Maven, alla scoperta dei misteri di Marte

Maven, alla scoperta dei misteri di Marte

Guardare Marte, oggi, significa aprire gli occhi su una distesa di sassi e polvere. La sua superficie è gelida, non c’è acqua allo stato liquido e l’atmosfera che avvolge il pianeta rosso si riduce a una sottilissima copertina di anidride carbonica per il 95%. Sembra un pianeta immobile, pietrificato nell’assenza di vita e destinato a rimanere inospitale. Eppure tutte le osservazioni condotte in 14 missioni raccontano un’ altra storia. L’acqua doveva esserci, se sul terreno sono ancora visibili i segni dei letti dei torrenti e il suolo è eroso. I vulcani erano in attività, il clima doveva essere caldo e umido e la sua atmosfera ricca di gas. Poi, più nulla. Cosa è successo su Marte? Qual è il mistero del cambiamento che ha desertificato il pianeta e reso l’aria irrespirabile, facendone un luogo invivibile?


Per cercare delle risposte lunedì 18 novembre è stata lanciata in orbita la sonda Maven. Il suo nome è l’acronimo di Mars Atmosphere and Evolution Volatile, pesa 2,4 tonnellate e a bordo ha otto strumenti scientifici che potrebbero consegnare agli scienziati la chiave per capire le tappe che hanno portato alla morte del pianeta. Quel cambiamento climatico così violento e radicale va indagato a fondo, perché l’ombra della degenerazione che ha portato ad annullare le condizioni favorevoli alla vita, secondo alcuni, si allunga anche sulla Terra.
Maven, partita da Cape Canaveral, arriverà a destinazione tra dieci mesi. Al termine del suo viaggio inizierà l’esplorazione dell’atmosfera marziana. Quella stessa atmosfera che, quando era spessa e alimentata dai vulcani, manteneva calda la temperatura e la pressione più elevata, di modo che l’acqua potesse rimanere sul pianeta. Maven cercherà di spiegare cosa è successo e perché si è dissolta. Nel corso del primo anno svolgerà la sua missione principale, cioè lo studio della parte alta dell’atmosfera marziana a tutte le latitudini, ad altezze variabili tra 150 e circa 6.000 chilometri. Scenderà in alcuni casi fino a 125 chilometri sopra la superficie, al limite inferiore dello strato più alto d’atmosfera.


Ma non sarà sola. Il traffico intorno al pianeta rosso è, infatti, molto sostenuto. Pochi giorni dopo l’arrivo della sonda della Nasa sarà la volta della Mars Orbiter lanciata dall’agenzia spaziale indiana, la quale ha per obiettivo la rilevazione di metano. Le due sonde saranno poi raggiunte da Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Odyssey. L’Europa è presente grazie a Mars Express e ha in cantiere altre due missioni. In entrambe l’Italia è molto impegnata, sia a livello scientifico che industriale. Una è Exomars 1, partirà nel 2016 e resterà in orbita intorno a Marte, mentre la seconda, Exomars 2, partirà nel 2018 e farà scendere un rover sulla superficie del pianeta rosso.

BIMBI IN AUTO, C’E’ IL DISPOSITIVO ANTI-ABBANDONO
Lo ha messo a punto un’azienda bolognese e serve per avvertire gli adulti alla guida delle automobili che in macchina con loro c’è un bimbo sul seggiolino. Il dispositivo si chiama ‘Remmy’, abbreviazione dell’inglese ‘Remember’, ed è stato sviluppato su impulso di due papà sconvolti dalle tragedie dei bimbi dimenticati in macchina. Funziona con un allarme acustico, collegato ad un sensore di peso sotto al seggiolino, che si innesca non appena il motore viene spento ed evita così fatali dimenticanze oppure distrazioni dovute a circostanze esterne.

ISON, PROSSIMA FERMATA: IL SOLE
Segnate sul calendario la data del 28 novembre: è quello il giorno in cui la cometa Ison raggiungerà il perielio, cioè il punto di massima vicinanza con il Sole. La cometa, scoperta nel settembre del 2012, se non verrà distrutta dal forte stress gravitazionale e dagli shock termici, potrebbe mostrare una coda spettacolare, eccezionalmente luminosa. A quel punto, sarà visibile anche a occhio nudo, come accadde al passaggio sull’emisfero boreale della cometa Hale-Bopp, sedici anni fa.

COSMICOMIC, L’UNIVERSO A FUMETTI
Tutto quello che sappiamo sull’origine dell’Universo è frutto del lavoro di scienziati e ricercatori che, instancabilmente, ci hanno lavorato in tutto il mondo. La loro storia diventa ora un fumetto, grazie all’uscita di ‘Cosmicomic’ per Codice Edizioni. Lo hanno realizzato Amedeo Balbi, astrofisico e blogger del Post, e Rossano Piccioni, grafico pubblicitario e illustratore, per raccontare chi erano gli uomini che scopriorno il Big Bang.

LA PISTA CICLABILE ‘LEGO’
Si chiama ‘The Flow’ ed è un set di moduli di legno riciclato e plastica che, assemblati, costituiscono una pista ciclabile temporanea. Sono più sicuri della striscia di vernice che spesso viene utilizzata per delimitare lo spazio destinato alle biciclette e offrono il vantaggio di poter studiare diversi percorsi prima di realizzare la pista definitiva per le due ruote. Il progetto è di un danese, Mikael Colville-Andersen, amministratore delegato di una società che vuole esportare in tutto il mondo le competenze della Danimarca nel campo delle biciclette, la Copenhagenize. I moduli, invece, sono realizzati in Italia.

AI LIMITI DEL SISTEMA SOLARE
E’ un corpo celeste che misura 650 chilometri di diametro e si trova alla periferia del Sistema Solare, oltre l’orbita di Nettuno. A renderlo speciale è la caratteristica per cui la sua densità è minore di quella dell’acqua. Questo significa che, se fosse immerso in una vasca, galleggerebbe. La scoperta del più grande oggetto solido del Sistema Solare con una densità così bassa è opera di Mike Brown, planetologo del California Institute of Technology di Pasadena, ed apre a nuove teorie sulla formazione e la consistenza degli oggetti del sistema soalre esterno. Tra l’altro, a breve è attesa la decisione ufficiale dell’ESA sulla missione Odinus, dedicata allo studio proprio di pianeti lontani come Urano e Nettuno



Per rimanere sempre aggiornato sul canale 

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it