Comincio a provare sentimenti di odio nei confronti di mia sorella…

Buongiorno, sto vivendo una situazione famigliare davvero difficile e ho bisogno di sfogarmi con qualcuno, perché sono arrivata a pensare cose che mai avrei immaginato di pensare. Brevemente,in famiglia siamo in 5: i miei genitori, io (25 anni) e due sorelle minori, di 23 e 21 anni. Mia sorella più piccola soffre ormai da 6 anni di un disturbo ossessivo compulsivo legato alla pulizia e all’igiene, oltre che di ansia sociale e attacchi di panico. Queste cose messe insieme l’hanno portata a lasciare la scuola in seconda superiore, a ritirarsi in casa, dove si limita a guardare film, serie TV, a suonare la chitarra e ad avere un vita sociale veramente limitata. Ma nonostante ciò, presenta anche un carattere difficile, nel senso che spesso si intromette nelle questioni dei miei genitori, alzando la voce anche su cose che non la riguardano, avendo attacchi isterici se solo le si dice qualcosa che a lei non va bene. Ha da dire di tutti, trova difetti in tutte le persone che cercano di instaurare un rapporto con lei (per esempio c’è una ragazza che cerca di starle vicino e di portarla fuori magari a bere qualcosa, ma poi quando torna è un fiume in piena di parole negative, riferite tutte ai suoi  presunti difetti). Per questo, molto spesso io credo che in realtà lei non stia poi così male, dal momento che ha sempre da dire su tutto e tutti. Ha provato ad andare da psicologi e dottori per cercare di “guarire”, ma dopo qualche tempo ha sempre lasciato perdere, perché, a detta sua, nessuno riusciva davvero a capirla. In realtà, bastava che uno di quei dottori le dicesse qualcosa che la faceva soffrire, per decidere di lasciar perdere. I miei genitori, ormai stanchi (anche perché in passato hanno dovuto affrontare prima i miei attacchi di panico poi i problemi alimentari dell’altra mia sorella), non avevano e non hanno quasi piu la forza di ribattere e di insistere, e sono diventati ormai succubi di lei, sopratutto mia mamma, la quale, per mantenere la situazione in famiglia il più serena possibile, continua a proteggere mia sorella, a coccolarla e tranquillizzarla ogni volta che ha le sue crisi, ( nonostante poi magari un’ora dopo lei ha da dire su tutto ciò che mia mamma dice o fa: perché hai lavato questa felpa senza che te lo dicessi io? Di cosa parlavi con il papà prima? Tu non mi vuoi bene perché non vuoi mai venire a camminare con me!) Questa cosa mi ha portata a provare dei veri e propri sentimenti di odio nei confronti di mia sorella, fino ad arrivare a pensare che sarebbe meglio che le succedesse qualcosa di brutto, o addirittura che si suicidasse una volta per tutte. Ho avuto tanta pazienza con lei, spesso ho cercato di parlarle con calma dimostrandomi sempre disponibile nei suoi confronti. Eppure ho sempre ricevuto un “lasciami stare”, un “vai via, tanto non mi capisce nessuno” come risposta. Tutto ciò mi ha portata davvero a non sopportarla più, ma letteralmente. Mi innervosisco al solo vederla, anche quando piange, le rispondo male per qualsiasi cosa. Non le chiedo più di provare ad uscire con me ecc perché preferisco starle il più lontana possibile! Prima mi sentivo in colpa per questi miei pensieri, ma ora nemmeno tanto. Perché davvero sento di essere arrivata al limite, tanto che spesso mi ritrovo ad immaginare di darle uno schiaffo o picchiarla fino a farla stare zitta, di sputarle addosso I peggiori insulti! Negli ultimi mesi, dopo che le cose sono peggiorate a causa del covid (ha il doppio paura di uscire e si lava continuamente, oltre a lavare e igienizzare qualsiasi cosa entri in casa), tutti i giorni si convince di non valere niente, di fare schifo, che nessuno le vuole bene, che è tutta colpa sua se noi in famiglia soffriamo. E più le si cerca di parlare, di farle capire che le vogliamo bene ma che deve mettere tutta se stessa per migliorare e guarire, più lei si barrica dentro il suo muro, continuando ad insistere sul fatto che nessuno la può capire, che non dobbiamo romperle le scatole, che tanto è tutto inutile e che, cosa per me più grave, in fondo non le vogliamo davvero bene, perché continuano a farle pesare le cose che fa. Ma come possiamo tacere dopo anni passati a guardarla isolarsi dal mondo? Come può mio papà non dirle niente quando vede che ha le mani consumate dal sapone e da tutti gli igienizzanti che usa ogni volta che esce o tocca qualcosa che abbiamo toccato prima noi? Lei vorrebbe che non le dicessimo più niente, che fossimo tutti succubi di lei. Ma io non ci sto più! Io non riesco a fare come mia mamma, a fingere che vada tutto bene e a rifiutarsi di affrontare la questione. Se fossi in mio papà l’avrei già presa per le orecchie e portata da uno psichiatra! Io sto studiando per diventare educatrice, sono portata per natura ad aiutare chi sta più male. Anche io ho sofferto tanto da adolescente (a causa degli attacchi di panico sono rimasta chiusa in casa per due anni e sono stata bocciata in prima superiore). Eppure ricordo che fin dal primo giorno ho fatto di tutto per capire che cosa mi stesse succedendo. Parlavo di tutto con i miei genitori, mi affidavo ciecamente alle psicologhe e psicologi che mi seguivano, fino a quando poi ho ricominciato a stare bene, ad uscire, a farmi amicizie e belle esperienze. Anche l’altra mia sorella è riuscita a guarire dall’anoressia perché si è resa conto che rischiava di perdere la vita, ci ha messo impegno e alla fine si è tirata fuori più forte di prima. Perché mia sorella minore non riesce a lottare dopo 6 anni vissuti in casa in quel modo!? Perché ha paura del giudizio di tutti quelli che le stanno attorno, e si crea nella testa scenari in cui tutti la odiano e nessuno la capisce?! Sono stata io ad andare a parlare con la sua psicologa , perché i miei non hanno avuto più la forza di incontrarla e chiarire la nostra situazione famigliare. Essendo maggiorenne poi, mia sorella ha deciso di non coinvolgere noi nel suo percorso con la sua psicologa, e quindi non sappiamo nulla di quello che si dicono, o di come dovremmo comportarci per aiutarla il più possibile. Fatto sta che io non credo più a niente, né alle sue parole, né alle sue crisi. E in più sono stanca di sorbirmi tutti gli sfoghi dei miei genitori e dell’altra mia sorella, perché poi tanto sono parole al vento, visto che di fronte a lei non riescono a dire niente, per paura di affrontare l’ennesima crisi isterica! Non so più davvero che cosa fare, e la cosa peggiore è che non vedo nessun futuro per lei… A volte vorrei solo scappare di casa, lasciare tutti in balia dei propri problemi e ricominciare una nuova vita lontano. Ho anche pensato di rivolgermi ad una psicologa, ma già tutte e due le mie sorelle ci vanno, e io non lavorando non me la sento di chiedere ancora soldi ai miei. Per questo cerco solamente di tenere duro, di essere forte e di dire la mia in casa, nonostante tutto. Può essere che io stia sbagliando, che sia io quella esagerata, ma per mia indole sono convinta che i problemi vadano risolti insieme, dialogando e collaborando per migliorare la situazione. Il fatto di rimanere passivi di fronte a dei problemi così gravi mi sta facendo letteralmente impazzire. Cosa posso fare? 

C., 25 anni


Cara C.,
arriva in maniera chiara e forte il tuo senso di impotenza e di frustrazione nel gestire una situazione che sembra non avere alcuna via di risoluzione. Hai fatto bene a contattarci nuovamente su questo canale per dar voce ai tuoi vissuti, spesso scrivere aiuta a modulare e a trovare nuove forme al proprio sentire. Dal tuo racconto emergono le tue risorse e possibili strategie utili per affrontare la situazione familiare, ma non sempre il percorso è così lineare perchè non è detto che i tempi, le difese e le energie siano tutte sincronizzate. Le resistenze di tua sorella sembrano essere profonde e correlate alla sua vulnerabilità. Parli di disturbi strutturati nel tempo, di fughe importante dalle terapie che hanno consolidato probabilmente le sue paure. Nei disturbi ossessivi, il cambiamento è una parola tabù in quanto va ad inficiare il bisogno di poter e dover controllare tutto. Mette alla prova gli altri, attacca e svaluta ogni aiuto per confermare probabilmente l’ipotesi di non essere proprio un oggetto di amore. Quanto deve essere difficile per lei fidarsi e affidarsi all’altro? Se scomparissero i suoi sintomi che ruolo avrebbe all’interno della famiglia?…
La rabbia che tu provi è proprio legata alla sfiducia e alla disperazione di non essere vista. Tutti siete in questo campo di attivazione disfunzionale per cui diventate tutti nemici nonostante il grande amore di fondo.
Non deve essere facile per i tuoi genitori trovare un equilibrio familiare, magari potrebbero cercare di rivolgersi ad uno spazio terapeutico per capire come poter gestire questi atteggiamenti.  
Da un lato ci sembra di capire che questa sorella sia molto ingombrante nella gestione quotidiana e satura tutto lo spazio, per cui anche per te deve essere difficile farti vedere o ascoltare. La rabbia che provi sembra essere legata alla preoccupazione ma anche a quella sensazione che non c’è una risoluzione, e che ognuno di voi sta pagando un prezzo importante. Se pensi che uno spazio di ascolto possa esserti di aiuto non desistere, potresti rivolgerti ad un consultorio o a strutture territoriali che danno al cittadino la possibilità di svolgere degli incontri gratuitamente o ad un costo agevolato. Nel frattempo prova a dare più spazio a te, ai tuoi interessi, è importante che tu possa riappropriarti di sensazioni belle, di nuove energie e progetti. Il covid ha imposto una convivenza forzata e ravvicinata, ma ora cerca di dare spazio anche alle tue passione e alla tua progettualità. Siamo sicuri che dando uno spazio maggiore a te, alcuni nodi familiari potrebbero alleggerirsi di più. Anche confrontarti con l’altra sorella potrebbe farti sentire meno sola e magari insieme potrete trovare nuove strategie.
Torna a scriverci qualora ne avessi bisogno.
Un caro saluto!

2021-08-31T16:04:17+02:00