Napoli, all'ospedale Monaldi l'ora dell'accoglienza per i bambini

Napoli, all’ospedale Monaldi l’ora dell’accoglienza per i bambini

Classi virtuali per alunni progetto 'Scuole in ospedale'
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NAPOLI – L’emergenza coronavirus ha travolto le vite di tutti gli studenti e le studentesse italiane, la chiusura degli edifici scolastici ha allontanato compagni e compagne, docenti e dirigenti dalla loro quotidianità con un inevitabile impatto sociale. Un cambiamento forte che ha coinvolto anche gli studenti che per ragioni di salute incontravano i loro docenti in ospedale. ‘Scuole in ospedale’ è il progetto didattico che in Campania vede 21 classi ospedaliere che è stato rimodellato in base agli eventi degli ultimi mesi, come racconta alla Dire la professoressa dell’istituto comprensivo ‘Nazareth’ Iolanda Santaniello, referente per il progetto all’ospedale Monaldi di Napoli.

“Con l’inizio dell’emergenza era chiaro che non potevamo incontrare i bambini e le bambine- spiega la docente– questo poteva aggravare una dispersione scolastica che è già alle porte per molti alunni e alunne. Alla luce di questa situazione, di concerto con lo staff sanitario e la mia dirigente, abbiamo rimodulato il percorso formativo”.

Ecco quindi come l’impegno della dirigente del ‘Nazareth’ Carmela Libertino insieme a quello del dirigente dell’azienda ospedaliera dei colli, Maurizio Di Mauro e del preside della scuola polo Vincenzo Varriale si sia concretizzato nel riprogettare il proprio intervento educativo e didattico alla luce dell’emergenza Covid-19 avendo come punto fermo il benessere del bambino ospedalizzato.

“Gli alunni e alunne in didattica ospedaliera sono abituati al contatto con i docenti ma anche con il personale medico, non vederli può ingenerare in loro angoscia e l’idea che l’ospedale non sia più un luogo sicuro- continua la professoressa Santaniello- ecco perché abbiamo predisposto che nelle televisite dei medici alunni e alunne vedano anche i docenti e viceversa. Abbiamo creato uno spazio virtuale, l’ora dell’accoglienza, in cui dedicare almeno un’ora alla settimana all’ascolto dei dubbi e delle paure di bambini e bambine”.

Gli incontri si tengono sulla piattaforma Google classroom, e permettono ad alunni e alunne, insieme a docenti e personale sanitario di dire la loro sul momento che stanno vivendo lasciandone traccia con il disegno, la scrittura o in qualunque modo vogliano. L’esperienza del ‘Monaldi’ è un esempio dell’importante lavoro di didattica ospedaliera in Campania, come racconta il dirigente della scuola polo ‘Angiulli’ di Napoli, Vincenzo Varriale:

“i percorsi didattici in ospedale devono molte volte, per forza di cosa, far uso della tecnologia, molti bambini infatti per via delle patologie non possono stare a contatto con altre persone- spiega il dirigente- è il caso del teleconsulto e della teledidattica che stanno avvenendo simultaneamente al Monaldi. Sono felice quindi di poter annunciare che abbiamo ottenuto un finanziamento Pon di 13mila euro che verrà destinato proprio all’implementazione dei dispositivi tecnologici e che andranno a migliorare il servizio che eroghiamo”.

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