A Palermo i ragazzi delle superiori aiutano al telefono i più piccoli

A Palermo i ragazzi delle superiori aiutano al telefono i più piccoli

Accordo tra tre istituti comprensivi e la Consulta provinciale degli studenti
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ROMA – Se la montagna non viene a Maometto, allora Maometto va alla montagna. È proprio il caso di rispolverare questo detto pensando all’esperienza che 200 allievi di Palermo e provincia stanno facendo: ogni giorno offrono lezioni e supporto alla didattica, ai loro “colleghi” più piccoli di tre istituti comprensivi del capoluogo siciliano. L’ufficio scolastico regionale ha fatto da regia all’accordo preso tra la Consulta provinciale degli studenti di Palermo e gli istituti “Rita Atria”, “Giovanni Falcone”, “Giuliana Saladino”.

Un aiuto fondamentale per alcune famiglie che si sono trovato da settimane ad avere a che fare con la didattica dell’emergenza fatta di connessioni, piattaforme e altro ancora che spesso i genitori non sanno gestire. Ma il problema non è solo tecnico, è anche didattico. Non tutte le mamme e papà di questi quartieri più poveri hanno un grado d’istruzione tale da poter aiutare i figli a casa nella gestione dei compiti e dello studio. E allora ecco la scuola solidale messa in campo da questa squadra di duecento studenti che mettono a disposizione il loro tempo e il loro sapere per dare una mano ai bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un supporto da pari a pari che rende l’apprendimento più coinvolgente.

Spesso sono proprio i dirigenti scolastici a chiedere ai tutor di chiamare al telefono i ragazzi dispersi che non seguono le lezioni digitali. Lo sforzo è quello di arrivare da tutti e di non perdere nessuno. E così gli studenti della Consulta si ritrovano a insegnare via WhatsApp la divisione in sillabe come se fosse il ritmo di una canzone. E c’è chi spiega geografia con la fantasia e la storia attraverso Harry Potter. 

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