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Sanremo. Il festival delle sorprese: vincono gli Stadio

ROMA – Ancora scossi dal ripescaggio di Irene Fornaciari, che però si classifica ultima nella gara, tiriamo le somme di questa sessantaseiesima edizione del Festival. Trionfa all’unanimità Virginia Raffaele, su questo nessuno ha da ridire; Sanremo 2016 è senza dubbio il più seguito degli ultimi tempi, (per l’esattezza 11 anni). Hanno vinto l’equilibrio e la misura del cerimoniere Carlo Conti e la bellezza di Madalina Ghenea e di Gabriel Garko, perché nonostante gli imbarazzi (soprattutto del secondo) è questo che piace alle sciure italiane e tant’è: il Festival pare aver accontentato proprio tutti.

Fino all’ultimo super favoriti (secondo i bookmaker) Caccamo-Iurato, Annalisa e Elio. Il più cliccato su YouTube Rocco Hunt seguito da Fragola e Arisa, questi ultimi due con Noemi anche i più ascoltati su Spotify, su iTunes la canzone più scaricata quella di Valerio Scanu, seguito da Francesca Michielin e Annalisa. La regina, Patty Pravo, la più ricercata su Google. Ma, come sempre, la finale segue logiche poco calcolabili, unico pronostico attendibile è quello che vede in pole position Caccamo-Iurato, terzi classificati, seguiti a sorpresa da Francesca Michielin, seconda classificata e da una meritatissima vittoria (assolutamente insperata) degli Stadio, che si aggiudicano anche il premio “Miglior Musica” e quello sala stampa radio-tv-web.

Restando in tema premiazione, vince ancora “Amen” di Francesco Gabbani per il “Miglior testo”, il premio della critica “Mia Martini” va invece a “Cieli Immensi” di Patty Pravo. Poche le polemiche e i colpi di scena in quel dell’Ariston, tanta cattiveria quanta ironia sui social. Il caso Miele/Gabbani è stato senz’altro il più chiacchierato: dal giallo in sala stampa, alla richiesta di ammissione in gara, durato tutta una notte e poco più di mezza giornata; c’è poi la gaffe di Alessio Bernabei: all’accusa che la sua canzone fosse troppo simile a quella di Ariana Grande, risponde che anche Tiziano Ferro ha fatto una carriera sui plagi (si è poi scusato poco dopo, definendolo un grande artista). E non è mancata la provocazione di Morgan a Elio: “Ha fatto l’operazione inversa a quella dei Bluvertigo: la nostra è una canzone semplice che vuole emozionare, la sua è un’operazione bellamente complicata, complicatamente bella ma inutile”.

Nel pomeriggio della finalissima c’è stata anche la minaccia di suicidio nel cuore di Sanremo: ora l’uomo è salvo ed è bene tutto quel che finisce bene! Ma ricorderemo questo Festival anche per la campagna silenziosa a favore dei diritti civili espressa dai nastri arcobaleno e per il bel messaggio lanciato prima con Ezio Bosso e poi con Nicole Orlando che la disabilità può essere anche un superpotere.