Shoah, Guccini ospite del convegno ‘A Forza di essere Vento’

Ricorda il padre Ferruccio deportato in campo di concentramento
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PESARO – “In che senso l’ascolto è tutt’altro che facile? L’ascolto è facile”. Così il cantautore italiano Francesco Guccini risponde alla domanda: “anche l’ascolto è difficile. Come si possono coinvolgere i giovani sul tema della memoria?”. Ospite del convegno nazionale ‘A Forza di essere Vento’, organizzato dal liceo scientifico e musicale ‘Marconi’ di Pesaro, il cantautore ricorda che spesso la parte difficile è raccontare, “condividere la memoria è anche una questione di carattere individuale. Mio padre ad esempio non ne parlava quasi mai”. Soprattutto, afferma Guccini, presto sarà quasi impossibile parlare con un sopravvissuto. Ecco perché potrebbe rivelarsi più difficile tramandare la memoria ai giovani.

“Tuttavia penso che anche le cosiddette testimonianze di secondo grado siano fondamentali e importanti. Sicuramente anche il cinema può aiutare moltissimo”. Guccini non lo dice, sicuramente per umiltà, ma i registi del convegno lo ricordano a tutti mandando in onda una cover della sua ‘Auschwitz’: anche la musica tramanda la memoria. Le parole del testo, intonato da due giovanissimi cantanti, commuovono come una testimonianza diretta. “Io chiedo: come può l’uomo uccidere un suo fratello? Eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento”.

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Autore: Alberta Testa
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