Di che parla "Megan Is Missing", il film horror che terrorizza TikTok

Di che parla “Megan Is Missing”, il film horror che terrorizza TikTok

Un solo avviso: non guardate quel film!
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Stroncato dalla critica, affondato per la recitazione degli attori, contestato per la violenza esplicita raffigurata. Quando nel 2011 “Megan is Missing” uscì nelle sale statunitensi, la risposta che ottenne non fu delle più rosee. A quasi 10 anni di distanza dal disastroso debutto cinematografico, il film horror di Michael Goi ha trovato nuova linfa su TikTok, diventando in poco tempo un caso social.

Tutto è iniziato quando alcuni utenti hanno visto il film e, rimasti terrorizzati, parole loro, ne hanno parlato in alcune clip sulla piattaforma. I commenti sono stati tutti sulla stessa linea : “guardate il film a vostro rischio e pericolo”, “se siete sensibili non guardatelo”, “non sono riuscito ad arrivare alla fine”, etc. Come avviene molto spesso in questi casi, si è scatenata una reazione a catena, portando l’hashtag #meganismissing tra i trending topics di TikTok.

Anche lo stesso regista, Michael Goi, ha deciso di intervenire, postando un video sulla piattaforma che ha raggiunto oltre 7 milioni di visualizzazioni.

“Ho ricevuto un messaggio da Amber Perkins, l’attrice protagonista del mio film, che al momento sta esplodendo su TikTok, e non sono riuscito a darvi i consueti avvertimenti che davo alle persone prima che guardassero ‘Megan is Missing’, ovvero: non guardare il film nel cuore della notte, non guardare il film da solo”, ha spiegato il regista, “e se sullo schermo viene visualizzata la scritta ‘Foto numero uno’, hai circa quattro secondi per interrompere il film, se stai già andando fuori di testa, prima di iniziare a vedere cose che forse non vuoi vedere”, prosegue. “Mi scuso con coloro che stanno già postando commenti su come il film li abbia spaventati, ma un giusto avvertimento a quelli di voi che stanno ancora pensando di guardare il film”, dice.

Ma di che parla Megan is Missing?

“Megan is Missing” è un un film girato in stile falso documentario con la tecnica del found footage, un po’ come The Blair Witch Project, per intenderci.
A causa della violenza e degli abusi su minori rappresentati, la pellicola ebbe difficoltà nel trovare un distributore e fu bandito in Nuova Zelanda al momento del rilascio.

Il regista ha spiegato di aver voluto fare una cruda rappresentazione dei rischi a cui sono esposti i minori online, utilizzando come base alcuni fatti reali di ragazzi scomparsi.

La storia è quella della quattordicenne Megan Stewart (interpretata da Rachel Quinn), una popolare studentessa delle superiori, con un passato di violenza alle spalle. Nel film viene mostrata la sua vita fatta di eccessi e droghe, fino alla decisione di incontrare Josh, un ragazzo conosciuto online che però non ha mai visto in faccia. Megan scompare e la sua migliore amica, Amy Herman (Amber Perkins), decide di iniziare le ricerche. Tuttavia, la sua indagine la porterà a spalancare le porte dell’inferno…

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