Consulte studentesche: a Milano e Mantova si riparte

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ROMA – Con la riapertura delle scuole anche le consulte provinciali degli studenti ripartono. In realtà non si sono mai fermate ma hanno riadattato le loro attività. Come nel caso della consulta di Mantova che ha lavorato durante tutto il periodo di lockdown, per gestire la difficile situazione creatasi dalla chiusura degli istituti sostenendo in ogni modo le istituzioni scolastiche e gestendo i rapporti tra docenti e studenti. Grazie ad un continuo confronto con il ministero è stato anche attivato un progetto denominato ‘Comunicazioni in Quarantena’.

“Si trattava di un progetto di diffusione diretta dei documenti, delle note e dei comunicati emanati dal Governo e dai vari Ministeri, che permetteva agli studenti raggiunti dall’iniziativa, circa 13000, di ricevere tramite i loro rappresentanti di classe, tutte le informazioni ufficiali riguardanti scuola, maturità e didattica a distanza – sottolinea la presidenza della consulta– i contenuti venivano infatti riassunti e semplificati in un breve testo correlato dai link ai documenti integrali e dai link delle fonti, per poi essere diffusi tramite Instagram e Whatsapp. Questo progetto ha avuto il duplice scopo di informare e di avvicinare le istituzioni al mondo della rappresentanza studentesca, iniziando così un percorso di legittimazione dell’attività della Consulta tra gli studenti del territorio. Nonostante, da febbraio si siano dovuti accantonare molti progetti, la Cps ne esce in qualche modo rafforzata, soprattutto dal punto di vista della cooperazione e della coesistenza con i rappresentanti d’istituto”.

La consulta mantovana quest’anno, dovrà lavorare tenendo conto delle difficoltà portate dal Covid, che rendono praticamente impossibili grandi assembramenti ed assemblee d’istituto.

“Ciò nonostante la rappresentanza studentesca, che è ad oggi l’unica vera espressione di democrazia all’interno della scuola, non deve finire in secondo piano. Anzi, vi è la necessità di invertire la rotta attuale e di ridare merito ed attenzione alle voci degli studenti”.

In merito a questo, si sta pensando di organizzare momenti di formazione e confronto con tutti i rappresentanti d’istituto sottoscrivendo accordi con le scuole, al fine di promuovere l’attività degli studenti all’interno degli istituti.

“Questo progetto parte dal presupposto comunemente accettato all’interno della Giunta della Consulta di Mantova che i ruoli rappresentativi a livello studentesco, siano estremamente complessi e potenzialmente di grande utilità, non solo agli studenti, ma all’intero sistema scolastico- afferma il presidente Jacopo Marini- Purtroppo un misto di impreparazione dei rappresentanti, di disinformazione tra gli studenti, riguardo le possibilità effettive che hanno di incidere all’interno delle loro scuole, e della più o meno diffusa indifferenza delle istituzioni verso le idee degli studenti, hanno fatto in modo che la rappresentanza studentesca non si sia potuta esprimere nel pieno del suo potenziale. A Mantova infatti, le idee sono tante: si sta provando ad organizzare una due giorni in cui invitare le altre consulte lombarde per trattare i temi della Legalità e della Mafia al Nord”.

Si cercheranno poi altre occasioni per toccare altri argomenti come il voto informato, la cittadinanza attiva, la parità di genere e la lotta alle discriminazioni: tematiche ritenute indispensabili nella crescita individuale e nella formazione di cittadini responsabili.

“L’obiettivo generale sarà ridare centralità agli studenti in modo che possano vivere davvero la scuola come esercizio di libertà”, conclude il presidente.

A Milano, i lavori e la nuova attività della Consulta non sono ancora iniziati e i ragazzi si stanno riorganizzando:

“Sicuramente ci saranno novità nell’organizzazione- afferma la Presidente Elena Ciccirillo– riunire decine di studenti da diverse zone della provincia, comporta dei rischi dal punto di vista della diffusione del virus, per cui considero probabile che la maggior parte delle attività avverrà a distanza. Spero vivamente che la distanza non comprometta il rapporto diretto con le scuole. I temi prioritari saranno di certo il diritto allo studio e l’educazione ambientale”.

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