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WhatsApp, un miliardo di ‘voci’ attive

whatsappROMA – “Ad oggi, un miliardo di persone usa WhatsApp. Vuol dire che quasi una persona su sette sulla Terra usa WhatsApp ogni mese per restare in contatto con i propri cari, amici e familiari. Siamo orgogliosi di questo traguardo, e siamo onorati degli straordinari modi in cui tutti voi avete usato WhatsApp”.

Si apre così l’ultimo post – quello di ieri, 1 febbraio -, sul blog ufficiale di WhatsApp. Un annuncio senza troppi trionfalismi quasi fosse normale, per un’azienda, annunciare un miliardo di ‘clienti’ attivi al mese. Un successo straordinario che segue quello del 22 aprile 2014 quando la società annunciò il tetto dei 500mila utenti attivi. Meno di un biennio per raddoppiare il parco dei suoi estimatori, quelli che hanno contribuito, senza mai pentirsi, alla perdita di appeal e alla quasi scomparsa degli ‘antidiluviani’ sms.

WhatsApp è il tipico esempio di un’azienda che sa rinnovarsi per stare al passo con i tempi, quella in grado di interpretare i bisogni dei suoi utenti e renderli possibili. Basta guardare quanto siaWhatsapp-2 cambiata negli ultimi tempi per capirne la portata. Prima l’approdo sui computer. “Oggi, per la prima volta – si leggeva sul blog aziendale del 21 gennaio 2015 – milioni di voi avranno la possibilità di usare WhatsApp sul proprio browser. Il nostro client web è semplicemente un’estensione del vostro telefono: il browser riflette le conversazioni e i messaggi del telefono – questo significa che tutti i messaggi risiedono ancora sul telefono. Per collegare il browser al client WhatsApp, basta andare qui dal browser Google Chrome”.

A seguire il grande colpo della cancellazione del canone di abbonamento. Dal 18 gennaio 2016 i 99 centesimi l’anno, infatti, non si pagano più. A seguire l’annuncio ufficiale che l’app non sarà invasa dalla pubblicità. Altra cosa molto apprezzata dagli utenti. Come si sostenterà ora l’azienda è difficile a dirsi. Del resto Mark Zuckerberg l’ha comprata per farci business e, forse, anche per rientrare dei 19 miliardi di dollari sborsati per l’acquisto dell’app. Secondo alcuni analisti una sorta di pagamento potrebbe essere richiesto solo per le comunicazioni da e per le aziende. Salve quindi le comunicazioni private “che si tratti di condividere informazioni vitali durante un disastro naturale o una emergenza sanitaria, di darsi appuntamento, di far crescere una piccola azienda, di acquistare un anello di fidanzamento, o di cercare una vita migliore – siamo onorati di far parte di ciò che le persone stanno facendo per rendere la loro vita e la vita di coloro che le circonda migliore”.