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Plutone “compie” 86 anni: curiosità e aneddoti sul “pianeta che non è un pianeta”

Il 18 febbraio del 1930 l’astronomo Clyde Tombaugh conferma quanto teorizzato 25 anni prima dal collega Percival Lowell: esisteva un nono pianeta nel Sistema Solare.
86 anni dopo la sua scoperta, Plutone vaga in un limbo spaziale: è o non è un pianeta?

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ROMA – Conosciuto fino a 10 anni fa come nono pianeta del Sistema SOlare, oggi sappiamo che Plutone ha subito un declassamento, diventando per la comunità scientifica un pianeta nano.
Scoperto il 18 febbraio del 1930 dall’astronomo Clyde Tombaugh, l’esistenza di Plutone era stata in realtà teorizzata 25 anni prima da Percival Lowell, che nel 1905  osservò delle deviazioni nelle orbite di Nettuno e Urano, suggerendo che la gravità di un altro mondo stesse influenzando i due pianeti.
Lowell predisse anche la sua posizione nel 1915, ma morì senza mai trovarlo.
Plutone è stato finalmente scoperto da Tombaugh presso il Lowell Observatory, sulla base di previsioni di Lowell e altri astronomi.
Tombaugh morì a 90 anni nel 1997, nove anni prima del lancio di New Horizons.
Per il suo “86esimo compleanno”, se così possiamo definirlo, ecco alcune delle più affascinanti e interessanti curiosità sul “pianeta che non è un pianeta”.

1. Plutone, il pianeta degli inferi

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Il nome Plutone è un omaggio al dio romano dell’oltretomba, e le prime lettere del nome, PL, sono proprio le iniziali di Lowell Pervical, il suo “papà teorico”.
Il nome è stato proposto da Venetia Burney (1918-2009), una studentessa all’epoca undicenne di Oxford, in Inghilterra, interessata alla mitologia classica.
Suo nonno Falconer Madan, passò il suggerimento della nipote al professore di astronomia Herbert Hall Turner, che a sua volta lo propose ai colleghi americani.

Plutone è stato ufficialmente nominato il 25 maggio del 1930.
Ogni membro del Lowell Observatoryè poteva votare una short-list di tre nomi: Minerva, Crono e Plutone.
Quest’ultimo ricevette tutti i voti della commissione.
Il nome ufficiale venne annunciato il 1 ° maggio 1930.
La piccola Venetia ricevette una ricompensa di 5 dollari (oggi varrebbero circa 450 dollari).

La maggior parte delle lingue usa il nome “Plutone” in varie traslitterazioni.
In giapponese, Houei Nojiri suggerì la traduzione Meiōsei (冥王星?, “Stella del Re (Dio) degli inferi”),  preso in prestito dal cinese, coreano e vietnamita.
Alcune lingue indiane utilizzano il nome di Plutone, ma altre, come l’Hindi, usano il nome di Yama, il Guardiano dell’Inferno nella mitologia indù e buddista.

2. L’uomo che “uccise” Plutone

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Quando è stato scoperto da Clyde Tombaugh nel 1930, molti astronomi erano certi che un grande pianeta orbitasse intorno al Sole oltre Nettuno.
Invece hanno trovato Plutone, che si è rivelato essere piccolo rispetto alla Terra, con un diametro di 2.300 chilometri.
Inoltre, ha anche un’orbita insolita, che lo porta ad attraversare quella di Nettuno, anche se lo fa in modo tale da non poter mai entrare in collisione con l’ottavo pianeta.

I problemi per Plutone sono iniziati nel 1992, quando gli astronomi David Jewitt e Jane Luu scoprirono i primi oggetti nella regione del Sistema Solare ora conosciuta come fascia di Kuiper, costituita da famiglie di corpi di grandi dimensioni che orbitano attorno al Sole oltre l’orbita di Nettuno.
Plutone, come si scoprì, è uno dei più grandi oggetti della fascia di Kuiper.

Nel 2003, l’astronomo americano Mike Brown scoprì un nuovo oggetto al di là di Plutone.
Brown pensò di aver scoperto un nuovo pianeta, perché l’oggetto, che ha chiamato Eris (EER-is), sembrava in un primo momento più grande di Plutone.

La scoperta di Eris ha aperto il dibattito tra gli astronomi su ciò che rende un pianeta un “pianeta”. L’Unione Astronomica Internazionale (UAI) è il gruppo di astronomi responsabili della denominazione di oggetti nello spazio.
Nel 2006, con una votazione della UAI, si decise di “declassare” Plutone a pianeta nano, perché non rispettava determinate condizioni per essere considerato uno dei pianeti maggiori.
Tuttavia, la decisione non fu unanime, e aprì diverse polemiche nel mondo scientifico che tutt’ora vanno avanti.
Dei circa 10.000 membri registrati a livello internazionale della UAI, infatti, solo 237 votarono a favore per la riclassificazione di Plutone, mentre 157 votarono contro; gli altri 9.500 membri non erano presenti alla sessione di chiusura dell’Assemblea Generale a Praga, dove furono stabilite le sorti del pianeta.
Nonostante questo, lo stato planetario ufficiale di Plutone gli è stato strappato.

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Plutone è un corpo sferoidale, come Mercurio, Terra, Giove e Saturno.
Questa è una delle definizioni concordate per un pianeta.
Orbita intorno ad una stella, il Sole, come Venere, Marte, Urano e Nettuno.
Anche questa è la seconda caratteristica accettata per un pianeta.

A differenza dei pianeti più grandi, però, Plutone secondo la definizione della UAI “non ha ripulito le proprie vicinanze orbitali”.
Si tratta della terza condizione necessaria affinchè un corpo celeste sia classificato come pianeta.
La “dominanza orbitale” avviene quando nella propria zona orbitale non orbitano altri corpi di dimensioni comparabili a quelle del pianeta che non siano o suoi satelliti o comunque ad esso gravitazionalmente legati.
Plutone fa parte del quartiere della fascia di Kuiper, dove orbitano milioni di corpi spaziali. La sua massa è solo 0,07 volte quella di questi corpi.

Tuttavia, alcuni astronomi planetari sostengono che se la Terra fosse collocata nella fascia di Kuiper, non sarebbe in grado di “ripulire” il suo quartiere e quindi non sarebbe considerata, dalla definizione UAI, un pianeta.

Gli astronomi continuano a studiare il Sistema Solare, e non è detto che in futuro non possano riconsiderare l’identità astronomica di Plutone.

Nel corso dei 76 anni passati tra la sua scoperta e la declassazione, Plutone ha completato meno di un terzo della sua orbita intorno al Sole.

3. Il misterioso “cuore fluttuante” di Plutone

Plutone è composto per un terzo di acqua.
Questa è sotto forma di ghiaccio, più di 3 volte l’acqua di tutti gli oceani della Terra, mentre i restanti due terzi sono roccia.
La superficie di Plutone è ricoperta di ghiacci ed ha diverse catene montuose e una manciata di crateri.
Nelle ultime immagini osservate dagli scienziati sono emerse misteriose colline “fluttuanti” all’interno del “cuore” del pianeta nano.
Sono piuttosto numerose e misurano da uno a diversi chilometri di larghezza.
Dalle prime analisi dei dati, potrebbe trattarsi di frammenti di acqua ghiacciata da altipiani circostanti di Plutone.

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Le colline, che sono nella vasta pianura di ghiaccio informalmente chiamata Sputnik Planum, sono l’ennesimo esempio dell’affascinante e abbondante attività geologica sul pianeta nano.
Poiché l’acqua ghiacciata è meno densa dell’azoto ghiacciato che domina l’area, gli scienziati ritengono che queste colline stiano galleggiando in un mare di azoto ghiacciato e si muovano nel tempo come gli iceberg nell’oceano artico terrestre.
Le colline sono probabili frammenti delle regioni montagnose che si sono “rotte” e vengono trasportate dai ghiacciai di azoto nella Sputnik Planum.
In questo modo si formano “catene” di colline alla deriva lungo i percorsi di flusso dei ghiacciai.
Quando le colline entrano nel centro della Sputnik Planum, diventano soggetti ai moti convettivi del ghiaccio di azoto, e vengono spinte ai confini, in cui si raggruppano formando una distesa di almeno 20 chilometri.

4. Caronte e il sistema plutoniano

Plutone ha cinque satelliti conosciuti:
Le lune sono Caronte (scoperto nel 1978,), Idra e Notte (scoperte entrambe nel 2005), Cerbero (scoperto 2011) e Stige (2012).
Per molti anni, Plutone e le sue lune sono rimasti coperti nel più fitto mistero fino a quando la sonda della NASA New Horizons, lanciata nel 2006, ha raggiunto l’estremità del sistema solare per rivelare una grande quantità di informazioni sulla superficie e la composizione del pianeta nano, così come delle sue piccole lune.
Caronte ha un diametro di circa 1207 km, superando di gran lunga la dimensione di tutte le altre quattro.

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Notte, Idra, Cerbero e Stige orbitano intorno ad un “pianeta binario”, composto da Plutone e la sua luna più grande Caronte.
Questa configurazione binaria ha profondamente influenzato le orbite dei quattro piccoli satelliti, originando un caos cosmico nei loro movimenti in modi che non erano mai stati compresi pienamente fino ad ora.

Ad esempio, Notte e Idra mostrano una rotazione caotica anziché sincrona, nel senso che non mantengono sempre lo stesso lato rivolto verso Plutone-Caronte – ed è molto difficile prevedere il loro movimento di rotazione.
(Quasi ogni altro satellite del Sistema Solare, inclusa la nostra Luna, è un rotatore sincrono).

Se vivessi su Notte, non sapresti se il Sole sorgerà domani.
Anche Stige e Cerbero sono rotatori caotici, e potresti avere giorni in cui il Sole sorge a est e tramonta a nord.

Sebbene sia il “capo branco”, Plutone è più piccolo di un certo numero di lune del Sistema Solare, come Ganimede, Titano, Callisto, Io, Europa, Tritone, e la Luna della Terra.
Ha circa il 66% del diametro del nostro satellite e il 18% della sua massa.
Resta tuttavia il più grande pianeta nano del Sistema Solare.

Tralasciando il lato prettamente scientifico, ci piace pensare che un domani Plutone torni ad essere il nono pianeta del Sistema Solare.