Wake Up Rosetta Mission - prima puntata

Wake Up Rosetta Mission – prima puntata

Il lungo inverno di Rosetta sta per terminare. Il 20 gennaio 2014 è la data in cui la sonda lanciata dall’Esa verso la cometa 67P Churyumov-Gerasimenko uscirà dallo stato di ibernazione. Il suo lungo viaggio nello spazio è cominciato il 2 marzo 2004. Dopo sette anni è arrivato il momento più difficile: quegli 800 milioni di chilometri oltre l’orbita di Giove. 800 milioni di chilometri di gelo. Per superarli Rosetta ha subito un processo di ibernazione e adesso è quasi arrivato il momento in cui la sonda deve risvegliarsi.
Quando questo succederà la prima azione sarà quella di scaldare gli strumenti di navigazione e ruotare su stessa per orientare la sua antenna principale verso la Terra. Gli scienziati non hanno la certezza dell’orario in cui questo accadrà, tuttavia ritengono che potrebbe succedere dopo le 18.45 ora italiana. Il momento è cruciale perché solo allora si saprà se la sonda ha superato indenne il disgelo e se le sue funzionalità sono intatte. Appurato questo, il viaggio dovrebbe essere in discesa. Rosetta percorrerà ancora nove milioni di chilometri e finalmente raggiungerà la ‘sua’ cometa. Le prime immagini utili del corpo celeste sono attese per il prossimo maggio e andranno a formare una mappatura completa di 67P. Su questa base verrà scelto il punto in cui avverrà lo storico primo sbarco sulla superficie di una cometa. Lì, Rosetta potrà lavorare per capire come nascono le comete, analizzarne il nucleo e la chioma e quale è la relazione tra la loro composizione e la materia interstellare. Tutte notizie utili per poter rispondere alla domanda delle domande: come si è formato il Sistema Solare.


Rosetta resterà a bordo della cometa dopo essersi ancorata alla superficie con un sistema di viti di ghiaccio e arpioni non solo per continuare a inviare immagini in alta definizione, ma anche per eseguire analisi su materiale organico e ghiacci dopo averne trivellato la superficie. La minima distanza dal Sole sarà raggiunta nella prima metà di agosto 2015. La sonda continuerà a seguire l’attività della cometa per il resto dell’anno, mentre si allontana di nuovo verso la zona più esterna del Sistema solare. Un fattore cruciale per capire l’importanza di questa missione è proprio il tempo. Una permanenza così lunga sulla cometa è preziosa per capirne la composizione e quindi il rapporto con la formazione dei pianeti.

L‘ESA ha attivato diversi canali di social mediaper seguire l’evento, tra cui una pagina Facebook , la presenza su Google+ e, naturalmente, un account Twitter @ ESA.




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