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Trapianto di testa effettuato su una scimmia viva: sull’uomo nel 2017

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ROMA – Da circa un anno il dottor Sergio Canavero è rimbalzato sulle prime pagine internazionali sostenendo di voler effettuare un trapianto di testa umana nel 2017.
Dopo aver scelto l’equipe per il fantascientifico intervento ed aver trovato un volontario, il chirurgo italiano ha recentemente annunciato di aver completato con successo la procedura su una scimmia viva.
Per il dottor Canavero si tratta di un traguardo importante verso il trapianto completo di testa umano.
“Adesso abbiamo terminato gli esperimenti sugli animali –ha affermato Canavero-. Confermo che in Cina l’intervento sarà realizzato nel 2017. Abbiamo già cominciato gli studi umani sui cadaveri. Ma in parallelo alla Cina, vogliamo realizzare un intervento anche in Russia, abbiamo già l’ospedale che ospiterebbe l’operazione, ma ci mancano i soldi. Abbiamo chiesto finanziamenti a diversi milionari, a partire dal creatore di Facebook Mark Zuckerberg che sta già dando molti soldi alla ricerca per l’estensione della vita. Anche il Vietnam si è proposto per ospitare i prossimi interventi”.

L’intervento sulla scimmia sarebbe stato eseguito nella clinica universitaria di Harbin, in Cina.
L’equipe, come ha riferito Canavero, ha effettuato con successo il collegamento dei vasi sanguigni ma non ha provato ad intervenire sul midollo spinale.
La scimmia, ha aggiunto il chirurgo, è stata tenuta in vita solo 20 ore dopo l’operazione per motivi etici.

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“Innanzitutto –ha spiegato Canavero a Radio Cusano Campus- abbiamo dimostrato che un midollo tagliato in maniera a-traumatica, cioè con una lama molto sottile senza danneggiare il midollo, entro 4 settimane gli animali recuperano la marcia. Questo dimostra che avevano torto tutti quelli che avevano abbaiato contro il progetto dicendo che una volta tagliato il midollo non si può più ricongiungere”.
Non è noto se l’animale poteva sentire dolore in alcune parti del corpo.

In futuro l’intervento potrebbe essere realizzato anche in relazione al cambio di sesso.
“Il transessualismo è una condizione tremenda che porta tante persone a suicidarsi –ha affermato Canavero-. Sicuramente il trapianto di testa fra uomo e donna e viceversa potrebbe essere una valida soluzione per il cambio di sesso. Chiaramente il primo paziente sarà un paraplegico, ma il secondo paziente potrebbe essere proprio un transessuale. Questo però non dipende da me, dipende dalla società. Sicuramente una cosa del genere non si farà mai in un Paese arretrato come l’Italia. L’Italia è un Paese incapace di fare squadra, io sono dovuto andare all’estero, come da sempre hanno fatto le migliori menti italiane, a partire da Cristoforo Colombo”.

Il Ren Xiaoping dell’Harbin Medical University in Cina ha condotto dal 2013 ad oggi 1.000 trapianti di testa su topi.
Ha testato vari metodi per fermare il rigetto dei nuovi corpi, o delle teste, ed è riuscito a raggiungere un tasso di sopravvivenza di una giornata.
Ma c’è chiaramente molto lavoro da fare per dare a un essere umano qualsiasi possibilità di sopravvivenza.

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La procedura

Con l’operazione umana, il nuovo corpo verrebbe da un donatore deceduto per morte cerebrale, ma in buona salute.
Donatore e paziente avrebbero la testa separata dal loro midollo spinale, nello stesso momento, utilizzando una lama ultra affilata per dare un taglio netto.

La testa del paziente dovrebbe quindi essere posta sul corpo del donatore e fissata con quello che il dottor Canavero chiama il suo ‘ingrediente magico’ – una sostanza simile a colla detta polietilene glicole – fondendo insieme le due estremità del midollo spinale.
I muscoli e i vasi sanguigni verrebbero collegati mediante piccoli tubi (anastomosi vascolare).

Il paziente sarebbe poi mantenuto in coma per 28 giorni al fine di impedirgli i movimenti e permettere a corpo e testa di guarire insieme.
Al suo risveglio, il paziente dovrebbero essere in grado di girare il collo.
Forti farmaci immunosoppressori dovrebbero impedire il rigetto.

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Al risveglio, il paziente deve essere in grado di muoversi, sentire la faccia e parlare con la stessa voce.
Ma entrambi gli esperti ammettono che ci sono molte difficoltà tecniche da superare durante il collegamento del sistema nervoso con i vasi sanguigni e il midollo spinale e che avranno bisogno di progettare attrezzature specialistiche per avere una possibilità di eseguire un trapianto di testa efficace su un essere umano.
E gli enti etici potrebbero ostacolare la procedura innovativa e controversa.
I critici dicono che i piani del dottor Canavero sono ‘pura fantasia’, tanto da avergli affiabbato il soprannome “dottor Frankenstein”.
Per quanto bizzarra, la procedura di trapianto di testa è già stata effettuata nel 1970.

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In un esperimento il neurochirurgo Robert White trapiantò la testa di una scimmia sul corpo di un’altra.
La procedura fu in una certa misura un successo: l’animale sopravvisse per qualche giorno.
Prima ancora di White, negli anni ’50, lo scienziato russo Vladimir Demikhov fu un pioniere del trapianto di teste, utilizzando i cani come cavie.