Esa: serpenti robot per esplorare Marte

Esa: serpenti robot per esplorare Marte

I rover come Curiosity non sono l’unico mezzo esplorativo per scoprire informazioni rilevanti su Marte. Si potrebbero spedire sul Pianeta Rosso anche dei serpenti robotici. Almeno così la pensano i ricercatori del SINTEF, la Fondazione per la ricerca scientifica e industriale norvegese, secondo cui un serpente potrebbe infilarsi in spazi stretti e angusti e muoversi più agilmente fra gli ostacoli rispetto a un rover che viaggia sulle quattro ruote.



È stato pertanto avviato un progetto nato grazie a un finanziamento da parte dell’Agenzia Spaziale Europea, che sta valutando l’ipotesi di inviare un suo rover su Marte. Il serpente non sarebbe un antagonista del rover tradizionale (forse Curiosity 2), anzi, potrebbe lavorare al suo fianco, strisciando nella sabbia e procedendo a un’esplorazione parallela rispetto a quella del rover principale, come ha spiegato il ricercatore norvegese Aksel Transeth nel comunicato.



Così facendo si combinerebbe il meglio dei due mondi: il rover a ruote utilizzato per percorrere lunghe distanze e capace di esaminare i campioni di terreno, e il robot serpente che si stacca e raggiunge luoghi in cui il rover non può arrivare. Non solo: se il rover resta bloccato, il robot serpente potrebbe idealmente essere usato per sbloccarlo.


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SINTEF ha incassato un finanziamento di circa 85 mila dollari per le ricerche sui robot serpente nell’ottica dell’invio su Marte. Gli scienziati tuttavia stanno esplorando anche l’eventualità di sfruttare i serpentelli robotici in missioni di ricerca e soccorso, o per la manutenzione di oleodotti, condutture del gas e simili.

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