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Le Reactions di Facebook non sfondano: il “pollice” è ancora il preferito

facebook reactionsROMA – A pochi giorni dal debutto ufficiale, quella che doveva essre la rivoluzione di Facebook si sta rivelando un fuoco di paglia.
Le Reactions, ovvero le emoticon che affiancano il tasto Mi Piace, non stanno dando i frutti sperati.
Il “pollice” è ancora il preferito per i commenti veloci alle notizie, con un utilizzo in media dell’80% sui post.
Sebbene attese da diversi mesi, le nuove emoji non sono ancora riuscite a diventare di uso comune.
Innanzitutto bisogna considerare il fattore tempo.
Le abitudini sono dure a morire, e gli utenti stanno ancora sperimentando l’utilizzo delle nuove “faccine”.
Inoltre, Facebook a scelto delle emoji piuttosto soft.
Niente pollice in giù, o altri gesti “equivoci”, nessuno sfottò e soprattutto gli utenti sono rimasti delusi dall’assenza del tanto atteso tasto “Non mi piace”.
Le cinque Reactions aggiunte sono piuttosto “innocue”: un cuore, una faccina felice, una triste, una arrabbiata e una sorpresa.

reactions facebook

Per quanto riguarda questa scelta, Facebook ha spiegato che “Siamo partiti con un’idea di 13 o 15 diverse possibilità, ma poi abbiamo capito che a livello universale ce ne sono solo 6”.

Le Reactions nascono come risposta immediata alle emozioni che proviamo guardando i post condivisi dagli amici.
Ma per la maggior parte degli utenti la scrematura è troppo ridotta.

Oltretutto, non sono così immediate come pensato all’inizio.
Per attivarle da pc bisona passare con il mouse sul tasto “mi piace” e aspettare (una frazione di secondo) la comparsa della scelta.
Invece, per il “pollice in sù” basta semplicemente cliccare su Mi Piace.
Più o meno simile il meccanismo per gli smartphone, dove per far comparire le Reactions bisogna tenere premuto il tasto “Mi Piace”.

Al momento, le nuove emoji hanno riscosso un grande successo solo con i meme.
Sul web sono spuntati suggerimenti simpatici e assurdi per ampliare la rosa di scelta come il tasto “MaiNaGioia”, “Dammela”, la faccia di Barbara D’Urso, e via dicendo.

E voi quante volte avete usato le Reactions?