Rosetta: missione compiuta. Raggiunta la cometa 67P. Il ruolo dell'Italia e dell'Asi

Rosetta: missione compiuta. Raggiunta la cometa 67P. Il ruolo dell’Italia e dell’Asi

ROMA – Dopo dieci anni di viaggio nello spazio e piu” di sei miliardi di chilometri percorsi, la sonda Rosetta ha raggiunto la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e orbita a 100 chilometri di distanza dal corpo celeste.

IL RUOLO DELL’ITALIA
– La missione dell”Agenzia spaziale europea (Esa) ha anche un cuore italiano. La partecipazione del nostro Paese e” avvenuta tramite il ruolo centrale dell”Agenzia spaziale italiana (Asi) e ha visto impegnate le aziende del gruppo Finmeccanica (Finmeccanica Selex ES, Telespazio e Thales Alenia Space), sia nella parte di progettazione ed esecuzione del lungo viaggio verso la cometa, sia per quanto riguarda l”ideazione di progetti di ricerca. Inoltre, e” stata l”Italia a realizzare diversi strumenti fondamentali per la riuscita della missione.

GLI STRUMENTI SCIENTIFICI DELLA SONDA – A bordo dell”orbiter tre strumenti su undici sono Made in Italy. Sotto la guida di Finmeccanica Selex ES sono stati realizzati Virtis e Giada. Di responsabilita” italiana anche la Wide Angle Camera (Wac)dello strumento Osiris. Virtis, acronimo di Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer, e” stato realizzato sotto la supervisione di Fabrizio Capaccioni dell”Iaps (Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, fa parte dell”Istituto Nazionale di Astofisica) e combina 3 canali di osservazione in un unico strumento, due dei quali saranno utilizzati nella ricostruzione della mappa spettrale del nucleo.

I dati ottenuti, combinati con i dati acquisiti da altri strumenti, saranno utilizzati per selezionare la zona sulla quale far posare il lander Philae, il cui atterraggio e” previsto per novembre. Lo strumento Giada, Grain Impact Analyser and Dust Accumulator, di cui e” principal investigator Alessandra Rotundi, dell”Universita” degli Studi di Napoli ”Parthenope", e” uno strumento in grado di analizzare le polveri e i piccoli grani di materiale presenti nella chioma della cometa misurandone le proprieta” fisiche e dinamiche, tra cui la dimensione, il rapporto tra materiale granuloso e quello gassoso, la velocita” delle particelle. La Wac, realizzata sotto la supervisione scientifica di Cesare Barbieri dell”Universita” di Padova, e” lo strumento principale della missione Rosetta per la raccolta delle immagini della cometa. E” progettato per lo studio accurato delle emissioni gassose della cometa sia nel visibile che nella banda UV.

L’ORBITER – Di fabbricazione Finmeccanica-Selex ES anche la preziosa navigation camera, che ha fornito le prime immagini della cometa, svelandone la forma, e il piu” esteso sistema di pannelli solari mai realizzato per una missione Esa (60 mq). Di stessa marca l”autonomous star tracker (STR) che, garantendo il corretto controllo d”assetto della sonda, ha contribuito al successo dell”operazione di riaccensione lo scorso 20 Gennaio.

IL LANDER – A bordo di Philae, il lander che atterrera” sulla cometa, parlano italiano il ”trapano” Sample Drill&Distribution (SD2) e il sottosistema dei pannelli solari, realizzati entrambi da Finmeccanica- Selex ES. Philae e” stato progettato e realizzato da Asi, Dlr e Cnes.

TELESPAZIO – Telespazio e” stata coinvolta in tutte le fasi della missione: dai primi scenari virtuali con il simulatore fino al momento, molto piu” concreto, del contatto con la cometa. Attraverso la controllata Telespazio VEGA Deutschland ha sviluppato infatti il simulatore per il Rosetta Orbiter e ha guidato la campagna di simulazione e formazione del Flight Control Team in tutte le fasi della missione. La societa” ha inoltre sviluppato il Mission Control System e il Mission Planning System, e suo personale fa parte dei team di Flight Control e Flight Dynamics di Rosetta. Infine, la societa” supporta le operazioni legate alla missione di Philae.

THALES ALENIA SPACE
– La missione Rosetta consolida la presenza e l”esperienza di Thales Alenia Space nella realizzazione di satelliti scientifici. L”azienda, joint venture tra Thales 67% e Finmeccanica 33%, ha preso parte alla missione Rosetta in qualita” di contraente principale per conto della capocommessa Airbus Defence and Space (prima Astrium) per le attivita’ di assemblaggio, integrazione e prove del satellite, per le quali ha provveduto anche alla definizione ed all’approvvigionamento delle attrezzature meccaniche ed elettriche di supporto a Terra, Mgse (Mechanical Ground Support Equipment) ed Egse (Electrical Ground Support Equipment). Rosetta e’ una missione dagli aspetti particolarmente complessi, primo fra tutti la sua lunga durata, che rendono qualificante il lavoro a livello sistemistico, di integrazione e verifica. Oltre al ruolo durante la campagna di lancio della sonda, Thales Alenia Space ha realizzato lo speciale trasponditore digitale di bordo del satellite, operante in banda S e X, essenziale per il collegamento tra la sonda e la Terra. Il Deep Space Transponder, infatti, e” un apparato estremamente innovativo e costituisce di la piattaforma di riferimento per le missioni interplanetarie. Di particolare rilevanza e” stata la verifica delle funzionalita” operative autonome di cui e” dotata la sonda in quanto, a causa delle notevole distanza da Terra, i segnali radio impiegano oltre 20 minuti per raggiungerla e altrettanti per arrivare al centro di controllo Esa di Darmstadt (Germania). [Dire]


Ancora poche ore e Rosetta, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) arriverà a soli 100 chilometri di distanza. E mentre le immagini della camera OSIRIS si fanno sempre più dettagliate, VIRTIS, il Visible Infrared and Thermal Imaging Spectrometer ha iniziato a misurare la temperatura del corpo ghiacciato, con risultati sorprendenti: la superficie sembra essere troppo calda per essere costituita da ghiaccio esposto, e sembra invece ricoperta di un materiale scuro e polveroso. Le osservazioni sono state realizzate tra il 13 e il 21 di Luglio, quando Rosetta si trovava a circa 10.000 Km dalla cometa.


PROGRAMMA della GIORNATA

09:30 Doors open at ESOC H-building (1st floor)

10:00 Welcome, by Thomas Reiter, ESA’s Director of Human Spaceflight and Mission Operations and Head of the European Space Operations Centre, ESOC

10:05–10:45 Addresses by:
– ESA Director General Jean-Jacques Dordain
– Parliamentary State Secretary Brigitte Zypries, Air and Space Coordinator for the German Federal Government (BMWE)
– Johann-Dietrich Wörner, Chairman of the DLR German Aerospace Center
– Jean-Yves Le Gall, President of the French space agency, CNES
– Roberto Battiston, President of the Italian space agency, ASI (TBC)
– Alvaro Giménez, ESA’s Director of Science and Robotic Exploration

10:45–11:25 First scientific findings and images from Rosetta’s approach:
– Matt Taylor, ESA Rosetta mission scientist
– Holger Sierks, MPS Göttingen, Germany (PI, OSIRIS instrument)
– Samuel Gulkis, NASA JPL, Pasadena, USA (PI, MIRO instrument)
– Fabrizio Capaccioni, INAF-IAPS, Rome, Italy (PI, VIRTIS instrument)

11:25–12:00 Mission operations and expected arrival at the comet
– Paolo Ferri, Head of Mission Operations Dept., ESA, Darmstadt
– Andrea Accomazzo, ESA Rosetta Flight Director
– Sylvain Lodiot, ESA Rosetta Spacecraft Operations Manager
– Frank Budnik, ESA Rosetta Flight Dynamics expert

12:00 Lunch

13:00 Press briefing at the new Media Centre, ESOC H building, (Ground floor)
– Moderated interactive session with Rosetta scientists and mission experts to set the scene for upcoming science operations and preparations for the landing
– Presentation of the latest high-resolution image of the comet

14:30 Q & A for media representatives

15:00 End of event, Media Centre closes


Watch live streaming video from eurospaceagency at livestream.com

A questa distanza ancora elevata, la cometa copriva solo pochi pixels nel campo di vista di VIRTIS e per questo non era possibile determinare le temperature di singole zone della cometa. Ma raccogliendo la luce proveniente da tutta la superficie del corpo, il team scientifico ha determinato una temperatura media di circa -70ºC. Una temperatura che, a prima vista, potrebbe sembrare molto fredda se confrontata con le condizioni terrestri, ma che in realtà risulta almeno 20 o 30 gradi più alta di quella che avrebbe una cometa con una superficie esclusivamente di ghiaccio.


“Questo risultato è molto interessante perchè ci fornisce i primi indizi sulla composizione e sulle caratteristiche fisiche della superficie” dichiara Fabrizio Capaccioni, dello INAF-IAPS, principal investigator di VIRTIS. Già dalla osservazioni fatte da Terra, la cometa 67P/C-G era nota per avere una bassa riflettanza (capacità di riflettere la luce), escludendo così l’eventualità di una superficie simile a una pista di pattinaggio, ghiacciata e completamente pulita. Questo nuovo risultato ottenuto da distanza sempre più ravvicinata suggerisce che la superficie dovrebbe essere coperta per la maggior parte da un materiale scuro e polveroso, che possa essere scaldato più facilmente dalla luce del sole.


“Questo non esclude la presenza di zone ghiacciate e relativamente pulite e molto presto, VIRTIS sarà in grado di generare delle mappe di temperature il cui dettaglio potrà evidenziare queste variazioni locali,” aggiunge Capaccioni.


VIRTIS studierà anche la variazione giornaliera della temperatura superficiale di zone specifiche della cometa, per comprendere quanto velocemente la superficie si scaldi con l’illuminazione solare, proprietà strettamente legata a conduttività, densità e porosità dello strato più superficiale (dell’ordine di qualche decina di centimetri). Queste proprietà saranno molto importanti per determinare il luogo di atterraggio del lander Philae. Ma anche per misurare i cambiamenti di temperatura e di comportamento mentre la cometa seguirà la sua orbita, avvicinandosi al Sole rispetto alle distanze atttuali. Matt Taylor, project scientist dell’ESA di Rosetta, conclude dicendo che “VIRTIS combinando i suoi dati con le misure degli altri strumenti dell’orbiter fornirà una descrizione dettagliata delle proprietà fisiche della superficie e dei gas del coma, verificando come queste condizioni cambino tra il giorno e la notte e mentre la cometa compie il suo viaggio di avvicinamento al Sole.

CURIOSITA’
Nel 1986 la sonda Giotto arrivò a 560 chilometri dalla cometa Halley, incrociando velocemente la sua coda ad oltre 20 chilometri al secondo. Rosetta, invece, arriverà per restare”
“67/C-G si sta rivelando già da oggi una vera sorpresa – dichiara il coordinatore scientifico dell’ASI Enrico Flamini- che le comete fossero oggetti particolari, sia dal punto di vista dinamico che chimico-fisico, il cui studio è fondamentale per comprendere l’origine del sistema solare, non è cosa nuova anzi era proprio il motivo principale su cui si basa la missione Rosetta. Penso che ci saranno altre sorprese nelle prossime settimane, quando arriveremo ad appena 100Km dalla cometa. Gli strumenti che abbiamo realizzato, come lo spettrometro VIRTIS o GIADA, il Grain Impact Analyser and Dust Accumulator, sono stati pensati per questi scenari ed i risultati di oggi ce lo stanno dimostrando!”

ROMA – Domani la sonda Rosetta, realizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa) con il contributo della Nasa, raggiungerà la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dopo un viaggio nello spazio durato dieci anni. Sonda e cometa viaggeranno affiancate e nel novembre 2014 è previsto l’atterraggio del lander Philae sulla superficie del corpo celeste, impresa mai tentata prima. Lo scopo della missione è raccogliere informazioni per decifrare gli enigmi del complesso linguaggio della nebulosa protoplanetaria che ha costruito i mattoni che hanno formato il nostro Sistema Solare come lo vediamo oggi. Rosetta sarà in grado di comunicare e inviare dati scientifici fino a dicembre del 2015. 

IL RUOLO DELL’ITALIA – La partecipazione italiana alla missione consiste in tre strumenti scientifici a bordo dell’orbiter: Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) sotto la responsabilità scientifica dell’Iaps (Inaf Roma), Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) sotto la responsabilità scientifica dell’Università Parthenope di Napoli, e la Wac (Wide Angle Camera) di Osiris (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilità scientifica dell’Università di Padova. A bordo del lander, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sampler Drill & Distribution), sotto la responsabilità scientifica del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari.

IL PRESIDENTE DELL’ASI – "L’appuntamento di domani sarà un momento particolamente importante per la storia dell’esplorazione dell’Universo, ci aspettiamo molte informazioni sulla formazione del nostra sistema solare- commenta Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi)-. La sonda Rosetta rappresenta uno dei molti fronti di impegno per l’Asi in campo internazionale ed europeo".

LA STORIA DELLA MISSIONE – Lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou, nella Guyana Francese, Rosetta ha percorso finora più di 6.000 milioni di kilometri. Nel suo percorso si contano diversi incontri: la sonda ha sfruttato l’effetto ‘fionda gravitazionale’ (gravity assist) una volta attorno a Marte e tre volte attorno alla Terra; ha avuto incontri ravvicinati (fly-by) con gli asteroidi ‘Steins’ nel 2008 e ‘Lutetia’ nel 2010. Il suo percorso è poi proseguito in stato di ibernazione: per la parte più lontana dal Sole, quando ha viaggiato verso l’orbita di Giove dove i suoi pannelli solari non potevano garantire sufficiente energia per gli strumenti ed apparati di bordo, Rosetta è stata messa in profondo letargo per 31 mesi. Si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno e senza segnali provenienti dalla Terra, il 20 gennaio scorso. Dopo il risveglio, Rosetta ha proseguito l’avventura alla volta della tappa finale e principale del suo epico viaggio: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che raggiungerà domani e scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015, con l’obiettivo di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche della cometa e sulla superficie della quale atterrerà il lander Philea, trasportato da Rosetta. [Dire]


Per festeggiare questo attesissimo evento, l’Esa sta organizzando una giornata celebrativa presso lo European Space Operations Centre di Darmstadt, in Germania. La missione di Rosetta rappresenta infatti una grande scommessa per l’Europa come per l’Italia, considerando che sono italiani otto dei 21 strumenti a bordo della sonda e del lander Philae

VIRTIS e’ stato realizzato da un consorzio italo-franco-tedesco sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF, che guida anche le fasi operative. Il consorzio include Laboratoire d’études spatiales et d’instrumentation en astrophysique dell’Obervatoire de Paris, FR, e l’ Institut für Planetenforschung DLR, DE. La produzione dello strumento e la fornitura ad ESA è stata gestita dall’Agenzia Spaziale Italiana I, integrando i contributi realizzati con finanziamenti del Centre National dEtudes Spatiales (CNES), FR, e del Deutsches Zentrum fr Luft- und Raumfahrt (DLR), DE. Si ringraziano il Rosetta Science Operations Centre ed il Mission Operation Center dell’ESA per il supporto nelle fasi operative. I dati calibrati dello strumento VIRTIS saranno disponibili attraverso il Planetary Science Archive (PSA) dell’ESA.
Rosetta è una missione dell’ESA con contributi dei suoi stati membri e della NASA. Il lander Philae è stato sviluppato da un consorzio internazionale a guida di DLR, MPS, CNES e ASI. La partecipazione italiana alla missione consiste in tre strumenti scientifici a bordo dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) sotto la responsabilità scientifica dell’INAF-IAPS, GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) sotto la responsabilità scientifica dell’Università Parthenope di Napoli, e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilità scientifica dell’Università di Padova. A bordo del lander, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sampler Drill & Distribution), sotto la responsabilità scientifica del Politecnico di Milano, e il sottosistema dei pannelli solari. [ASI]

Rosetta spacecraft will orbit a comet and release a lander.
Source SPACE.com: All about our solar system, outer space and exploration


La missione dell’Esa, partita nel 2004, si trova in questi mesi in una fase di osservazione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, su cui è previsto l’atterraggio del lander Philae il prossimo novembre. Grazie alle immagini inviate a Terra, riprese dallo strumento Osiris, alla cui costruzione l’Italia ha data un contributo determinante, gli scienziati hanno appreso che la cometa di Rosetta è un corpo celeste mai visto prima. Ha la forma di due corpi distinti tenuti insieme da una sorta di ponte. Per questa sua caratteristica è stata prontamente ribattezzata ‘papera di gomma spaziale’. E’ stato realizzato anche un filmato con 36 immagini, in cui la cometa viene mostrata in tutte le sfaccettature attualmente conosciute. La ripresa della camera fotografica dello strumento Osiris è stata realizzata da 12.000 chilometri di distanza e mostra, sequenzialmente, la rotazione del corpo celeste su se stesso, con un periodo di 12,4 ore, in cui è evidente la sua natura binaria.


Ma non è tutto. Le immagini mostrano anche una superficie martoriata da un probabile bombardamento di meteoriti che è avvenuto durante la formazione del Sistema Solare. E’ possibile, quindi, che la cometa sia il risultato della fusione di due corpi celesti preesistenti. L’attenzione è ora rivolta al delicato momento dell’atterraggio del lander Philae, sperando che i dettagli inaspettati che la cometa riserva non creino ostacoli imprevisti. Le fasi della missione, lo ricordiamo, prevedono, oltre all’atterraggio, un affiancamento della sonda Rosetta alla cometa, fino al momento in cui questa raggiungerà il sole e si trasformerà in uno splendido corpo celeste con una scia luminosa lunga milioni di chilometri.

Le manovre sono tante e complicate, ma proprio questo rende la missione dell’Agenzia spaziale europea una sfida storica. L’Italia partecipa con tre strumenti scientifici presenti sull’orbiter. Si tratta di Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) , che si occuperà a partire da agosto della mappatura della cometa, Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator ) e la Wac (Wide Angle Camera) di Osiris. A bordo del lander, invece, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (SD2), ed il sottosistema dei pannelli solari.


Non è la prima volta che la cometa riserva delle sorprese. Era successo solo poche settimane fa, quando gli scienziati si accorsero, con grande anticipo rispetto al previsto, che la cometa era piena d’acqua. La cometa rilascia infatti l’equivalente di due bicchieri d’acqua terrestri ogni secondo. La scoperta è arrivata precocemente grazie allo strumento a microonde dell’orbiter di Rosetta (Miro). La scoperta del vapore acqueo ha implicazioni non solo per quello che riguarda la nostra conoscenza delle comete, ma anche per la pianificazione della missione di Rosetta, soprattutto in previsione dell’atterraggio.


Gli obiettivi di Rosetta sono molto ambiziosi. Si ritiene che grazie allo studio della cometa si possano ricavare informazioni basilari per comprendere cosa accadde esattamente quando il Sistema solare si formò, 4 miliardi di anni fa. E’ possibile trovare ‘ a bordo’ della cometa dei materiali inalterati, che risalgono proprio a quel periodo. La missione di Rosetta è quella di decifrare il linguaggio profondo dell’Universo. I risultati sono, naturalmente, attesissimi. Forse per propiziare la buona riuscita della missione, nel suo viaggio verso l’ignoto, i nomi assegnati ai vari elementi non sono casuali. Rosetta si chiama così in onore della celebre stele, che, scoperta nell’Ottocento nella città egiziana di Rashid, poi rinominata ‘Rosetta’, ha dato agli studiosi la chiave per leggere i geroglifici. Sembrava un rompicapo, invece il ritrovamento di uno stesso testo sulla stele, scritto in geroglifico, demotico e greco, ha spalancato la porta verso la comprensione della scrittura degli antichi egizi. Stesso discorso per il lander Philae, così chiamato in onore dell’isola egiziana in cui venne rinvenuto l’obelisco con un’iscrizione bilingue contenente i nomi di Cleopatra e Tolomeo in geroglifico.


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