VIDEO| Scuola. Milano, studenti del Caravaggio tra paura e incertezza

E Alice viene da Sesto con un motorino comprato due giorni fa
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Caterina vive a San Donato. Ogni mattina per arrivare a scuola, all’istituto Caravaggio di via Luigi Prinetti a Milano, impiega più di un’ora. Oggi doveva entrare alle 8,10. Ma è arrivata con 15 minuti di ritardo perché dalle 7,30 fino alle 8 la circolazione sulla M2 era fortemente rallentata. Caterina, come molti dei suoi compagni, è un po’ spaventata dal rientro. È convinta che richiuderanno tutto, tra poche settimane. “A questo punto meglio rimanere a casa”, spiega. Sono diversi i ragazzi del Caravaggio che la pensano come lei. Beatrice e Chiara sono convinte che “congeleranno in aula, perché ci saranno le finestre aperte tutto il tempo”. Sperano che non ci siano troppi contagiati nel corso di queste settimane. “A settembre un nostro professore- racconta Beatrice- è risultato positivo e ci hanno messo tutti in quarantena. Fare i tamponi era impossibile, perché senza sintomi ti dicevano di aspettare. È stato un delirio”. Beatrice e Chiara devono entrare in classe alle 9,10, ma sono arrivate prima per poter prendere un caffè insieme. Come suggerito dalla prefettura, anche al Caravaggio gli ingressi sono stati scaglionati. Si accede all’istituto da due entrate diverse in modo da non creare assembramenti. La situazione è tranquilla. Diversi agenti della polizia controllano i cancelli. “Per adesso nessun problema”, dicono. Molti studenti arrivano da lontano. Niccolò, per esempio, abita a Cinisello Balsamo. Per raggiungere la scuola prende un autobus, la metropolitana e poi un altro autobus. “I pullman erano vuoti- racconta- solo in metro ho trovato un po’ di persone”. Proprio per evitare gli spostamenti, diversi studenti hanno deciso di organizzarsi autonomamente. Alcuni si fanno accompagnare dai genitori, altri, come Alice, hanno comprato un motorino. “L’ho preso due giorni fa. Abito a Sesto San Giovanni, così sono più comoda”. Anche lei è convinta che tra poco si tornerà a casa: “Sono contenta di rivedere i miei compagni, ma sono sicura che tra un mese ricominceremo tutti la didattica a distanza”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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