L’atleta Andrea Devicenzi incontra studenti del Galilei di Crema

Dalla disabilità come limite all'unicità come risorsa
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Sono qui con voi perché se a 17 anni qualcuno mi avesse parlato di autostima, forza di volontà e motivazione, per me sarebbe andata molto meglio, avrei avuto degli strumenti per superare più facilmente il mio dolore; invece sono inciampato tante volte nella mia disabilità, nel pensiero di ciò che non potevo più fare”.

Con queste parole Andrea Devicenzi, atleta paralimpico e formatore motivazionale, si è rivolto questa mattina ai ragazzi e alle ragazze dell’IIS ‘Galileo Galilei’ di Crema, durante un incontro online del ciclo ‘Storie di ripartenza’.

Nato a Cremona nel 1973, Devicenzi a 17 anni perde la gamba sinistra in seguito a un incidente stradale, e la sua vita cambia per sempre. Dopo la disperazione iniziale, però, riesce progressivamente a trasformare la sua disabilità in un punto di forza.

“La disabilità è diventata un’opportunità per me- ha detto Devicenzi- fin da subito non ho voluto portare la protesi e questo mi ha portato a rivoluzionare il mondo delle stampelle. Con un team di imprenditori e scienziati ho ideato un innovativo modello di stampelle in carbonio, che durano per tutta la vita, e che oggi sono vendute in tutto il mondo”.

Devicenzi decide allora di condividere la sua esperienza di vita e ripartenza per essere di stimolo al prossimo. Dal 2014 diventa formatore motivazionale ed inizia a lavorare nelle aziende, nelle scuole e con tutte le persone che vogliono oltrepassare le loro difficoltà.

“Ricordate che nella vita ci sono delle difficoltà per tutti- ha detto ai ragazzi e alle ragazze- ma tutto dipende da come noi stessi le interpretiamo. Non esistono difficoltà grandi o piccole in sé, dobbiamo semplicemente assumerci la responsabilità di superarle. Con voi mi piace parlare di unicità, perché spesso pensiamo a ciò che non abbiamo rispetto agli altri, mentre i veri traguardi li raggiungiamo quando riusciamo ad essere completamente noi stessi. Non serve per forza avere due gambe, essere belli e alti, quello che cambia veramente le cose è se ascoltiamo realmente chi siamo, ciò che vogliamo dalla nostra vita, quello che abbiamo dentro il cuore”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Marco Marchese
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it