Il direttore del Museo Archeologico di Napoli racconta la mostra ‘Gladiatori’

All'interno della mostra anche attività rivolte ai giovani
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NAPOLI – Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) è, per usare le parole di Alberto Angela, “una delle più belle realtà archeologiche del pianeta“. La sfida, oggi, aggravata dalle chiusure legate alla diffusione del Covid-19, è arrivare ai giovani, soprattutto fare arrivare i giovani al Mann. È per questo che “il museo deve impegnarsi a creare nuovi linguaggi che in qualche modo veicolino un’idea fresca, fruibile e innovativa di museo. Siamo molto presenti sui social e amiamo integrare le esposizioni fisiche con la tecnologia”, come afferma Paolo Giulierini, archeologo che dal 2015 dirige il Mann. Ed infatti ‘Gladiatori’, la mostra visibile al Mann fino al 6 gennaio 2022, è stata promossa con notevole successo sui social.

Proprio oggi prende il via la campagna ‘I Gladiatori ti aspettano al Mann’, realizzata grazie al coordinamento dell’Ufficio Stampa del Museo. “Abbiamo voluto realizzare delle pillole di approfondimento da parte di tutti coloro che hanno lavorato ai vari segmenti della mostra. Incontreremo l’esperta di didattica, l’allestitore, colui che ha realizzato la miniatura del Colosseo. Sarà un ricongiungersi con i segreti dell’allestimento, propedeutici all’esposizione“, aggiunge Giuliarini, intervistato dall’agenzia di stampa Dire nella cornice della Sala Meridiana del Museo, che ospita i fiori all’occhiello dell’esposizione dedicata ai guerrieri simbolo ed emblema della lotta nelle arene dell’Impero romano.

Sui pannelli che accompagnano il visitatore alla scoperta dei tesori della mostra sono presenti anche ricostruzioni in digitale delle diverse categorie di gladiatori. C’è il reziario, il mirmillone, ma anche il provocator, che si muovono e sfidano con lo sguardo chi osserva, ricordando gli avatar di alcuni dei più famosi videogames, come Fifa o Nba2k. “Credo che il Covid abbia dimostrato quanto la tecnologia può supportare noi che lavoriamo nei beni culturali soprattutto quando è difficile incontrarsi fisicamente. La via è quella e la tecnologia è ormai l’altra offerta continuativa dei musei”. All’interno della mostra anche attività rivolte ai giovani. “Oltre agli approfondimenti scientifici del giovedì pomeriggio, nelle giornate di venerdì è prevista la proiezione di film dedicati ai gladiatori e la domenica laboratori didattici per i più piccoli. Le attività spaziano dal gaming al fumetto così da poter far vedere l’archeologia con occhio diverso”.

Il Museo ospita uno spazio, ‘GladiatoriMania’, dedicato alla moderna passione per i gladiatori che, negli anni, è stata in grado di raccontare la quotidianità antica attraverso il cinema, i fumetti e il modellismo. Moltissime le ricostruzioni Lego delle arene e dei combattimenti. Una vera e propria wonderland per i giovanissimi, ma anche per gli adulti curiosi di provare un’esperienza fresca e nuova di museo. Obiettivo di tali attività e spazi è ricordare al pubblico che “il Museo è casa dei giovani-spiega il direttore- Fa parte del nostro patrimonio culturale ed è custode di un’eredità che non è dei direttori ma dei cittadini, soprattutto delle nuove generazioni. Visitare un museo consente di acquisire quella capacità critica, quelle capacità di raziocinio che ci differenziano dalla massa”.

Da ultimo, una riflessione sul possibile ruolo dei Musei nel ripensare la socialità al tempo del Covid. “Noi fin dal 2015 abbiamo ribattezzato il futuro del museo come quello della nuova agorà. Il museo diventa una piazza, un luogo fisico dove è bello incontrarsi, perché non solo si fruisce delle opere d’arte ma ci si ritrova tra persone che condividono interessi culturali. Dal 1 di dicembre il Mann aprirà l’atrio a tutti i cittadini e una grande hall sarà disponibile, insieme ai giardini, senza dover pagare il biglietto. Sarà anche possibile sfruttare gli spazi della caffetteria, del nuovo ristorante, dell’auditorium. La trasformazione verso grande polo culturale aperto a tutti e soprattutto ai giovani, è in atto”, ha concluso.

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Autore: Alberta Testa
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