Cinema, una lezione speciale con i fratelli D'Innocenzo

Cinema, una lezione speciale con i fratelli D’Innocenzo

L'evento di 'Keaton' con il critico Giancarlo Zappoli ha coinvolto i docenti
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ROMA – “Crediamo nella forza del cinema per la sua potenza di aprire domande più che offrire risposte ed entrare nel presente dei ragazzi”. Così Franco Barbano, fondatore della piattaforma di cinema per le scuole ‘Keaton’, aprendo l’iniziativa ‘Vedere un libro, leggere un film’. L’evento, organizzato da Keaton in collaborazione con ‘Unisona Live Cinema’, è stato una vera e propria lezione di cultura cinematografica, pensata per i docenti, in live streaming Zoom.

Protagonisti sono stati Giancarlo Zappoli, già insegnante, critico cinematografico e direttore responsabile di MYmovies e i registi Fabio e Damiano D’Innocenzo. Cineasti autodidatti, giovanissimi sceneggiatori di Matteo Garrone, dopo il grande successo ottenuto da ‘La terra dell’abbastanza’ del 2018, i due gemelli romani hanno conquistato anche l’ultima Berlinale con ‘Favolacce’, il film vincitore dell’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura.

Film e letteratura, un legame inscindibile sin dalle origini, seppure siano due linguaggi differenti. Su questo tema si è sviluppato l’intervento in solitaria di Zappoli. Libri che riusciamo a immaginare, film di cui dobbiamo leggere i significati e i suoi codici. Ma anche testi della narrativa, come ‘Il deserto dei tartari’ di Dino Buzzati, che nessuno è riuscito a raccontare efficacemente sul grande schermo; difficoltà che sta a testimoniare la complessità del rapporto tra queste due arti, commenta Zappoli riferendo ciò che gli disse una volta lo scrittore Antonio Tabucchi al quale Zappoli aveva chiesto cosa pensasse della trasposizione del suo ‘Sostiene Pereira’:

“Un libro viene letto con la nostra voce interiore, da qui la difficoltà di trasferire i mondi raccontati nei libri in film, con altre musiche e voci di altri” disse. Leggere un libro di cui sia stato prodotto poi il film e discuterne a settembre? Questa la proposta estiva di Zappoli ai docenti per gli studenti. “Registi senza sciarpa è quello che vogliamo essere ossia registi che mettono al centro i film e non la loro immagine, cosa che secondo noi succede troppo spesso”. Esordendo così, i fratelli D’Innocenzo hanno presentato ‘Favolacce’, “un film che fa stare male benissimo” come lo ha recensito Zappoli, che racconta i mondi della middle-class italiana “ma forse anche un po’ tutti noi, mondi apparentemente anonimi che però nascondono storture. Per farlo abbiamo guardato oltre la siepe di ciò che diamo per scontato, senza velleità elitarie né moralistiche”.

Protagonisti del film sono famiglie disfunzionali della media borghesia romana all’interno delle quali i bambini vivono un’infanzia poco rassicurante, condizionata dai problemi degli adulti. Un film scritto “quando avevamo 19 anni ed avevamo una grande rabbia da esprimere che abbiamo incanalato nella scrittura, per creare mondi in cui ci sentissimo finalmente risolti” mentre ora, consapevoli della propria originalità, “preferiamo una vita ritirata. Scriviamo, leggiamo critiche e impariamo sempre qualcosa di nuovo. I salotti non li frequentiamo, come la scuola da ragazzi, ci stanno un po’ stretti”.

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