VIDEO | Violenza donne, presidente Soroptimist: “Necessario lavorare sulla prevenzione”

Firmato protocollo con Carabinieri e la Polizia di Stato
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ROMA – “Noi portiamo avanti molte collaborazioni, siamo state delle antesignane perché lavoriamo sulla violenza di genere da trent’anni. Lavoriamo sulle denunce, abbiamo fatto 170 ‘stanze tutte per sé’ firmando un protocollo con i Carabinieri e la Polizia di Stato. Ma ci siamo rese conto che la cosa più importante è lavorare sulla prevenzione, contro gli stereotipi e la cultura sessista. Perciò abbiamo attivato un protocollo con il ministero dell’Istruzione per svolgere una serie di azioni nelle scuole”. A parlare è Mariolina Coppola, presidente di Soroptimist international d’Italia.

“Lavoriamo moltissimo con i giovani per l’empowerment, la leadership e contro gli stereotipi. In particolare abbiamo attivato un corso per laureati con la ‘Bocconi’; ogni anno portiamo 200 ragazze a frequentare un master sulla leadership e il genere, nella convinzione che la violenza si combatta soprattutto con la prevenzione. Stiamo per lanciare un progetto molto forte di educazione, basato su dei giochi nelle scuole, oltre che un lavoro sulla rete e nei territori” prosegue la presidente.

Inoltre, aggiunge Mariolina Coppola, “abbiamo commissionato molte ricerche sul linguaggio dei media, oltre che chiaramente nelle aule giudiziarie. Il linguaggio riflette moltissimo le credenze, gli stereotipi e l’atteggiamento sessista. Non è una questione di desinenza quando per i lavori alti si usa il maschile, mentre per quelli bassi si usa il maschile e il femminile; è una testimonianza di un portato culturale. Sul linguaggio dei media stiamo lavorando molto con l’Ordine dei giornalisti perché è necessaria una formazione su questa tematica. Anche nelle aule giudiziarie alcune parole risuonano chiaramente, come quando qualcuno parla di ‘litigio’ invece che di ‘aggressione’, di ‘conflittualità’ invece che di ‘reato’, sono tutti sintomi molto chiari. Come quando un giornalista in un articolo riporta un virgolettato o usa il condizionale, ma in realtà sta portando avanti una propria convinzione. E anche le fotografie abbinate agli articoli, spesso violentissime, che contribuiscono a vittimizzare la vittima”.

“Ci sarebbe tantissimo da fare, ma a questo punto per noi è molto importante lavorare con le nuove generazioni, che sembrano non rendersi conto della violenza. Perché parlando con i giovani– conclude- ci siamo resi conto che pensano di aver raggiunto una parità, pensano di essere diversi, di non agire violenza quando, ad esempio, spiano il telefono della fidanzata. Vengono considerati degli atteggiamenti naturali, quando sono invece il portato di una cultura sessista”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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