Dalla Luna a Marte, il futuro degli obiettivi spaziali

Dalla Luna a Marte, il futuro degli obiettivi spaziali

superluna 12 luglio 2014La notte del 12 luglio la Luna ha incantato tutti: grande e luminosa ha affascinato chi ha alzato gli occhi al cielo. Moltissimi gli scatti fotografici diffusi sui social network ed è stata la Nasa a pubblicare un video con le immagini più spettacolari, visto più di 300.000 volte in tutto il mondo. Il nostro satellite si è mostrato in tutto il suo splendore: più grande del 14% rispetto al solito e più luminoso del 30%. Il fenomeno della Superluna, che avviene quando si verifica la coincidenza di una luna piena e del perigeo, cioè il momento di massima vicinanza tra la Terra e il nostro satellite, quest’anno dà spettacolo. Oltre al 12 luglio, sono altre due le date da segnare sul calendario. Le notti del 10 agosto e dell’8 settembre la Superluna splenderà di nuovo nei nostri cieli.


Proprio in questi giorni si festeggia un anniversario importante, che ha fatto la Storia dello spazio. Quarantacinque anni fa, il 20 luglio 1969, l’uomo mise piede sulla Luna per la prima volta. Quel giorno l’intera Terra trattenne il fiato. Fu Neil Armstrong, seguito dal collega Buzz Aldrin, a imprimere sul suolo lunare la prima impronta umana. In equipaggio con loro anche il collega Michael Collins che rimase in orbita alla guida del modulo che avrebbe riportato a casa gli astronauti. Probabilmente è stato l’evento più emozionante della storia spaziale, che ha aperto la via per l’esplorazione dell’Universo. La Nasa ha realizzato un poster emblematico per celebrare la ricorrenza. La celebre impronta di Armstrong sulla Luna è stata sfumata di rosso. Nella parte inferiore, sul poster, si vede il grigio del suolo lunare, mentre nella parte superiore il suolo diventa rosso. Proprio come quello di Marte: l’agenzia spaziale statunitense ha così voluto segnare la strada futura, che porta dritta al pianeta rosso.


Un grande sostenitore dell’esplorazione marziana è proprio Buzz Aldrin. In una lunga intervista telefonica rilasciata al Washington Post spiega l’importanza della memoria. Ricordare la missione Apollo 11, che portò il suo equipaggio sulla Luna, significa ricordare al mondo che possiamo ancora compiere missioni impossibili. Aldrin spiega subito che la sua ambizione verso Marte non è condivisa da Armstorng, che preferirebbe invece investire per tornare sulla Luna. La speranza di Aldrin, che ha 84 anni, è di vedere la conquista di Marte, con un atterraggio umano sulla sua superficie e la prospettiva di rimanerci, magari grazie a una collaborazione internazionale che includa anche la Cina. Il suo sogno, confessa, è che in occasione del mezzo secolo dall’allunaggio, il 20 luglio del 2019, il presidente Barack Obama annunci che l’impegno degli Stati Uniti sia di portare, entro un paio di decenni, la permanenza internazionale su Marte.
La Nasa prepara un avvicinamento a tappe al pianeta rosso. La fase intermedia prevede la conquista di un asteroide, tra il 2020 e il 2030. Questa conquista, così come altri esperimenti, serve per testare il grado di preparazione scientifica e tecnologica per poi debuttare su Marte. L’appuntamento più prossimo è per dicembre. E’ allora che avrà luogo il primo volo, senza equipaggio a bordo, della capsula Orion. Inizialmente pensata per essere una sorta di mezzo di emergenza per l’equipaggio della Stazione spaziale internazionale, è diventata protagonista delle prove tecniche di volo verso il pianeta rosso.


WEBB ALLA RICERCA DI ALIEN
Potrebbe essere il 2030 l’anno, entro il quale l’uomo non si sentirà più solo nell’universo. Ad esserne convinto Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, l’Inaf. Secondo Gratton la scoperta dei nuovi pianeti, esterni al Sistema Solare, sta facendo passi da gigante e più pianeti si scoprono maggiore è la possibilità di individuare specie viventi aliene. Una mano alla ricerca di altre forme di vita potrebbero arrivare dal nuovo telescopio spaziale James Webb e da una nuova categoria di osservatori a terra come l’European Extremely Large Telescope in Cile. Il lancio del telescopio Webb, realizzato congiuntamente da Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Canadese, è previsto nel 2018. ‘Se non dovessimo trovare nulla, ha spiegato il ricercatore italiano, vorrebbe dire che stiamo sbagliando qualcosa oppure che la vita sia più rara di quanto crediamo’.

SCOPERTA L’ORIGINE DELL’ALZHEIMER
Osservato in azione, per la prima volta, il meccanismo all’origine della malattia di Alzheimer. Pubblicato su Nature Communications, il risultato si deve ad una ricerca tutta italiana, condotta, nell’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello fondato dal Nobel Rita Levi Montalcini. A coordinare lo studio il neurobiologo Antonino Cattaneo, direttore del laboratorio sulle Malattie neurodegenerative dell’Ebri e docente della Scuola Normale Superiore di Pisa. La ricerca ha individuato in una cellula di criceto il sito in cui si formano le molecole tossiche che scatenano l’Alzheimer. Composte da pochi frammenti di Dna, le molecole formano la proteina beta-amiloide, responsabile delle placche tipiche della malattia. Prima di questo studio non si conosceva molto sulla catena di eventi che nelle cellule portano alla formazione della proteina beta-amiloide. Questa osservazione, secondo i ricercatori, potrebbe aprire nuove frontiere nel trattamento dell’Alzheimer ma cosa ancor più interessante, bloccare la malattia sul nascere.

GOOGLE, VIAGGIO NEL CORPO UMANO
Dopo aver setacciato e mappato ogni angolo della Terra, ora Google apre il fronte di una nuova e più ambiziosa sfida: creare una mappa del corpo umano sano. Si chiamerà ‘Baseline’ il progetto che si prefigge di dar vita alla ‘fotografia’ più precisa e dettagliata possibile di come si presenta un organismo in salute. A capo del complesso, quanto ambizioso progetto, Andrew Conrad, biologo molecolare, famoso per aver messo a punto test ad alto volume per individuare il virus Hiv nel plasma dei donatori. Ad affiancare il ricercatore, un team di oltre cento scienziati, che saranno impegnati a raccogliere tutte le possibili informazioni molecolari e genetiche su 175 individui. I dati saranno anonimi. Nei prossimi anni, il colosso statunitense del web, è pronto anche a far lievitare il numero di partecipanti la sperimentazione a oltre un migliaio.

ITALIA, INTERNET TROPPO LENTO
Nonostante l’esplicito richiamo del 2013 da parte dell’Unione Europea, l’Italia ha fatto registrare nel campo della diffusione della banda larga, solo qualche timido miglioramento. L’analisi arriva dall’annuale rapporto sul mercato delle tlc della Commissione Ue relativo al periodo 2012-2013. In particolare, si legge nel documento, ‘le penetrazioni della banda larga fissa tradizionale e di nuova generazione sono ancora molto al di sotto della media Ue’, e soprattutto l’Italia ‘è ultima nell’Ue per quanto riguarda la diffusione di quella da 30Mps e della copertura delle reti d’accesso di nuova generazione; il loro progresso è più lento di quello del resto del continente’ europeo. Inoltre, ‘la qualità delle linee di banda larga esistenti in termini di velocità sembra essere molto bassa rispetto alla media comunitaria, con solo il 18,4% degli abbonamenti con velocità superiori a 10 Mbps contro il 66% dell’Ue’. Nessun miglioramento, anzi fermo sul segno meno, l’andamento dei ricavi del settore tlc: dopo aver perso il 3,4% nel 2011 e poi il 6,1% nel 2012, il ricavo medio per utente si è assestato a 153 euro, ben inferiore alla media Ue di 187, anch’essa però in calo.

UNIVERSO DA CAPOGIRO, AFFASCINANTE VIAGGIO NELLO SPAZIO
Temperatura, luce, tempo, dimensioni, velocità, massa, suono, proprietà elettromagnetiche, gravità, densità. Sono questi i titoli dei dieci capitoli di ‘Universo da capogiro. Fenomeni estremi del cosmo’ scritto, per Edizioni Dedalo, da Bryan Gaensler, astronomo dell’Osservatorio di Sidney. Un lungo viaggio, in dieci tappe, per scoprire l’Universo come enorme laboratorio cosmico in cui si trovano corpi dalle proprietà estreme e in cui si verificano eventi ai limiti delle leggi fisiche e quasi impossibili da comprendere. ‘Riusciamo a pensare – scrive l’autore – in termini di ore, mesi, anni e possiamo visualizzare le distanze in metri o chilometri, ma numeri molto più grandi di questi perdono di significato. L’estensione e la scala dell’Universo vanno molto al di là di ciò che la nostra mente è in grado di comprendere ed elaborare. Eppure non tutto è perduto’.

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