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Giovani e lavoro – Antonio, redattore

Giovani e lavoro è la nuova rubrica di diregiovani.it, dieci videointerviste a dieci ragazzi under 30 appena entrati nel mondo del lavoro, una piccola indagine per cercare di comprendere la situazione dei giovani nel mondo del lavoro in Italia.

– Lei ha una qualche ambizione?
Chiedeva il professore di medicina, interpretato da Mario Schiano, al suo studente, Luigi Lo Cascio, in un breve scambio di battute dopo un esame universitario, ne “La meglio gioventù”, film di Marco Tullio Giordana del 2003.
– Ma…
– E allora se ne vada via, se ne vada dall’Italia, lasci l’Italia finchè è in tempo. Cosa vuol fare il chirurgo?
– Non lo so, non ho ancora deciso
– Qualsiasi cosa decida vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America se ha le possibilità , ma lasci questo paese, l’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile destinato a morire.
– Cioè secondo lei fra poco ci sarà un’apocalisse?
– E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire, invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta vada via!
– E lei professore allora perchè rimane?
– Come perchè? Mio caro, ma io sono uno dei dinosauri da distruggere!

Non sappiamo se l’Italia sia davvero un paese da distruggere, quel che è certo è che i dati sulla disoccupazione giovanile portano molti giovani a trasferirsi all’estero in cerca di opportunità.
Secondo i dati Eurostat l’Italia con il 37,9% di disoccupazione giovanile è al terzo posto in Europa dopo Grecia (48,6%) e Spagna (46%), un record per nulla invidiabile vista anche la percentuale media dell’Eurozona pari al 22%; eppure solamente nel 2007 l’Italia faceva registrare un tasso pari al 19,4%, uno dei più bassi in Europa, molto al di sotto dell’attuale percentuale media.
All’interno delle percentuali di disoccupazione giovanile non vanno considerati i NEET, acronimo di neither employed nor in education or training, ossia quei giovani in un’età compresa fra i 15 ed i 24 anni che non stanno lavorando, non stanno studiando e non stanno facendo tirocini. E non sono pochi visto che, secondo i dati, rappresenterebbero il 20% della popolazione giovanile, mentre in Europa nel 2014 rappresentavano circa 13,4 milioni di persone.
I dati sulla disoccupazione giovanile non sono certo una novità e molteplici sono stati gli interventi normativi per cercare di far fronte a questa emergenza, ma senza grandi risultati, basti pensare che nel giugno 2015, a 4 mesi dall’entrata in vigore del Jobs Act, la disoccupazione giovanile aveva toccato quota 44,2% una quota record, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche datate nel primo trimestre del 1977.

ANTONIO GORI, redattore

Antonio è un tirocinante presso una piccola casa editrice romana, ha conseguito una triennale in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli di Roma, una laurea magistrale presso l’Università La Sapienza in Relazioni Internazionali e l’esperienza Erasmus in Portogallo. Il suo sogno è stato sempre quello di lavorare con i libri, una grande passione da sempre, anche se non si è fatto mancare altri tipi di esperienze come quella da guida turistica a Lisbona, durante i mesi Erasmus.
Per lui la gavetta è un’esperienza necessaria per iniziare a comprendere i meccanismi del mondo del lavoro post laurea, perchè “certe cose le puoi studiare all’infinito, ma non le capirai mai veramente fino a quando non avrai a che farci quotidianamente”, ma spesso questo periodo di formazione si dilati in maniera anomala anche per molto tempo creando una “condizione di lavoro ottocentesca”.
Per Antonio il panorama giovani-lavoro in Italia è una delle questioni principi di cui ci si dovrebbe occupare, ma di cui nessuno si è occupato con una conseguente “precarizzazione della vita terrificante”. Per ogni evenienza si è preparato un piano B che prevede una meta ben precisa: il Messico.