Vittoria, all’IC portella della Ginestra un video per dire no alla violenza sulle donne

La preside: "Non barattare la propria libertà con compromesso d'amore"

RAGUSA – Teatro, musica e canto si mescolano all’istituto comprensivo ‘Portella della Ginestra’ di Vittoria (Ragusa) per dare vita ad un dramma che va oltre le parole e che, attraverso emozioni e sentimenti condivisi, ha voluto celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Si tratta de ‘La sala d’attesa’, opera teatrale scritta da Stefania De Ruvo, in cui, in un ambulatorio spoglio e anonimo, s’incontra un gruppo eterogeneo di donne vittime di violenza, interpretate da cinque alunne di terza media dell’istituto siciliano.

“Vittoria- spiega l’insegnante Valentina D’Amico– è stata dichiarata zona rossa. Al momento non possiamo rientrare a scuola e le nostre alunne, con il supporto del corpo docenti, hanno lavorato da casa, realizzando una sintesi del dramma in un video per la scuola. L’ambulatorio è una sorta di limbo- prosegue la professoressa- in cui siedono le protagoniste. Hanno dimenticato la violenza di cui sono state vittime, ma raccontandosi, in un’alternarsi di monologhi e dialoghi, lasciano riaffiorare la memoria in una presa di coscienza graduale del trauma vissuto”.

L’iniziativa rientra nei percorsi trasversali di educazione civica, nel progetto regionale ‘La scuola racconta una donna’ e nel progetto ‘Sostegno psicologico e formazione dei docenti: strumenti per ricominciare’ promosso dal ministero dell’Istruzione e realizzato dall’Istituto di Ortofonologia di Roma, con l’attivazione di interventi specifici e azioni di supporto psicologico per giovani, insegnanti e famiglie. 

“Un percorso educativo e formativo- sottolinea Valentina D’Amico– che non si conclude in un solo giorno, ma su cui si lavora in modo costante sui ragazzi e sulle ragazze, peraltro, supportati con l’attivazione di uno sportello, adesso online, gestito dalla dottoressa Maria Concetta Pappalardo”.

Soddisfatta del lavoro realizzato la dirigente scolastica Daniela Mercante:

“Le mie alunne- conclude– sono deliziose ed esplosive nei loro 13 anni anche dietro uno schermo, esperte nell’uso delle tecnologie che riescono ad abbattere ogni distanza. Raccontando storie di donne che aiutano altre donne, sono consapevoli che non si deve e non si può barattare la propria libertà con un compromesso d’amore”.

2020-11-26T16:56:55+01:00