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iPhone vietato ai figli di Steve Jobs. Ecco perché

27 febbraio 2016

Steve JobsROMA – I guru della tecnologia sono a conoscenza dei rischi che questa può portare.
Lo sapeva anche Steve Jobs, l’uomo che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione ma che allo stesso tempo non voleva che quel mondo entrasse nella sua casa.
Il papà di Apple aveva vietato l’uso di iPhone e iPad, così come altri prodotti tecnologici, ai suoi figli.
In un’intervista rilasciata al New York Times nel 2010, Steve Jobs ammise di non avere confidenza con quei dispositivi da lui creati.
“Non li conoscono. Dobbiamo limitare l’uso della tecnologia dentro casa da parte dei nostri bambini”.
Certo non è quello che ci si aspetterebbe dall’uomo che ha costruito un impero grazie alla tecnologia.
Eppure la sua strana scelta è appoggiata e condivisa da altri big dell’hi-tech.

Evan Williams, fondatore di Twitter, per i suoi figli ha sostituito tablet e smartphone con i libri.
L’età è infatti un fattore imprescindibile per non essere dipendenti dalla tecnologia.
Solo da adulti si è consapevoli dei rischi che questa può portare, anche se non è escluso che crescendo si riesca a non esserne del tutto schiavi.
Lo sa bene Chris Anderson, ex direttore del magazine Wired e coofondatore di Robotica 3D, che condividendo l’approccio di Steve Jobs ha dichiarato di conoscere i pericoli della tecnologia, “li ho vissuti sulla mia pelle e non voglio che accada lo stesso ai miei figli”.

Il pensiero di Steve Jobs, ancora una volta, è stato precursore.
La nostra vita è così satura di tecnologia e dei suoi applicativi che anche il rapporto con il nostro corpo è cambiato.
Negli ultimi anni, sono emerse numerose patologie legate all’utilizzo eccessivo della tecnologia.
La permanenza eccessiva di giovani e giovanissimi davanti a pc, smartphone e consolle digitali può avere conseguenze sullo sviluppo e sul sano funzionamento del corpo, intervenendo egativamente su vista, postura, obesità, ma anche sulla sfera cognitiva e comportamentale.
I bambini e adolescenti di oggi trascorrono in media circa sette ore al giorno davanti a tv, computer, cellulari e altri dispositivi elettronici, a dispetto delle due-tre ore giornaliere consigliate.