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Sei troppo felice? Potresti morire. Ecco cos’è la sindrome takotsubo

cuore sindrome takotsuboROMA – Descritta per la prima volta in Giappone nel 1990, la sindrome takotsubo (Tts) è una rara condizione che colpisce il cuore, deformando il ventricolo sinistro con sintomi che possono simulare una sindrome coronarica acuta.
Sebbene le cause non siano ancora del tutto chiare, è stata ipotizzata la responsabilità di un prolungato stress emotivo, come un lutto in famiglia, un incidente, paure, ansie o gravi preoccupazioni.
Da qui, il nome più comune di “sindrome del cuore infranto”.

Tuttavia, la sindrome takotsubo potrebbe riguardare non solo le forti emozioni negative: un nuovo studio ha evidenziato come un cuore che riceva troppi stimoli “positivi”, come esaltazione, gioia e felicità, possa sovraccaricarsi e portare alle stesse anomalie della takotsubo.

LA SINDROME TAKOTSUBO

La sindrome prende il nome dal cestello che utilizzano i pescatori giapponesi per catturare i polpi: tako (polpo) e tsubo (cestello).
Nei pazienti colpiti dalla sindrome si verifica una deformazione del ventricolo sinistro, che assume una forma che ricorda proprio quei cestelli.
E’ stato scoperto che l’incidenza della takotsubo riguarda soprattutto le donne in post-menopausa, anche senza la presenza di possibili rischi cardiaci.

takotsubo

LO STUDIO

Il cardiologo Christian Templin e la collega Jelena Ghadri, ricercatori presso l’ospedale universitario di Zurigo, in Svizzera, hanno aperto nel 2011 il primo database di individui colpiti dalla sindrome.
Analizzando i dati di 1.750 pazienti hanno evidenziato che in 485 dei casi esaminati, un’emozione forte, come la morte di una persona cara, era stata responsabile dell’attacco di cuore da takotsubo.

Tuttavia, non si trattava solo di stimoli negativi: nel 4% di quei casi (20 individui), le emozioni responsabili dell’attacco erano positive, come gioia e felicità.

Inoltre, è stata confermata l’epidemiologia della sindrome: nel 95% dei casi, sia di cuore infranto che di cuore felice, i pazienti erano donne in post-menopausa.

“Abbiamo dimostrato che i fattori scatenanti della Tts possono essere più vari di quanto si pensasse” spiega la dottoressa Ghadri.

Adesso che vi è la consapevolezza che la malattia può insorgere anche dopo un’emozione positiva, “i medici  davanti a un paziente che arriva in pronto soccorso con segni di un attacco di cuore (dolore toracico, affanno), dovrebbero valutare una possibile Tts anche se la persona ha vissuto un lieto evento o una sensazione gioiosa, proprio come farebbero se avesse sperimentato un’emozione negativa” conclude Ghadri.

Secondo il dr. Templin, “gli eventi tristi della vita e quelli lieti, pur intrinsecamente distinti, percorrono circuiti comuni che possono sfociare nella sindrome”.

Tuttavia, la condizione è ancora un enigma.
Il motivo per cui le emozioni possono innescarla rimane un mistero, anche se gli scienziati credono che possa essere spiegato dalle relazioni complesse che esistono tra il cervello e il resto del corpo.