VIDEO | Università, inaugurato anno accademico alla Niccolò Cusano

Al via nuovi corsi di laurea
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ROMA – La pandemia ha costretto le università italiane a riconvertire in digitale le lezioni frontali. Una sfida davanti alla quale le università telematiche si sono fatte trovare pronte, come ha sottolineato il rettore dell’Università Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, che ha inaugurato oggi il nuovo anno accademico dell’ateneo.

Con altre 4 aree tematiche e 11 nuovi corsi di laurea, per l’anno scolastico 2020/2021 l’Università Cusano arriverà quindi ad abbracciare 10 aree disciplinari e 37 corsi di laurea. Una crescita ancora più significativa se considerata all’interno delle numerose difficoltà che il settore della formazione ha dovuto affrontare nel corso dell’anno.

“Dopo 14 anni, la nostra Università è ancora giovane, e allo stesso tempo è riuscita a crescere, affrontando anche questo periodo di estrema difficoltà in cui la formazione a distanza è stata molto importante- ha detto Fortuna in apertura dell’evento– La didattica a distanza ha dimostrato la sua validità, anche se non può sostituire del tutto quella in presenza. Ma adesso anche gli atenei che si erano mostrati scettici nei confronti delle lezioni online, d’ora in poi le affiancheranno a quelle in presenza”.

L’inaugurazione, avvenuta nell’aula magna dell’ateneo e in diretta sui canali social e su Cusano Italia TV, ha visto anche la partecipazione del professore Giuseppe Novelli, rettore dell’Università di Tor Vergata e Ordinario di genetica medica; del presidente di Unicusano, Stefano Ranucci e ha ospitato l’intervento del presidente della Società delle Scienze Umane, Stefano Bandecchi.

“Nella nostra università lo studente è centrale e il compito dei docenti è quello di aiutarli. Questo è un aspetto a cui noi teniamo moltissimo- ha aggiunto il rettore Fortuna- La ricerca rimane l’aspetto centrale, ma la didattica e il rispetto dello studente sono sullo stesso piano”.

Dopo una presentazione degli scenari economici attuali e delle risposte fornite dalla politica e dal sistema delle banche centrali, Fortuna si è quindi soffermato sulle sfide che il mondo della formazione dovrà affrontare in futuro.

Lo studio, in questo contesto, continua a svolgere un ruolo fondamentale, anche “se costa molta fatica, e i suoi risultati si vedono solo dopo molti anni”. Ma il mondo accademico, per il magnifico rettore di Unicusano, deve fare di più: “l’Italia è indietro nelle classifiche internazionali, anche per il numero degli studenti laureati”.

La pandemia, però, ha scosso le fondamenta degli atenei, che hanno ora la possibilità di ripartire puntando, come sempre, sui loro studenti.

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Autore: Redazione Diregiovani
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