Scuola: la classe ideale progettata da uno studente

Scuola: la classe ideale progettata da uno studente

La proposta di Stefano dell'IC De Petra di Casoli
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ROMA – Colorata, multifunzionale, bella, un luogo dove apprendere e far pratica. Questa è la classe immaginata da Stefano Poli uno studente della IA dell’istituto comprensivo ‘De Petra’ di Casoli, in provincia di Chieti. Una zona tv e teatro con le costellazioni e il sistema solare sulle pareti, una zona lettura per la didattica e circle time, ma anche da usare per le lezioni di musica. Una zona creativa dedicata all’arte e alla pittura, dove poter curare i giardini verticali, un’area per i lavori di gruppo e un tavolo da lavoro per il docente con uno schermo interattivo e un enorme planisfero sul pavimento. Ha pensato anche a un compagno speciale che ha chiamato wall-e, un robot per giochi interattivi che si aggira libero per l’aula.

“Abbiamo aderito come scuola al concorso ‘Realizza la tua classe ideale’ rivolta a tutti gli alunni dall’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado– ha dichiarato Serafina D’Angelo, dirigente scolastico– e la richiesta era quella di progettare la classe dei sogni. Fra le proposte abbiamo individuato il progetto di Stefano che, oltre a essere molto bello, rispondeva perfettamente all’idea che i ragazzi hanno di uno spazio di apprendimento multifunzionale che lega il tradizionale e l’innovazione”.

Ma che ruolo hanno i docenti in questa classe?

“Se vede bene il disegno la cattedra è decentrata, il docente si pone al fianco degli studenti e non davanti”, ha spiegato la dirigente che poi ha sottolineato come lo studente abbiamo potuto realizzare una classe così moderna perché “ha avuto la fortuna di frequentare una classe in cui la docente di lettere e referente del progetto Chiara De Gregorio aveva già lavorato in presenza sulla riprogettazione degli spazi di apprendimento non tradizionale. I tavoli di lavoro, la cattedra decentrata e l’angolo agorà, l’area relax e le lezioni tutti in cerchio all’aperto erano idee che qua si sperimentavano”.

“Ho parlato con la madre e loro viaggiano spesso all’estero- ha aggiunto– durante le vacanze e hanno visitato alcune scuole di Paesi diversi, quindi diciamo che ha avuto anche questa fortuna, di poter vedere altri modelli di scuola”.

Questo non toglie nulla al progetto di Stefano che

“è stato superlativo nel saper raccogliere e rielaborare tutte queste informazioni per metterle su carta creando un’aula in cui gli studenti passano da un’attività all’altra per integrare conoscenze e abilità. Una delle loro priorità è smontare l’impostazione rigida e unifunzionale di un modello che prevede una fruizione passiva in cui lo studente sta cinque ore seduto ad ascoltare un docente che parla. Loro vogliono uno spazio multifunzionale- ha concluso- che permetta di sperimentare, di poter passare da uno spazio all’altro, da un’attività all’altra, all’interno e all’esterno della scuola per integrare conoscenze e abilità. E poi vogliono un ambiente bello, accogliente, non vogliono le aule grigie e spente, vogliono spazi colorati come le loro camerette, in cui avere un ruolo attivo, dove poter vivere e collaborare alla costruzione delle conoscenze”.

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