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Catania, al liceo Boggio Lera concluso il webinar 'L'informazione ai tempi del Covid-19'

Catania, al liceo Boggio Lera concluso il webinar ‘L’informazione ai tempi del Covid-19’

Studenti a confronto sul futuro
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CATANIA – Che cosa comporta la ripresa della Dad? Come la tecnologia ha cambiato il volto della didattica tradizionale? Come sarà la scuola del futuro? Queste le domande cui hanno cercato di rispondere, in un confronto aperto, i cento studenti e studentesse del liceo scientifico ‘Boggio Lera’ di Catania, durante la tre giorni, conclusa ieri pomeriggio, del webinar: ‘L’informazione ai tempi del Covid-19’, voluto dall’istituto siciliano in collaborazione con diregiovani.it. I ragazzi hanno provato a tirare le somme della loro condizione di studenti dopo i mesi di lockdown e, a ridosso del Dpcm di fine ottobre, con la sospensione delle attività scolastiche in presenza e la riattivazione della didattica a distanza.

“La scuola- afferma Salvatore di quinto anno- è il luogo della socializzazione per antonomasia, in cui si condividono le proprie idee. Starne lontano, comporta un maggiore isolamento in un periodo di distanziamento fisico, soprattutto per chi, tra noi, è più introverso ed ha maggiori difficoltà comunicative”.

Non è dello stesso parere Damiano: “Per mia esperienza personale- interviene- ho notato che prima dell’emergenza sanitaria, chi era più restio a parlare pubblicamente, rimaneva dentro la sua piccola cerchia di contatti. Con la Dad, invece, si è maggiormente propensi a condividere il proprio punto di vista con l’intera classe. Forse, per la prima volta siamo diventati classe”.

Con l’utilizzo delle tecnologie digitali, per garantire il diritto allo studio a distanza, gli studenti provano ad immaginare una scuola del domani più completa.

“Non credo che la didattica tradizionale sia un male- dice Erica– l’ideale sarebbe una via di mezzo tra cartaceo e multimediale. E’ triste aver dovuto ricorrere a metodi digitali, solo perché in emergenza sanitaria. Se fossimo già stati avviati a questo percorso, magari la Dad avrebbe potuto funzionare meglio. Ma se vogliamo guardare al lato positivo, con la pandemia che ci è piovuta addosso, siamo riusciti a fare di necessità un’opportunità per mettere le basi e costruire una scuola migliore in futuro”.

Dal punto di vista emotivo, i ragazzi avvertono maggiore stress, noia confusione e solitudine:

“Durante la prima ondata eravamo tutti chiusi in casa- commenta Grazia– portavamo avanti l’idea che tutti saremo diventati migliori e più consapevoli della convivenza con un virus insidioso, ma questo non è avvenuto. Durante l’estate ce ne siamo quasi dimenticati e pochi giorni fa, abbiamo assistito a manifestazioni di protesta contro le restrizioni del governo. Tra loro, c’era chi manifestava nel rispetto delle regole, perché in difficoltà economica, ma altri protestavano senza mascherina, solo per generare confusione e fomentare tensioni”.

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