Lettera dei leader Ue contro la discriminazione. Ma siamo ancora molto indietro, troppo

La condanna dei capi di Stato e di governo arriva in occasione della celebrazione del Pride day il 28 giugno

La notizia della lettera dei 16 leader europei inviata ai massimi vertici dell’UE, è un segnale chiaro: siamo ancora molto indietro. Troppo. Senza entrare nel dettaglio delle dinamiche politiche, infatti, non bisogna essere degli esperti del settore per capire che stare ancora a discutere di quanto siano sbagliati le discriminazioni, l’odio e l’intolleranza, è di per sé un fallimento. Forse avrebbe avuto un senso parlarne dopo la fine della seconda guerra mondiale, per capire gli errori fatti ma farlo ora, nel 2021, dovrebbe essere considerata da tutti solo una sconfitta. 

“In occasione della celebrazione del Pride day il 28 giugno, alla luce delle minacce ai diritti fondamentali e in particolare al principio di non discriminazione in base all’orientamento sessuale, esprimiamo il nostro attaccamento ai nostri valori fondamentali comuni sanciti dall’articolo 2 del trattato dell’Unione europea”, hanno scritto i leader Ue, senza però tirare in causa direttamente le norme discriminatorie varate dall’Ungheria.

Il fatto grave, è il dover ancora spiegare e rivendicare che la discriminazione è un male per la società, una benda sugli occhi che impedisce allo sguardo di andare oltre e considerare la diversità un valore aggiunto. Concetto sul quale l’Italia, in particolare, è in stallo da tempo. Bloccata tra forze politiche che non riescono a trovare un punto d’incontro, neanche quando si parla di diritti, discriminazioni e di tutela dei più deboli come sta accadendo per il ddl Zan. Qui, non solo il disaccordo anima da mesi le aule del governo ma il presidente Draghi,  nelle ultime ore si è visto costretto a rivendicare persino la laicità dello Stato Italiano, ‘scavalcata’ dalla recente richiesta del Vaticano di apportare modifiche al ddl Zan.

Nella lettera firmata dai leader europei poi,  si legge: “Sarà anche un momento per celebrare che negli ultimi anni abbiamo fatto molta strada a favore di questi principi che riteniamo essere il fondamento dell’Unione europea”. Ma la domanda è: “E’ veramente così?”.

2021-07-06T11:15:53+02:00