Bepi Colombo, Mercurio si avvicina

Bepi Colombo, Mercurio si avvicina

Il conto alla rovescia per la missione ‘Bepi Colombo’ si fa più serrato. Il lift off è previsto tra due anni esatti: la prima missione europea verso Mercurio partirà dalla base di Kourou, in Guyana francese, nel luglio 2016. La data è storica perché Mercurio, il più piccolo pianeta del Sistema Solare, è anche il meno esplorato.
La missione è composta da due sonde: Mercury Planetary Orbiter (MPO) e Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). Il Mercury Planetary Orbiter ha il compito di trasportare nello spazio gli strumenti necessari per studiare la superficie e la composizione interna del pianeta, mentre il Mercury Magnetospheric Orbiter si occuperà degli strumenti per lo studio della magnetosfera di Mercurio.
‘Bepi Colombo’ è nata da una collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa), che è leader della missione, e l’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), e porta il nome del ‘meccanico del cielo’. Così era soprannominato Giuseppe Colombo, detto Bepi, matematico,fisico, astronomo e ingegnere italiano del Novecento.


Proprio l’Italia ha ospitato i test funzionali del satellite. Nelle cosiddette ‘camere pulite’ degli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space sono quasi al termine i lavori di questa fase. Subito dopo, il satellite partirà per il centro di Estec, in Olanda, dove invece avranno luogo i test ambientali per provare la resistenza termica della sonda nel vuoto. Le temperature elevatissime di Mercurio sono uno dei principali ostacoli con cui ‘Bepi Colombo’ dovrà confrontarsi. Il pianeta ha un periodo di rivoluzione di 88 giorni e quando, durante il perielio, si trova a una distanza di appena 46 milioni di chilometri dal Sole, si registrano anche 430 gradi centigradi. Eppure, nonostante questa condizione, non è da escludere la presenza di ghiaccio sul pianeta. L’orbita di Mercurio ha infatti un’inclinazione bassissima. Questa condizione fa sì che alcune aree non siano affatto inondate dal calore del Sole. Oltretutto sulla sua superficie sono stati rilevati crateri molto profondi. Magari, sperano gli scienziati, al loro interno possono essere presenti dei depositi di ghiaccio. Finora nulla di simile è stato rilevato. L’ultima missione che si è occupata di Mercurio è targata Nasa. Si tratta di ‘Messenger’, avviata nel 2004 e dal 2011 nell’orbita del pianeta. Nonostante i risultati ottenuti per la mappatura della superficie e le informazioni sulla storia geologica del pianeta, la missione che porta il nome del ruolo del dio Mercurio nella mitologia romana, cioè quello di messaggero degli dei, sconta anche delle pecche: la sua orbita, molto ellittica, non ha mostrato tutta la superficie, ma solo l’emisfero Nord. Questa difficoltà sarà pienamente superata dalla missione ‘Bepi Colombo’, che rimarrà molto vicina al pianeta e, passandogli accanto con maggior lentezza potrà osservare l’intera superficie con una maggiore risoluzione spaziale.


Il viaggio dei ‘Bepi Colombo’ durerà sette anni. L’ingresso in orbita non è previsto prima del 2022 e il suo lavoro intorno a Mercurio durerà un anno.
L’Agenzia Spaziale Italiana, presente a Torino nella fase ultima dei test alla Thales Alenia Space, contribuisce alla missione con ben 4 esperimenti su 11. Si tratta del sistema integrato di osservazione e caratterizzazione della superficie del pianeta,SIMBIO-SYS, dell’accelerometro ad alta sensibilità ISA , dell’esperimento di radioscienza MORE, basato sul trasponditore di bordo in banda Ka (KaT), e dell’esperimento SERENA, per lo studio dell’ambiente particellare mediante due analizzatori di particelle neutre e due spettrometri di ioni.
“Condurre esperimenti con una missione sul pianeta più vicino al Sole comporta delle grandi difficoltà tecniche – ha commentato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston- , ma ci regalerà risultati altrettanto importanti, che si riveleranno estremamente preziosi nell’immediato futuro per l’esplorazione scientifica al di fuori del nostro sistema solare”

CYGNUS E’ VOLATO SULLA ISS
E’ riuscito finalmente a partire il cargo Cygnus. Il lancio era stato rimandato per motivi legati al maltempo, ma il 14 luglio Cygnus ha potuto spiccare il volo dalla base di Wallops in Virginia, da cui partì anche il primo satellite italiano, il San Marco, nel 1964. Cygnus rifornisce di cibo i sei astronauti della Stazione spaziale internazionale (Iss) e porta a bordo anche esperimenti scientifici. In particolare, trasporta un gruppo di minisatelliti per immagini della Terra e lo Smart Synchronized Position Hold, Engage, Reorient Experimental Satellites (SPHERES), dotato di un sensore e più telecamere per consentire la mappatura 3-D e la navigazione robotica all’interno della stazione spaziale.

ESOPIANETI SENZA NOME
Tanti pianeti aspettano di essere battezzati. Dal 1995 in poi c’è stata una vera esplosione di scoperte di esopianeti, a cui vengono assegnati nomi spesso impronunciabili. Per ovviare a questa difficoltà, la Iau, l’organizzazione che raccoglie tutte le società astronomiche del mondo, ha deciso di bandire un concorso per trovare dei nomi intellegibili. La prima fase è aperta solo alle associazioni astronomiche e a quelle no-profit interessate all’astronomia: sono loro che potranno proporre i nomi per i 305 pianeti prescelti, tutti scoperti prima del 31 dicembre 2008. In una seconda fase, prevista per luglio 2015, è il grande pubblico ad entrare in scena. Le votazioni saranno aperte a tutti e da agosto i 305 anonimi esopianeti avranno finalmente un nome.

VASI SANGUIGNI STAMPATI IN 3D
Il team dell’Università di Sydney guidato dallo specialista in biomateriali Luiz Bertassoni ha superato ogni fantasia: è riuscito a creare dei vasi sanguigni artificiali grazie a una stampante 3D. Con una collaborazione con le Università di Harvard e Stanford e il Massuchettes Institute of Technology, gli scienziati sono riusciti ad usare una bio-stampante per riprodurre il sistema circolatorio umano. Innanzitutto hanno creato minuscole fibre in quantità, a cui è stato assegnato il compito di fungere da impalcatura per i vasi artificiali. In una seconda fase le fibre sono state ricoperte di proteine e cellule, solidificate grazie alla luce. Infine, le fibre sono state rimosse ed è rimasta una rete di minuscoli canali ricoperti di cellule endoteliali umane, che si sono auto-organizzate formando capillari sanguigni stabili in meno di una settimana. Il passo avanti è da giganti per un futuro in cui sarà possibile stampare organi umani su misura.

L’ACQUA DELLA ISS SULLA TERRA
La tecnologia studiata per lo spazio aiuta a migliorare anche la vita sulla Terra. Ne è un esempio il filtro per il riciclo dell’acqua messo a punto per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale (Iss). Si tratta di uno strumento dotato di forellini minuscoli, in grado di rimuovere i nitrati e rendere l’ acqua potabile. Il filtro era già sceso sulla Terra, approdando nella base antartica italo-francese di Concordia, ma ora fa un salto nella vita degli abitanti di Sidi Taibi, in Marocco. Il progetto, sostenuto dall’Unesco, è dell’università di Kenitra e prevede che l’impianto di depurazione, alimentato con energia solare ed eolica, rifornisca di acqua una scuola di 1200 studenti. Il sistema prende spunto dalla Stazione spaziale, dove viene riprodotto artificialmente il ciclo dell’acqua attraverso il riuso di urina, sudore e acqua degli scarichi. L’acqua che si ottiene in questo modo è molto più pura di qualsiasi acqua minerale.

GUIDO FABIANI NOMINATO RAPPRESENTANTE DELLE REGIONI NELLA CABINA DI REGIA NAZIONALE PER LO SPAZIO
L’assessore allo Sviluppo economico e Attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani, è stato nominato rappresentante delle Regioni nella Cabina di Regia per la definizione della politica nazionale nel settore spaziale. La Cabina di Regia è stata voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per individuare una strategia operativa in materia di aerospazio e per analizzarne le ricadute economiche, industriali e occupazionali, sul tessuto produttivo nazionale. A dare l’annuncio della nomina è stato il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante il Salone internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio di Farnborough a Londra. "Questa nomina è una conferma dell’impegno della Regione Lazio in questa materia, che si è già concretizzato nei mesi scorsi con la promozione, da parte dell’amministrazione regionale, del progetto per la costruzione di un tavolo nazionale per il partenariato europeo per l’innovazione in materia di spazio", ha commentato Zingaretti.

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