Il sogno di Icaro oltre l'atmosfera: i turisti voleranno nello spazio?

Il sogno di Icaro oltre l’atmosfera: i turisti voleranno nello spazio?

Prima che i fratelli Wright si alzassero in volo con il loro Flyer ai primi del Novecento dovettero combattere contro lo scetticismo di tutto il mondo dell’aviazione. Nessuno credeva sul serio all’invenzione della macchina volante. All’inizio non c’era neanche un sedile per il pilota e di passeggeri neanche a parlarne. Solo nel 1908 salì a bordo il primo, un meccanico di Dayton, Charles Furnas. Poco più di un secolo dopo, invece, il cielo non basta più. L’aspirazione non è più quella di volare sopra le nuvole, ma di fare un salto oltre l’atmosfera. Da anni ormai si parla di voli spaziali per turisti e il 2014 potrebbe essere l’anno del loro debutto. Finora l’unico precedente è quello del miliardario americano Dennis Tito, che nel 2001 si fece portare a bordo della Stazione spaziale internazionale, dove rimase per sette giorni. Spese venti milioni di dollari.


I viaggi del futuro saranno molto diversi. La principale compagnia che si sta occupando della loro fattibilità è la Virgin Galactic, fondata dall’imprenditore Richard Branson. Il terzo volo di prova supersonico è stato effettuato qualche giorno fa, il 10 gennaio, con ottimi risultati: ha raggiunto la quota di 22.000 metri alla velocità di 2.000 chilometri l’ora. Ma in cosa consiste un volo spaziale per turisti? Tenete a freno la fantasia, perché nessun novello Icaro si librerà nel vuoto per una passeggiata tra le stelle, almeno per ora, né si tratterà di andare a spasso di pianeta in pianeta. I voli su cui sta lavorando la Virgin Galactic prevedono che i passeggeri salgano a bordo della navicella White Knight, Cavaliere bianco, la quale è agganciata a una specie di aereo doppio, lo SpaceShip two. Una volta arrivati in quota, lo SpaceShip two lascerà dolcemente andare il Cavaliere bianco, che per qualche secondo sarà in caduta libera. A quel punto accenderà il motore e volerà a 100 chilometri di altezza. E’ questo il confine convenzionale in cui l’atmosfera finisce e comincia lo spazio. Lì il Cavaliere bianco inizierà a planare, proprio come se fosse un aliante, fino a ricadere a Terra. In tutto si tratta di un’esperienza di pochi minuti, seppur mozzafiato. Proprio per questo sono già in tanti a volerla sperimentare. Anzi, tantissimi: si parla di almeno 600 prenotazioni. I posti sono meno di dieci e un biglietto vale 250.000 dollari. Il vulcanico imprenditore Branson qualche tempo fa ha messo all’asta il primo biglietto per partecipare al viaggio inaugurale con un personaggio misterioso. Chi si è aggiudicato il privilegio ha sborsato un milione e mezzo di dollari destinati al progetto benefico Cinema Against Aids. E pare che i primi a lanciarsi nell’avventura saranno proprio le stelle più amate di Hollywood. E’ stata annunciata come certa la presenza di Leonardo DiCaprio a bordo e a lui potrebbe unirsi anche la compagna di naufragio Kate Winslet, con cui girò il kolossal Titanic nel 1998. Sperando che questa volta finisca meglio, ovviamente.


Anche se il viaggio spaziale con a bordo le star ancora non è decollato, le polemiche non mancano. Sia Branson che DiCaprio, infatti, sono impegnati in battaglie ecologiste per la difesa del pianeta. Branson ha creato la Carbon War Room, mentre l’attore siede al tavolo del Natural Resources Defense Council. Eppure, entrambi sognano ammirati i viaggi spaziali accessibili a tutti. Ci ha pensato il Wall street Journal a fare i conti: la gita nello spazio costerà il doppio dell’energia che un americano medio consuma nel corso di un anno. Oltretutto, benedire quest’impresa può avere molta influenza sulla popolazione, che potrebbe riversarsi in coda per salire sul prossimo White knight, con effetti devastanti per quanto riguarda le emissioni di gas in atmosfera. Il timore degli ambientalisti è che con lo sdoganamento dei turisti a bordo di navicelle ipertecnologiche in grado di navigare oltre l’atmosfera, il rispetto per l’ambiente e i cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento passino in secondo piano. Ma per ora gli occhi restano puntati sullo Spaceport America, in Nuovo Messico, il primo aeroporto privato da cui partire per raggiungere punto più alto oltre il cielo.

IL CAFFE’ DA’ UNA MANO ALLA MEMORIA
Saranno contenti quelli che di un paio di tazzine non riescono proprio a fare a meno. Uno studio realizzato dagli scienziati della University of California dimostra che il caffè rafforza la memoria di lungo termine, aiutando il nostro cervello a consolidare i ricordi. Gli studiosi si sono concentrati su un campione di 160 adulti ed hanno dimostrato che gli effetti benefici sulla memoria si ottengono solo se l’assunzione avviene almeno 24 ore prima. E, come sempre, raccomandano di non esagerare con la bevanda: in piccole dosi dà una grande aiuto, ma se si eccede ha un effetto negativo sull’apprendimento.

LA RETINA SI STAMPA AD INCHIOSTRO

La retina è una sorta di piccolo computer all’interno dell’occhio, composto dall’intreccio complesso di strati di cellule. La speranza per combattere la cecità che deriva dalla sua degenerazione è di riuscire a ricreare la retina in laboratorio. L’aiuto potrebbe arrivare dalle stampanti ad inchiostro, secondo gli scienziati dell’università di Cambridge. Sono stati loro ad essere riusciti a stampare per la prima volta uno strato di cellule provenienti dalla retina dei ratti, dimostrando che questo tipo di riproduzione non ne compromette il funzionamento. L’obiettivo è riuscire a ricreare tessuti biologici e interi organi. Tutto sta a vedere se poi possano esser reimpiantati all’interno del corpo umano.

IL PRIMO PIANETA INTORNO A UN GEMELLO DEL SOLE
Il cacciatore di esopianeti HARPS dell’Eso (European Southern Observatory) è riuscito a scovare tre pianeti in orbita intorno a stelle dell’ammasso stellare Messier 67. E’ una possibilità molto rara, visto che i pianeti al di fuori del Sistema solare quasi mai si trovano all’interno di ammassi. Oltretutto, questa volta la scoperta è che due dei nuovi esopianeti sono in orbita intorno a una stella che è una gemella del nostro Sole. L’altro, invece, orbita intorno a una stella gigante rossa più massiccia ed evoluta. L’ammasso Messier 67 si trova a circa 2500 anni luce da noi nella costellazione del Cancro e contiene circa 500 stelle.

TUTTE LE ONDE DI VENERE

A guardarlo da lontano il pianeta sembra una soffice palla bianca ammantata di nuvole uniformi. In realtà, Venere ha svelato quattro tipi diversi di onde atmosferiche (lunghe, medie, brevi e irregolari) causate probabilmente dalla presenza sulla superficie del pianeta di montagne e di rilievi. La scoperta è dell’Agenzia spaziale europea, che, grazie ai sofisticati strumenti dell’orbiter Venus Express, ha potuto osservare, una per una, le nubi nell’atmosfera venusiana, riscontando numerosi treni d’onda, che le rendono tanto simili alle onde del mare. La loro origine non è del tutto chiara. L’ipotesi è che si generino a causa dei flussi d’aria che sbattono contro i rilievi sulla superficie del pianeta.

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