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Questa è Omo, una rara e meravigliosa giraffa bianca

ROMA – Con i suoi 15 mesi di vita, Omo è un doppio miracolo.
La giraffa bianca avvistata in Tanzania è un esemplare rarissimo.
Oltretutto, è riuscita a sopravvivere fino ad oggi nonostante la metà dei cuccioli di giraffa muoiano nel  primo anno di vita, prede di iene e leoni.
Omo, chiamata con il nome di un noto detergente locale, vive al Tarangire National Park, dove non si vedevano giraffe bianche da almeno 20 anni.

giraffa bianca


Sebbene possa sembrare un caso di albinismo, si tratta in realtà di un caso di leucismo.
La condizione genetica rara impedisce a molte delle sue cellule della pelle di produrre la pigmentazione, lasciandole il busto e il viso di un bianco spettrale.
Gli occhi sono un rapido indizio per distinguere le due condizioni: nell’albinismo gli occhi sono rossi, ma mentre gli animali leucisti mantengono il loro colore normale.
Anche se si verifica in un certo numero di specie, gli individui non sono sempre bianchi; gli ippopotami leucistici, per esempio, sono di un rosa maculato.
Nonostante la sua diversità,  Omo è stata accettata tranquillamente dalle altre giraffe.

La giraffa è l’animale nazionale della Tanzania, di conseguenza, è una specie protetta, la cui caccia è illegale.
Tuttavia, circa il 50 per cento della popolazione viene uccisa durante il suo primo anno di vita a causa di predatori come leoni, leopardi e iene.
Ma come sempre, è l’uomo l’artefice della pericolosa diminuzione degli esemplari.
Il bracconaggio di carne di animali selvatici è  un problema, non solo per quelli come Omo, ma per tutte le specie di giraffa pure.
Un decennio fa iniziò a circolare la voce che il cervello e il midollo osseo dell giraffe poteva curare l’AIDS e l’HIV, rendendo la sopravvivenza della specie ancora più precaria.

Per fortuna, Omo vive in un parco nazionale, dove ci sono le misure anti-bracconaggio, dando alla rara giraffa bianca una migliore possibilità di sopravvivenza.