Un'Italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti pronta per la missione 'Futura'

Un’Italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti pronta per la missione ‘Futura’

La prima donna italiana che andrà nello spazio è lei, Samantha Cristoforetti da Malè, provincia di Trento. Da subito proiettata verso l’estero, verso il futuro, verso quegli studi che le hanno fatto realizzare il sogno di diventare un’astronauta, Samantha Cristoforetti è un ingegnere, un Capitano dell’Aeronautica Italiana e un pilota da guerra. Capelli corti corti, sguardo vivace, carattere serio, ha presentato a Palazzo Chigi il logo della sua missione, ‘Futura’. Il disegno è di un ragazzo di 31 anni, Valerio Papeti, diplomato in Belle Arti all’Accademia di Torino. Al centro c’è il sole che sorge, illuminando l’orbita che raccorda la Stazione spaziale alla Terra e, intorno, le stelle. E’ un logo che impareremo a conoscere bene perché accompagnerà Samantha nello spazio a partire dal 24 novembre, data già segnata sul calendario per la partenza da Baikonur, nel cosmodromo russo in Kazakistan.
“E’ una grande responsabilità, ma l’esperienza in aeronautica mi ha preparato bene, mi ha abituata al lavoro di squadra e fare attenzione ai dettagli”, ha detto lei durante l’incontro con la stampa, spiegando le sue sensazioni rispetto alla missione.


‘Futura’ porterà a bordo tanti esperimenti, i cui risultati saranno fondamentali per la ricerca sulla Terra. Tra questi ce n’è uno in vitro per studiare l’effetto di nanoparticelle sul tessuto osseo, per esempio. Un altro consiste in uno studio di validazione per la perdita di calcio che non sia invasivo e un altro ancora riguarderà l’equilibrio, i cui risultati saranno impiegati nel campo della riabilitazione. E non mancherà uno studio sul sonno, per verificare la variazione di frequenza cardiaca.
I sei mesi intensi di Samantha Cristoforetti nello spazio, la sua è la seconda missione di lunga durata per l’Agenzia spaziale italiana dopo quella di Luca Parmitano, la vedranno impegnata come ingegnere di bordo. Ufficialmente non è prevista nessuna ‘passeggiata spaziale’, ma è lei stessa a non mettere limiti: “Non si sa mai- dice-. Ancora non c’è una programmazione così a lungo termine”. Intanto, però, anticipa qualcosa su un compito importante che dovrà svolgere a bordo. Si troverà infatti nel Manipolatore, da cui dovrà riuscire ad agganciare dei carichi. “Certo, può sembrare un’attività meno eroica di una Eva (l’attività extraveicolare, conosciuta come passeggiata spaziale, ndr), ma se qualcosa va storto in quei 90 secondi è un problema”. E’ lei stessa a citare un suo collega di equipaggio: “Col manipolatore o si perde o si va pari. Vincere mai, in questa operazione”. Ma gli astronauti che vanno in orbita sono pronti a tutto, il loro bagaglio di conoscenza e di competenze è solido, e i consigli che si scambiano con chi è già stato a bordo della Stazione riguardano solo piccoli aspetti di vita quotidiana. E’ andata così anche con Luca Parmitano, che è stato a bordo da maggio a novembre 2013 e che ha cenato con Samantha a Houston. Le ha parlato delle lessons learnt, le cose che ha imparato durante la missione ‘Volare’, ma niente di gravoso, racconta, solo consigli per migliorare la vita sulla Stazione. E comunque, assicura lei, “Niente mi spaventa”.


BUONGIORNO ROSETTA, LA SONDA SI E’ SVEGLIATA
Il lungo inverno di Rosetta è finito. Alle 19 e 20 (ora italiana) di lunedì 20 gennaio gli scienziati, in tutto il mondo, hanno tirato un grande sospiro di sollievo: la sonda lanciata dall’Esa verso la cometa 67P è uscita dallo stato di ibernazione. Era stata ‘addormentata’ per affrontare un viaggio di 800 milioni di chilometri di gelo oltre l’orbita di Giove. Adesso è il momento di controllare se è tutto a posto. Le prime immagini utili catturate dalla sonda sono attese per il prossimo maggio e andranno a formare una mappatura completa di 67P. Su questa base verrà scelto il punto in cui avverrà lo storico primo sbarco sulla superficie di una cometa.

LE STAMPANTI 3D ARRIVANO SUI BANCHI DEL LICEO
L’esperimento parte da Bologna: al liceo Malpighi i ragazzi seguiranno uno speciale percorso per imparare ad usare le stampanti in 3D. Da un lato si farà leva sulla creatività, dall’altra verranno fornite agli studenti le competenze per imparare prima a disegnare e poi a stampare con le iper tecnologiche stampanti di nuova generazione, che stanno cambiando il modo di produrre oggetti sia a livello artigianale che industriale. E’ un modo per avvicinare l’istruzione liceale al sapere tecnico, ma anche per insegnare ai ragazzi come utilizzare le innovazioni tecnologiche in maniera costruttiva.

IL GUSCIO DEI CROSTACEI PER LE LESIONI NERVOSE
Una sostanza estratta dai gusci dei crostacei, il chitosano, può essere utilizzata per formare una sorta di tubi in grado di guidare la ricrescita delle fibre nervose periferiche dopo una lesione. L’innovativo studio fa parte di un progetto da quasi sei milioni di euro finanziato dall’Unione europea e che si concluderà nel 2015. Si tratta di un progetto di collaborazione realizzato dal consorzio internazionale Biohybrid che riunisce centri di ricerca di imprese distribuiti tra Germania, Spagna, Portogallo, Israele, Svezia e per l’Italia l’Università di Torino con il NICO – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi e il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biomaterials.

IL PRIMO FASCIO ARTIFICIALE DI ANTIMATERIA
Il Cern di Ginevra è riuscito, per la prima volta, a produrre e intrappolare un fascio di antimateria. Il risultato è dell’esperimento Asacusa e offre l’impagabile opportunità di osservare nel dettaglio quelle particelle che hanno la stessa massa, ma una carica elettrica opposta, rispetto alla materia ordinaria. E’ uno dei passi avanti nella scoperta dei segreti che stanno all’origine dell’Universo. L’interrogativo è che cosa abbia portato la materia a prevalere sull’antimateria quando tutto ebbe inizio: grazie a questo lavoro la risposta è più vicina.

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