Rosetta, si prepara all'incontro con la cometa 67/P e l'Esa conferma la scelta del 'sito J'

Rosetta, si prepara all’incontro con la cometa 67/P e l’Esa conferma la scelta del ‘sito J’

Il dado è tratto: la sonda Rosetta rilascerà il lander Philae sul cosiddetto ‘Sito J’ della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Il via libera è arrivato direttamente dall’Esa, che, un mese fa, aveva individuato la zona per il primo accometaggio della Storia.
LE FASI – Segnate la data sul calendario: il 12 novembre potrebbe finire sui libri. Tutte le attenzioni del mondo scientifico saranno concentrate su quell’area situata nel più piccolo dei due lobi della cometa. Dopo attente revisioni e analisi l’ok per il ‘sito J’ ha dato il via alla fase più appassionante della missione. Alle 08.35 ora di Greenwich la sonda Rosetta si posizionerà a una distanza di circa 22 chilometri e mezzo dalla cometa e rilascerà il lander Philae. L’accometaggio avverrà più o meno sette ore dopo. La comunicazione del rilascio arriverà sulla Terra in 28 minuti e 20 secondi. Questo significa che apprenderemo se la prima fase è stata eseguita non prima delle 9.03 e delle 16 se l’accometaggio ha avuto luogo.


“Adesso che sappiamo esattamente ciò a cui puntiamo, siamo a un importante passo che ci avvicina alla realizzazione di questa eccitante ma rischiosa operazione”, ha commentato il mission manager di Rosetta, Fred Jansen. Ma prima di quel momento, sono ancora molte le fasi cruciali da affrontare. Vediamo di cosa si tratta.


LE DECISIONI GO/NO-GO – Il primo ‘ok’ alla fase di accometaggio è atteso per l’11 novembre, quando il team che sovrintende la dinamica del volo confermerà se la sonda è sulla giusta traiettoria per procedere al rilascio. Durante la notte tra l’11 e il 12 novembre sarà poi la volta delle decisioni riguardanti la preparazione e le interconnessioni dei comandi. Infine, è attesa la conferma che il lander è pronto per la separazione. Una breve manovra per il posizionamento sarà eseguita più o meno due ore prima della separazione. L’ultimo via libera arriverà poco dopo questo momento.
In seguito al rilascio di ‘Philae’ Rosetta farà manovra di allontanamento dalla cometa, prima di riorientarsi allo scopo di stabilire la comunicazione con il lander, che dovrebbe avvenire due ore dopo il rilascio.


Durante la sua discesa lunga sette ore, Philae scatterà delle immagini e condurrà degli esperimenti su polveri, gas e plasma intorno alla cometa. Non solo. Scatterà anche una foto d’addio verso la sonda Rosetta, in aggiunta a quelle del faccia a faccia con 67P/Churyumov–Gerasimenko. Una volta arrivato sulla superficie, Philae manderà immagini del paesaggio intorno a sé. La prima sequenza di esperimenti scientifici sulla superficie avverrà entro un’ora dall’accometaggio e durerà 64 ore, dipendendo dalla durata della prima batteria. Gli studi a lungo termine dipenderanno da per quanto tempo e quanto bene le batterie saranno in grado di ricaricarsi, il che dipende anche dalla quantità di polvere che si depositerà sui suoi pannelli. La missione di Philae si protrarrà al massimo fino a marzo 2015, quando l’eccessiva vicinanza col Sole alzerà così tanto le temperature da rendere impossibile la sua sopravvivenza.
Invece l’orbiter continuerà la sua missione per molto più tempo. Accompagnerà la cometa nella sua evoluzione fino al momento di massima vicinanza con il Sole, che avverrà ad agosto 2015, quando, insieme, guarderanno fuori dal Sistema Solare.
Rosetta è una missione dell’Agenzia spaziale europea, la cui avventura è iniziata dieci anni fa. Ha vissuto momenti delicati, Rosetta. Primo fra tutti quello che ha previsto la sua ibernazione per un viaggio di 800 milioni di chilometri di gelo oltre l’orbita di Giove. Lo scorso lunedì 20 gennaio si risvegliò dal suo lungo inverno e da allora la cavalcata verso la cometa è stata inarrestabile. Ora l’arrivo alla fase più eccezionale del suo viaggio. Quella che ci potrebbe svelare qualcosa in più sulle origini del nostro Sistema Solare.

ROSETTA, L’ULTIMO SELFIE PRIMA DELL’ACCOMETAGGIO
Lo scorso 7 ottobre la sonda Rosetta ci ha regalato uno splendido autoscatto che la ritrae insieme alla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko: è l’ultima volta in cui vediamo immagini di questo tipo, scattate con lo strumento Civa, destinato a sbarcare sul corpo celeste insieme al lander Philae. La prossima immagine che arriverà a Terra è prevista per novembre, dopo il ‘rilascio’ di Philae sulla superficie del corpo celeste. Si tratterà di scatti realizzati sia al momento del rilascio, quando l’orbiter si girerà verso la sonda, sia durante e dopo la discesa. Il ‘sito J’, che indica l’area dell’accometaggio, è intanto in cerca di un nome. Il 17 ottobre parte il concorso bandito da Esa, portato avanti in Italia da Asi e Inaf.

APEX DA’ LA CACCIA AI SEGRETI DELLE ‘METROPOLI’ GALATTICHE
Gli scienziati si sono messi sulle tracce della formazione stellare nascosta nell’ammasso della Tela di Ragno. Hanno usato lo strumento Laboca, una camera montata sul telescopio Apex, per diradare la polvere in cui la formazione stellare era nascosta e hanno avuto una sorpresa: hanno trovato quello che cercavano, ma in un luogo diverso dal previsto. “Questa megalopoli si sta sviluppando in modo asimmetrico”, ha spiegato Helmut Dannerbauer dell’ Università di Vienna, a capo del team che ha lavorato utilizzando i telescopi dell’Eso, a 5050 metri sul livello del mare. Gli scienziati si aspettavano di trovare le regioni di formazione stellare nei grandi filamenti che collegano le galassie. Invece, l’hanno trovata concentrata per la maggior parte in una singola regione, che per di più non è nemmeno centrata sulla galassia Tela di Ragno nel proto-ammasso. Un prezioso tassello che va ad aggiungersi alla conoscenza dei fenomeni più grandi dell’Universo.

AEROSPAZIO, LE POSSIBILITA’ DI LAVORO AUMENTANO
Il settore aerospaziale continua a far registrare in alcuni suoi settori non solo un significativo progresso dal punto di vista tecnologico, ma anche per quanto riguarda le attività di business e lo sviluppo occupazionale. Per far incontrare le istituzioni e gli operatori industriali Pagnanelli Risk Solutions Ltd e l’Università Parthenope hanno organizzato un convegno che si svolgerà il 22 e 23 ottobre a Napoli. La due giorni ‘Creare opportunità di lavoro attraverso l’aerospazio’ , che si svolge nell’ambito del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, spingerà su tre temi: l’aviazione generale, i droni e il turismo spaziale. Saranno anche presentate le esperienze di successo di giovani start-up, soprattutto attive nel centro-sud d’Italia.

L’OCCHIO DEL FUTURO VEDE A 36 COLORI
Si chiamano Transfers Field Detectors (Tfd) e costituiscono un sistema in grado di migliorare di 12 volte le informazioni sui colori acquisibili dall’occhio umano e dalle fotocamere tradizionali. Ci riescono grazie all’uso di sensori al silicio, realizzati al Politecnico di Milano, combinati con una matrice di filtri multispettrali, anziché con quelli tradizionali che usano solo i canali Rgb (rosso, verde e blu). In questo modo si può contare su un totale di 36 canali di colori. Il nuovo sistema è stato presentato sulle pagine di Applied Optics.


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