uno degli alunni della scuola primaria ‘Villa Sanguineti’ di Genova a margine del ‘Question time’ con diregiovani.it.

Le maestre della classe seconda dell’istituto comprensivo di Teglia – che ha aderito alla proposta di lavoro portata avanti da diregiovani.it con l’Istituto di Ortofonologia di Roma in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, nell’ambito della task force per le emergenze educative – si sono infatti inventate questo originale format ribattezzato ‘Question time’.

“È nato come un appuntamento bisettimanale per rivederci tutti insieme dato che durante le lezioni della mattina ci dividiamo in due gruppi di lavoro- ha spiegato la maestra Alessandra Fratus- Siccome i bambini hanno manifestato il desiderio di rivedersi, abbiamo pensato di creare questo spazio che per noi è di ascolto, confronto e rielaborazione di notizie, paure, dubbi. Parliamo di vita quotidiana, di attualità a volte, dipende anche da ciò che emerge dagli alunni, e iniziamo sempre con la domanda ‘Come ti senti oggi?’. In questo modo ognuno può condividere le proprie emozioni; capita poi che ne nascano discorsi che durano un’ora intera. Lo chiamiamo ‘progetto faccine’ perché ad ogni emozione corrisponde una faccina”.

Il ‘Question time’ può prevedere anche qualche apertura al mondo esterno, come è stata appunto la partecipazione di diregiovani.it. Alunni e alunne si sono dimostrati curiosissimi: quanto è pericoloso fare la giornalista? Com’è stato il primo giorno di lavoro? Incontri con personaggi famosi? Come si può distinguere una notizia vera da una falsa? Le informazioni che i giornali ricevono devono essere sempre pubblicate tutte? E poi, alla fine, interpretando perfettamente il ruolo, un alunno ha chiesto: come cambierà la scuola?

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