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WhatsApp vietato ai minori di 16 anni e ai filo-terroristi

whatsapp-vietatoROMA – Anche la chat più famosa del mondo ha i suoi paletti: WhatsApp ha una serie di restrizioni che forse nessuno conosce.
Come tutti i programmi del resto, anche il servizio di messaggistica istantanea durante la fase d’installazione richiede la lettura del contratto di licenza, che in pochi solitamente leggono.
Vuoi per tempo, vuoi per liunghezza, tendiamo sempre ad accettare le condizioni inconsapevoli di quello che contengono.
Nel caso di WhatsApp, in particolare spunta una curiosità.
“Non è consentito utilizzare il servizio di WhatsApp ai minori di 16 anni”, cita l’articolo 9 dei termini di servizi, “salvo consenso dei genitori o del tutore legale”.
Fa sorridere, se pensiamo che la maggior parte degli utenti finali sono adolescenti, anche più giovani dei 16 anni citati.
Ai tempi del mondo 2.0 la privacy è sotto costante minaccia di violazione.
Non deve stupire, quindi, se anche WhatsApp si tuteli contro l’appropriazione indebita di informazioni sensibili dei minori (ricordiamo che negli USA la maggiore età è 16 anni).
Oltre questo divieto, leggendo con attenzione, ne compaiono molti altri.
Ad esempio, ne è vietato l’utilizzo ai Paesi con embargo da parte del governo degli Stati Uniti, così come per quelli dei territori ritenuti filo-terroristi.
Infine, è anche vietato inviare messaggi con contenuti offensivi, razzisti e pornografici.