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Febbraio “made in Japan” al cinema, tra storie di gatti e ladri “incorregibili”

Febbraio “made in Japan” al cinema, tra storie di gatti e ladri “incorregibili”

LA RICOMPENSA DEL GATTO

ROMA – Lo Studio Ghibli è la Walt Disney del Sol Levante. Anzi, qualcosa di più visto che negli stabilimenti di Tokyo si producono lungometraggi animati, serie tv, cortometraggi, video clip, spot pubblicitari e videogiochi.  Oltre ovviamente i film tradizionali. Molti grandi titoli sono passati da qui, dall’azienda che ha preso il proprio nome dal vento caldo di scirocco. I primi in Italia a rendersi conto del valore delle produzioni di Ghibli sono stati i responsabili delle televisioni locali. Poi arrivò Italia Uno e per anni il pomeriggio era targato Ghibli, anche se nessuno di noi ha memorizzato quel nome. Piuttosto, per generazioni di bimbi e genitori, era impossibile dimenticare le note delle sigle musicali. Basta un esempio: Cristina d’Avena, interprete delle sigle dei cartoni delle reti Mediaset, per anni è stata addirittura nelle prime posizioni in classifica dei dischi più venduti.

Ghibli è uno dei simboli di un’epoca che non conosce crisi. Ma non l’unico. La scuola giapponese merita di essere apprezzata e molti film, d’animazione e non, non hanno età e meritano attenzione. La stessa attenzione proposta da The Space con il film d’animazione “La ricompensa del gatto” (9 e 10 febbraio) e con il film “Le avventure di Lupin III (22,2 e 24 febbraio).

LA RICOMPENSA DEL GATTO CINEMA

“La ricompensa del gatto” è diretto da uno dei migliori registi giapponesi, Hiroyuki Morita ed è prodotto dallo Studio Ghibli. Fece il suo esordio in Italia nel 2005 mentre oggi viene distribuito da Lucky Red. È la storia di Haru, una ragazzina delle superiori che ha la passione di salvare gatti.  Questa volta addirittura “il principe dei gatti” che la conduce dal re dei gatti. Sua maestà pretende il matrimonio tra il figlio e la studentessa. Alla fine Haru riuscirà a fuggire dal “regno dei gatti” e il principe, tutt’altro che deluso, potrà sposare una gattina del reame.

Adatto a un pubblico più maturo Lupin III, che i critici indicarono come il primo cartone animato per adulti. Un film vero e proprio che vede indiscusso protagonista Arsène Lupin, il nipote del primo Lupin degli anni 70. Arsène viene ricercato dalle polizie di tutto il mondo, ma soprattutto dal commissario Zenigata dell’Interpol. È facile immaginare “come andrà a finire”. Lupin III è profondamente diverso da Lupin I, le riprese sono più realistiche e non c’è più nulla di approssimativo come ai tempi in cui il manga diveniva anime e infine film.

LUPIN iii