E' passato un anno e 2 mesi ma ho ancora fortissimi sentimenti per lui...

E’ passato un anno e 2 mesi ma ho ancora fortissimi sentimenti per lui…

Buon pomeriggio a tutti , è da tanto che non scrivo su questo portale di consulenza però oggi dopo tanto tempo ho bisogno nuovamente del vostro aiuto .

È passato un anno e 2 mesi che il mio ex mi ha lasciata all’improvviso e dopo tutto quello che sono venuta a sapere alle mie spalle ( tutta la bassezza del suo animo , di quanto io potessi essere davvero niente per lui , solo un soprammobile) , perché appena lo rivedo solo oppure mi è capitato di trovarlo con la sua nuova fiamma , io sono stata così male da non mangiare per 3 giorni interi . Nonostante tutto il male, perché ho ancora questi fortissimi sentimenti per lui ? Perché quando penso a lui oppure quando appunto lo rivedo o percorro strade che percorrevano insieme..ho le lacrime agli occhi , tachicardia ? Ammetto a me stesso che è stato il mio tutto , tenevo a lui così tanto che avrei fatto qualsiasi cosa ! Provo sempre quel peso al cuore , quella nostalgia , mancanza che mi accompagna ogni giorno logorandomi . È come se fossi sempre in attesa di un suo ritorno, anche se non succederà mai ( x il mio bene ) anche se da una parte contrastante io ci spero ma dall altra parte -quella più razionale -è felice così. 
Pensavo di aver messo una pietra sopra , invece di ritrovo al punto di partenza .
Ho seguito un perso da una psicologa ma non ne sono uscita per niente da questo ciclo di sofferenza.
Quando incontrai per la prima volta il mio ex ( primo ragazzo in tutto) ci frequentammo e poi lui mi bidonò per poi ritornare dopo un mese e cominciare la storia di un anno per poi finirla drasticamente.  Io non riesco ad essere razionale nel tempo presente , sono legata al passato . Ripeto è come se fossi in attesa di un qualcosa.
Non faccio altro che provare amarezza, nostalgia, malinconia che mi divora nonostante si passato un anno e nonostante tutto quello che mi ha fatto . Vi ringrazio per l attenzione. Cordiali saluti .

 

 

Antonella


Cara Antonella,
ci dispiace sapere che porti ancora nel cuore questo peso.
Purtroppo le relazioni importanti segnano l’esperienza personale lasciando a volte ferite che hanno tempi di rimarginazione più lunghi.
Il fatto di aver vissuto un finale spiacevole se razionalmente potrebbe far pensare ad una chiusura più rapida, a livello emotivo lascia profondi strascichi legati all’immagine personale che l’altro  ha restituito deprivandola di valore; quello che definisci essere trattati come un  “soprammobile”.
Tuttavia, ti invitiamo a partire proprio da questa immagine da te riportata per evocare dei significati forse utili ad aprire delle riflessioni.
Il soprammobile è qualcosa che sta li, fermo, immobile senza possibilità di azione e inoltre, non essendo un mobile che ha la sua funzione all’interno di una casa risulta anche essere superfluo (se c’è o non c’è è uguale).
Forse l’obiettivo che potresti darti è proprio partire da quest’idea di passività e svalorizzazione che tale relazione ti ha lasciato per ritrovare una dimensione dove tu possa sentirti parte attiva.
Prova a pensare a contesti relazionali dove questo può avvenire, non solo in ambito sentimentale. E’ importante ritrovare le energie per scuotere quella staticità e riprendere un ruolo centrale nella tua vita.
Crediamo che l’uscita da questa dimensione di perdita e malinconia non sia da ricercare strettamente nelle responsabilità rispetto alla conclusione  e/o nell’ingiustizia vissuta in quella determinata relazione ma in te stessa e in come desideri essere vista dagli altri.
Non stiamo negando la probabile poca correttezza di questa persona nei tuoi confronti ma ci sembra importante che il cambiamento possa partire dalla capacità di guardarti con altri occhi iniziando a mettere a fuoco cosa cerchi in una relazione di coppia.
Il valore delle esperienze negative è proprio quello di fornire quel pezzo in più per affrontare la vita e le esperienze successive.
Speriamo di averti dato spunti di riflessione utili.

Torna a scriverci se ne senti il bisogno.
Un caro saluto!


 
 
 

 

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